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	<title>assistenza | Una Maia per amica</title>
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	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
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		<title>Il Movimento Libero Durante il Travaglio</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 10:40:16 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Eccoci con un nuovo articolo, questa volta dedicato al momento del travaglio, quindi futuri mamme e papà, parenti e professionisti: leggere attentamente! Partiamo subito con una notizia shock: <strong>se le condizioni di benessere materno e fetale lo permettono, la mamma durante il travaglio può essere libera di muoversi come meglio preferisce e sente</strong>. Ebbene sì, non è assolutamente obbligatorio rimanere sdraiate per tutta la durata del travaglio o dover spingere per forza con le gambe sui gambali, in quella che viene definita <em>posizione litotomica o ginecologica </em>(quella in cui ci mettiamo durante le visite ginecologiche per l’appunto). Le posizioni supine (a pancia in su) infatti bloccano il bacino posteriormente, riducendo gli spazi di movimento e progressione del feto e non permettono l’allineamento dell’utero con la cervice e l’ingresso pelvico, rendendo così necessarie contrazioni più intense – e quindi più dolorose- per poter essere efficaci in termini di dilatazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversi invece sono gli effetti del movimento libero e della postura sull’andamento del travaglio:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Rendono più sostenibile il dolore e possono facilitare il riposo durante la pausa tra una contrazione e l’altra;</li>
<li style="text-align: justify;">Rendono partecipe chi accompagna e sostiene la donna;</li>
<li style="text-align: justify;">Favoriscono il benessere fetale e il suo corretto posizionamento;</li>
<li style="text-align: justify;">Facilitano l’evoluzione del travaglio</li>
<li style="text-align: justify;">Aumentano il grado di soddisfazione materna e della coppia.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1572791552881" >
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		<p style="text-align: justify;">Come avete visto, poco fa abbiamo parlato di movimento libero e postura; le due cose infatti sono differenti. Si parla di <em>movimento libero</em> quando la <em>donna è completamente libera di muoversi, assecondando il suo sentire, e l’Ostetrica non attua nessuna imposizione</em>, ma anzi crea le condizioni affinché la donna possa muoversi in piena libertà. In tutto ciò entra in gioco anche la disposizione della stanza, qualora si dovesse decidere di partorire in ospedale: il letto non dovrebbe mai essere al centro, in quanto alla donna che entra in sala parto può arrivare il messaggio che la prima e unica cosa da fare sia sdraiarsi sul letto; se il letto assume una posizione marginale, la donna avrà più spazio per muoversi e si sentirà più libera di farlo, sfruttando anche oggetti che possono esserle utili e perciò dovrebbero trovarsi in ogni sala parto (es sedie, sgabelli, palle, liane…).</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla invece di <em>postura</em> quando <em>alla donna è richiesto di mettersi in precise posizioni/di compiere determinati movimenti in base alla necessità clinica</em>. Perciò le posture sono a tutti gli effetti pratiche assistenziali non invasive che possono essere utilizzate per migliorare l’andamento del travaglio e il benessere materno-fetale.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi oggi cercheremo di concentrarci sul movimento libero, in quanto le diverse posture variano in base ad ogni singolo caso, anche se a volte la linea fra essi è molto sottile, in quanto l’Ostetrica può guidare la donna verso determinati movimenti per favorire il suo benessere e quello fetale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima premessa, ma non per importanza: tutto ciò che troverete scritto riguarda movimenti e posizioni che le donne nella pratica clinica più frequentemente adottano, in quanto è dimostrato che, se le condizioni assistenziali, relazionali e ambientali lo favoriscono, le donne assumono spontaneamente le posizioni che leggerete di seguito. Tuttavia, durante il travaglio non è in alcun modo obbligatorio seguire alla lettera i movimenti e le posizioni elencate: come sempre è importante farsi guidare dal proprio sentire.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1572792106093" >
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		<p style="text-align: justify;">Dopo tutto ciò che abbiamo visto, è chiaro quindi che la posizione obbligata è uno degli elementi che rendono meno tollerabile il dolore del travaglio, poiché sotto una stimolazione dolorifica ci viene spontaneo assumere determinate posizioni (basti pensare alla posizione fetale assunta durante i dolori mestruali – che ricordiamo non essere fisiologici se necessitano di un antidolorifico). Infatti, a seconda della localizzazione del dolore, molte donne istintivamente individuano le seguenti posizioni:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Se il dolore e la pressione sono posteriori, la donna fisiologicamente sarà portata ad appoggiarsi in avanti, sostenuta da un muro, una palla, dal petto della persona di fiducia o dell’Ostetrica, a mettersi a carponi, in piedi, in ginocchio;</li>
<li>Se il dolore e la pressione sono anteriori, potrebbe scegliere di stare seduta, semiseduta, rannicchiata sul fianco o su uno sgabello, cercando di alleviare la pressione in quel punto.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Al fine di tollerare al meglio il dolore, è fondamentale anche potersi <strong>riposare</strong> tra una contrazione e l’altra o comunque potersi abbandonare e lasciarsi andare, con un appoggio sicuro, che permetta anche di rilassare la muscolatura. Quindi ricordiamo l’importanza delle persone di fiducia presenti al parto, che ci possono sostenere in pausa se scegliamo una posizione in piedi o verticale, mentre per quanto riguarda altre posizioni non esitiamo a chiedere il supporto dell’Ostetrica e dell’oggettistica presente nella stanza (letto, sgabello, sedie, palla, liane…).</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo vediamo come il movimento libero renda più partecipi le persone di fiducia presenti al parto, permettendo loro di essere parte attiva dell’esperienza. La libertà della donna e la partecipazione attiva delle persone di fiducia non possono quindi che aumentare il grado di soddisfazione relativo all’esperienza del travaglio.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1572791698624" >
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		<p style="text-align: justify;">Un altro motivo per cui la posizione supina, citata sopra, viene sconsigliata se mantenuta durante tutto il travaglio, riguarda il benessere fetale: il peso dell’utero gravido va a comprimere la vena cava, riducendo l’apporto di sangue all’utero e quindi al feto. Inoltre, tutto quello che abbiamo visto sopra circa la tolleranza del dolore e il rilassamento in pausa, è benefico anche per il feto, poiché in questo modo la produzione di ormoni dello stress viene bilanciata dalla produzione di ormoni benefici, come le endorfine, generando quello che viene definito <em>eustress </em>o stress “buono”.  In questa condizione il travaglio non può che progredire correttamente, andando a ridurre la necessità di pratiche mediche che possono portare a complicanze dello stato di salute materno- fetale. Ricordiamo poi che il feto deve attraversare un canale osseo, ovvero il bacino, e con il movimento (anche semplicemente camminare un po’ per la stanza o perché no, anche una danza) vengono ampliati gli spazi che deve attraversare, riducendo i fenomeni di compressione della testa e favorendo un suo corretto posizionamento.</p>
	</div>
</div>



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</div>
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		<p style="text-align: justify;">La letteratura è concorde nell’affermare che se la donna è libera di muoversi, la durata della fase attiva del travaglio si riduce di 1-5 ore. Un bel vantaggio eh?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo come mai? Perché una donna libera di muoversi sceglierà istintivamente posizioni che sfruttano la forza di gravità e allineano l’utero e l’ingresso pelvico (in piedi, in piedi sostenendo l’utero, a carponi, in ginocchio, seduta in avanti…). Come abbiamo visto prima, tutto ciò permette alle contrazioni di agire meglio sul collo dell’utero, quindi sulla dilatazione, e aiutano il feto a progredire nel canale del parto.</p>
	</div>
</div>



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		<p style="text-align: justify;">Siamo giunti alla conclusione di questo articolo, fiduciose che sia per voi spunto di riflessione e non un manuale da seguire alla lettera. Fidatevi del vostro sentire, del vostro bambino o bambina e di chi vi accompagna e sostiene in questo viaggio. Sarà sicuramente la scelta migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Lawrence, A., Lewis, L., Hofmeyr, G. J., Styles C. (2013). Maternal positions and mobility during first stage labour. Cochrane Database Syst Rev.</li>
<li style="text-align: justify;">Spandrio, R., Regalia, A., Bestetti, G. (2014). Fisiologia della Nascita. Dai prodromi al post partum. Carocci Faber.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">*pics courtesy of the internet</span></em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
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		<item>
		<title>Farmaci In Allattamento: Capirli per Assumerli Consapevolmente</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 10:50:07 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Rieccoci con il secondo ed ultimo articolo dedicato ai farmaci assunti durante l’allattamento. Questo tema ci è sembrato il migliore per concludere con consapevolezza questa Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno di questo 2019.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello scorso articolo (che trovate cliccando su <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/farmaci-in-allattamento-come-reperire-le-giuste-informazioni/">queste paroline in rosa</a>) abbiamo visto come e dove reperire informazioni corrette e scientificamente validate riguardo la sicurezza e la compatibilità dei farmaci con il latte materno, per evitare di non curarsi (perché ricordiamolo la salute materna è fondamentale) o di sospendere/interrompere l’allattamento al seno senza un valido motivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi vedremo insieme come i farmaci passano nel latte materno e cosa fare quando è necessario assumere un farmaco. Interessante vero? Allora continuate a leggere!</p>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1570368140275 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Come Avviene il Trasporto dei Farmaci</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1570368149081" >
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		<p style="text-align: justify;">I farmaci passano nel latte principalmente per <em>diffusione</em>, attraversando le pareti capillari e penetrando nelle cellule alveolari che delinea i microvilli lattiferi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il passaggio di un farmaco nel latte dipende dalle diverse <strong>caratteristiche del farmaco</strong> (<em>emivita, peso molecolare, legame con le proteine, liposolubilità, grado di ionizzazione e farmacocinetica</em>) e dalle <strong>vie di somministrazione</strong>, mentre la sua concentrazione nel latte materno dipende dalla concentrazione in cui è presente nel sangue materno (<em>più è alta, più passa nel latte materno</em>).</p>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1570368169762 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Le Caratteristiche dei Farmaci</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1570368177170" >
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		<p style="text-align: justify;">Per capirci qualcosa, analizziamo le diverse caratteristiche di un farmaco:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Emivita</strong>: è un parametro farmacocinetico che indica il tempo necessario perché la concentrazione del farmaco nel plasma si dimezzi. Sono <em>da preferire i farmaci con emivita breve</em> (&lt;3h/12h), che in poche ore vengono eliminati, mentre vanno evitati i farmaci con emivita lunga, (&gt;24h) perché potrebbero con il tempo accumularsi nel sangue del lattante;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Peso molecolare</strong>: più è basso il peso molecolare di un farmaco, maggiore sarà la probabilità che sia escreto nel latte materno, semplicemente perché le molecole “grosse” attraversano più difficilmente le cellule epiteliali degli alveoli mammari. Tuttavia, le cellule alveolari nei primi giorni dopo la nascita sono più distanti e più permeabili, rendendo facilitato il passaggio anche a molecole più grosse;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Legame con le proteine</strong>: i farmaci circolano per la maggior parte nel plasma materno legati all’albumina e solo la quota libera passa nel latte; perciò i <em>farmaci con un elevato legame proteico</em> rimangono più facilmente nel plasma materno e <em>hanno basse concentrazioni nel latte</em>;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Liposolubilità</strong>: ricordiamo che il latte materno contiene lipidi, presenti in alte concentrazioni soprattutto nel colostro. Per questo motivo i farmaci <em>liposolubili </em>(letteralmente che si sciolgono nei grassi) <em>tendono maggiormente a passare nel latte</em>, ma la loro concentrazione dipende appunto dall’intervallo trascorso dal parto (maggior concentrazione nel colostro, più ricco di lipidi);</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Grado di ionizzazione</strong>: per quanto riguarda il pH, un farmaco è “un essere neutrale”. Cosa vuol dire? Il plasma ha un pH medio di 7.4, il colostro di 7.45 e il latte maturo di 7.1; perciò farmaci debolmente acidi tendono a rimanere nel plasma o, in caso del colostro, a passare in esso, mentre farmaci più alcalini tendono invece a passare nel latte materno;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Farmacocinetica</strong>: per quanto riguarda l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’eliminazione di un farmaco (ovvero la farmacocinetica), è molto importante ricordare che il neonato prima e il lattante poi non è una versione in miniatura di un adulto, e quindi di fronte ad un farmaco potrà assorbirlo più in fretta ed eliminarlo più lentamente. Inoltre, anche l’età gestazionale, lo stato di salute, il peso e l’età anagrafica fanno la differenza: un neonato prematuro ha dei sistemi per l’appunto “prematuri” e il rischio di effetti indesiderati è più alto; un lattante più pesante ha più sangue in cui distribuire il farmaco; un neonato di pochi giorni reagisce diversamente ad un farmaco rispetto ad un bambino di 6 o più mesi.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1570368328620" >
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		<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le vie di somministrazione, ricordiamo soltanto che diverse vie di somministrazione del farmaco comportano differenti concentrazioni dello stesso nel plasma. Ad esempio, le vie endovenosa e intramuscolare aumentano, rispetto alla via orale, la quota di farmaco presente nel latte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi cosa fare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Detto ciò, come comportarsi prima di assumere un farmaco? Come abbiamo ampliamente spiegato nello scorso articolo, è importante <strong>valutare la necessità di tale farmaco</strong>. Successivamente <strong>informarsi </strong>da fonti affidabili riguardo la <strong>compatibilità di tale farmaco</strong> e, se poco compatibile, valutare l’assunzione di un farmaco simile ma più compatibile o la sospensione dell’allattamento con possibilità di mantenere la produzione lattea. Vi ricordiamo infine che <em>solo poche classi di farmaci necessitano l’interruzione dell’allattamento</em>, come i chemioterapici e le sostanze radioattive.</p>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1570369316490 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Assunzione del Farmaco</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1570368435512" >
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		<p style="text-align: justify;">Fatte le dovute premesse, è il momento di assumere il farmaco compatibile in questione. L’assunzione è suggerita subito dopo la fine di una poppata per fare in modo che la madre lo metabolizzi al massimo, ricordando che il picco ematico di un farmaco a bassa emivita avviene tra 1 e 3 ore dall’assunzione <em>orale</em>. Se il farmaco viene assunto una volta al giorno, è consigliabile farlo dopo la poppata che “solitamente” precede un intervallo lungo fra le poppate. Ovviamente, in un’ottica di allattamento a richiesta, questo ultimo step non è molto prevedibile, pertanto è preferibile comunque assecondare le richieste del neonato. Inoltre, poiché nessun un farmaco può essere considerato assolutamente sicuro, è importante monitorare il bambino durante tutto il periodo di assunzione della terapia farmacologica per il possibile rischio di reazioni avverse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Conclusione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo concludere con due piccole postille:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>I prodotti da banco, come le vitamine (ad alte dosi) e i prodotti fitoterapici rispetto ai quali c’è una percezione errata di sicurezza, vanno considerati farmaci a tutti gli effetti e nella maggior parte dei casi sono controindicati;</li>
<li>Il profilo di rischio di un farmaco cambia dalla gravidanza all’allattamento; infatti in gravidanza ci si preoccupa della teratogenicità di un farmaco (capacità di provocare difetti di sviluppo di alcuni organi) mentre in allattamento degli effetti di esso nel bambino. Perciò un farmaco sicuro in gravidanza non è detto lo sia in allattamento, e viceversa.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questa settimana Maia spera di avervi fatto scoprire qualcosa di nuovo e di aver chiarito i dubbi in merito alla terapia farmacologica in allattamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><a href="https://www.epicentro.iss.it/guadagnare-salute/formazione/materiali/GS_allattamento_2.pdf">Guadagnare Salute, ISS. Zadig editore, Roma.</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2715_allegato.pdf">Position Statement sull’uso dei farmaci da parte della donna che allatta al seno, Ministero della Salute (2018)</a></li>
</ul>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/farmaci-in-allattamento-capirli-per-assumerli-consapevolmente/">Farmaci In Allattamento: Capirli per Assumerli Consapevolmente</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Coppetta Mestruale: Cos&#8217;è e Perchè Sceglierla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 10:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Donne]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f4e81acf9e"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
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		<p style="text-align: justify;">Buongiorno a tutti!</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le vacanze estive torniamo su questi schermi per parlare di un argomento a noi caro e che ha incuriosito molte di voi: di cosa stiamo parlando? Della coppetta mestruale ovviamente! La coppetta è un dispositivo per la raccolta del sangue mestruale ancora così poco conosciuto ma così incredibile da aver già cambiato migliaia di vite. Ha caratteristiche che cambieranno il vostro modo di vivere il ciclo mestruale, ma non solo: avete mai desiderato di essere supereroine e salvare il mondo? Ecco, forse questo è il primo passo che potete compiere per salvare l’ecosistema di questo pianeta! E, perché no, mettere da parte un po’ di risparmi in più per esaudire qualche vostro sogno nel cassetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi articoli vedremo insieme tutto ciò che concerne la coppetta:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Che cos’è</li>
<li><a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/coppetta-mestruale-come-si-utilizza/">Come si utilizza</a></li>
<li>Come si inserisce</li>
<li>Come sceglierla: su questo già vi diamo un indizio, infatti potete contattare un’ostetrica, come Maia, ed effettuare una consulenza sulla coppetta per scoprirne il mondo, ricevere consigli utili e soprattutto scegliere quella più adatta a voi e al vostro stile di vita!</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1566472570910 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Che Cos'è?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1566472582287" >
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		<p style="text-align: justify;">Per dirla breve, la coppetta è morbida e fatta solitamente in silicone o TPE e ha proprio la forma di una coppa, una campana o un imbuto arrotondato: si pulisce accuratamente prima dell’utilizzo, si può piegare in diversi modi e si inserisce in vagina per raccogliere il flusso. A seconda dell’entità della perdita si può riempire più o meno velocemente, ma può essere tenuta in vagina dalle 6 alle 12 ore consecutive senza perdite.</p>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1566472638418 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Quali Sono i Motivi per cui Sceglierla?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1566472958359" >
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		<p style="text-align: justify;">La coppetta mestruale ha numerosi vantaggi che vanno a migliorare diversi aspetti della vita: scopriamoli insieme! Probabilmente quando avrete finito di leggere avrete la bocca spalancata e una gran voglia di chiederci come sceglierla, dove trovarla e tutto il necessario per averla!</p>
<p style="text-align: justify;">5 vantaggi meravigliosi della coppetta mestruale:</p>
<p>1. è <strong>ECOLOGICA</strong>: la coppetta è prima di tutto <em>ecofriendly</em>: quanti assorbenti usiamo ogni mese? Quanti ne useremo fino alla menopausa? Fuori le calcolatrici! Vi basti però sapere che le coppette possono durare dai 10 ai 15 anni, quindi ne basteranno 2-3 per “coprire” la vostra vita fertile: detto ciò, utilizzarla può ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili in maniera ingente! E se lo facessimo tutte? Fuori tutine e mantelli, non servono poteri magici per salvare il mondo!</p>
<p>2. è <strong>ECONOMICA</strong>: ebbene, se avete calcolato quanti assorbenti usate in media per ogni ciclo, i vostri portafogli sapranno ancor meglio quanto costano. Il fatto che una coppetta possa durare fino a 15 anni non ha solo un impatto ecologico, ma anche economico: in questo modo salvare il mondo avrà anche un effetto positivo sui vostri risparmi e potrete concedervi quel piccolo sogno che conservate con tanta premura sul fondo del vostro cassetto dei desideri. Inoltre, ancora oggi paghiamo la <em>tampon tax</em>, l’IVA al 22% su assorbenti, tamponi e dispositivi mestruali come fossero beni di lusso: sembra che per le mestruazioni non abbiamo bisogno di un bene primario tassato al 4%, o di un tartufo (conosciuto per essere poco pregiato, giusto?) al 10%. La coppetta può aiutarvi a risparmiare e ad ammortizzare anche questa ingiusta imposta: sì a questo investimento cheap e a lungo termine!</p>
<p>3. è <strong>IGIENICA</strong> e <strong>AIUTA A PREVENIRE LE INFEZIONI</strong>: visto il materiale resistente, può essere sterilizzata, bollita, messa in autoclave se non siete soddisfatte, ma anche solo acqua e sapone possono farla diventare più igienica di un assorbente o un tampone qualunque. Questi, infatti, dati il loro utilizzo e conformazione permettono al sangue di entrare a contatto con l&#8217;aria: a questo punto il sangue si ossida e ciò dà il via alla formazione di colonie batteriche. La coppetta, invece, essendo posizionata in vagina, una &#8220;cavità virtuale&#8221;, ed aderendo alle pareti vaginali adattandosi all’anatomia di ogni donna, crea una specie di <em>sottovuoto</em> grazie a cui l&#8217;aria non entra in contatto con il sangue mestruale che esce dal collo dell’utero, questo non si ossida e può restare in vagina all’interno della coppetta anche per lungo tempo in sicurezza.</p>
	</div>
</div>



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		<p>4. è <strong>COMODA</strong>: c’è chi dice che una volta provata sia difficile, se non impossibile, tornare indietro: quant&#8217;è vero! Maia ve lo assicura. Indossarla permette di essere discreti durante la mestruazione, di sentirsi comode e più a proprio agio, fino a dimenticarsi di avere il ciclo. La coppetta si adatta al vostro corpo e, se posizionata correttamente, è quasi impossibile da percepire, sia che voi stiate facendo la ruota come nelle pubblicità degli assorbenti, sia che facciate ciò che più vi piace. Che dire, non avrete più bisogno dell&#8217;amica che vi controlli se i pantaloni sono sporchi e potrete mettere i pantaloni bianchi in estate senza paura!</p>
<p>5.<strong> NON </strong>serve<strong> CAMBIARLA SPESSO</strong>: non sembra un grande vantaggio, ma pensateci bene. Non è mai piacevole cambiarsi fuori casa e a volte, purtroppo, i bagni pubblici ci fanno desistere ad uscire al solo pensiero. Quante volte vi siete sentite a disagio perché volevate andare in montagna ma non sapevate dove cambiarvi? Oppure volevate fare il bagno al lago ma avete letto che con il tampone potrebbero insorgere infezioni? Ebbene, la coppetta può essere cambiata OGNI 12 ORE, ossia solo due volte al giorno!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La coppetta mestruale è un&#8217;amica fidata e vi permetterà di scordarvi dei disagi che ogni mese vivete: vi sentirete più comode, sicure, libere di vivere le mestruazioni ed avrete un impatto sull’ambiente, sul vostro portafogli, ma soprattutto sulla vostra vita di Donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete avere maggiori informazioni scrivendoci tramite l’apposito form o sui social! Maia spera di esservi stata utile, continuate a seguirci per scoprirne di più!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A</em><em> presto, Maia</em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/coppetta-mestruale-cose-e-perche-sceglierla/">Coppetta Mestruale: Cos’è e Perchè Sceglierla</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Farmaci In Allattamento: Come Reperire le Giuste Informazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Sep 2019 10:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f4e81ae9a3"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
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		<p style="text-align: justify;">Ben tornati su questi schermi, Maia spera che le vacanze siano state rilassanti e spensierate…</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ormai agosto è passato e dobbiamo tornare a svolgere il nostro lavoro di divulgazione: oggi parliamo di corrette informazioni riguardo i farmaci in allattamento. Ebbene sì, la compatibilità tra farmaci e allattamento è un argomento tanto discusso, riguardo al quale ci sono tanti falsi miti e, permettetemi, tanta disinformazione (anche tra i professionisti sanitari delle più svariate categorie). Tutto ciò porta molte mamme a contattarci in momenti critici, dove si sentono quasi obbligate a scegliere tra l’allattamento e la terapia farmacologica, o in altri casi, ad allattamento già interrotto.</p>
<p style="text-align: justify;">E come rispondere a queste mamme? Come rispondere magari anche a voi che siete approdate qui per sapere chi/cosa consultare prima di assumere un farmaco durante l’allattamento?</p>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1567860504069 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Position Statement sull'Uso dei Farmaci</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1567860559934" >
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		<p style="text-align: justify;">Prima di tutto iniziamo dalle cose fondamentali, citando il <em>Position statement sull’uso di farmaci da parte della donna che allatta al seno</em>: “<strong>La salute della mamma in allattamento è fondamentale</strong><strong> per quella del bambino </strong>e, in caso di malattia, può essere valutata l’opportunità di iniziare una terapia farmacologica o di non interromperla, qualora essa sia già in atto […] Un’informazione non adeguata pertanto può indurre un’inutile sospensione dell’allattamento o la rinuncia alla cura da parte della mamma, oppure il ricorso all’automedicazione ed in particolare a terapie alternative (omeopatici, integratori, fitoterapici), che non possono essere intese come pregiudizialmente più efficaci e più sicure.”. Da questa sezione si evincono quindi due cose molto importanti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>La salute della mamma è fondamentale e per questo non trascurabile</li>
<li>Una scorretta informazione può portare ad una sospensione dell’allattamento non necessaria o a cure alternative che possono essere dannose (sì anche i medicamenti di origine vegetale o i “semplici” integratori possono avere effetti dannosi sulla salute materna e del lattante se autosomministrati).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Cerchiamo quindi di vedere quali sono le informazioni corrette e come reperirle, al fine di poter valutare in modo consapevole il trattamento farmacologico e i suoi effetti sull’allattamento. In un prossimo articolo vedremo cosa significa assumere un farmaco in allattamento, che effetti ha sul latte e nel lattante.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1567860607721" >
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		<p style="text-align: justify;">Partiamo da un tipico scenario, la lettura del foglietto illustrativo, noto ai più come “bugiardino” (e se è stato chiamato così un motivo ci sarà…): molto spesso esso contiene la frase “controindicato in gravidanza e allattamento”, che nella maggior parte dei casi è posta lì a tutela legale per la casa produttrice, senza alcun riferimento scientificamente validato. Quindi diciamo pure che il foglietto illustrativo non è una fonte informativa molto valida, anzi rischia di portare ad una sospensione infondata dell’allattamento al seno. Allora che fare? Contattare il proprio curante (di qualsiasi branca della medicina esso sia)? Sicuramente è una strategia migliore della lettura del foglietto illustrativo… Ma, come l’esperienza di molte di voi ci insegna, il medico/ostetrica/professionista sanitario in genere non è un tuttologo, e molto spesso, con la miglior intenzione di non causare danno alla diade mamma bambino, suggerisce alla donna di interrompere l’allattamento in favore della terapia farmacologica perché non esperto/a della compatibilità del farmaco con l’allattamento.</p>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1567860622703 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>A Chi Rivolgersi?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1567861587452" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Quindi tutto è perduto? Assolutamente no, basta, come sempre, rivolgersi a chi è davvero specializzato in questo. Maia perciò vuole fornirvi un elenco di contatti utili:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Centro antiveleni di Bergamo</strong> &#8211; servizio informazione farmaci in gravidanza e allattamento. <strong>Numero verde 800 833 300, disponibile 24h/24</strong>. Direttamente dal sito internet leggiamo “la consulenza viene garantita sia telefonicamente, sia in occasione di visite ambulatoriali o di accesso al Pronto Soccorso. In caso di assunzione di farmaci in gravidanza valutiamo il rischio di teratogenesi, la possibilità di sostituire il farmaco a rischio con un altro a rischio minore e la necessità di diagnostica prenatale. Per i farmaci da assumere durante il puerperio valutiamo l’entità di passaggio di farmaco nel latte e il potenziale rischio per il bambino, la possibilità di sostituire il farmaco a rischio con un altro a rischio minore, la necessità di un monitoraggio clinico, e, molto più raramente, anche di laboratorio, del lattante”</li>
<li><strong>Centro di riferimento regionale di tossicologia perinatale di Firenze:</strong> <strong>0557946731</strong></li>
<li><strong>“Filo Rosso” di Roma: 065800897</strong></li>
<li><strong>E- lactancia</strong>: <a href="http://e-lactancia.org/">http://e-lactancia.org/</a>, un sito scientificamente validato in cui digitare il principio attivo del farmaco (es: per la tachipirina digiteremo paracetamolo – in inglese, ma vi assicuro che la banca dati vi sostiene nella ricerca-). Per ogni principio attivo troverete una semplicissima scala colore:
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Verde</em>: rischio molto basso, compatibile con l’allattamento;</li>
<li><em>Giallo</em>: rischio basso, generalmente sicuro, probabilmente compatibile, possibile rischio lieve, raccomandato un follow up;</li>
<li><em>Arancio</em>: rischio alto, poco sicuro, valutare con attenzione. Utilizzare alternative più sicure o interrompere l’allattamento da 3 a 7 tempi di dimezzamento;</li>
<li><em>Rosso</em>: rischio molto alto, non sicuro, controindicato. Utilizzare un’alternativa o cessare l’allattamento.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In aggiunta alla scala colore troverete delle indicazioni comportamentali su come mantenere ad esempio la produzione lattea in caso di farmaci poco compatibili.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Drugs and Lactation Database (LactMed)</strong>: <a href="https://www.data.gov/applications/lactmed/">https://www.data.gov/applications/lactmed/</a>, una banca dati americana, consultabile online, che raccoglie farmaci e integratori che possono interferire con l’allattamento al seno. Fornisce informazioni riguardo ai livelli del farmaco nel latte materno e nel sangue del lattante e i possibili effetti avversi nel lattante. È disponibile l’app sia per Android che Iphone, molto più intuitiva del sito internet. Rispetto a e-lactancia, è più “didattica”, utile per chi ricerca informazioni molto dettagliate, possibili farmaci sostitutivi, bibliografia. Forse poco pratica in urgenza, ma sicuramente molto ben fatta e approfondita.</li>
<li><strong>Portale dell’Agenzia Italiana del Farmaco</strong>: <a href="http://www.farmaciegravidanza.gov.it/">http://www.farmaciegravidanza.gov.it/</a>, se vogliamo giocare in casa, ecco un sito internet in cui cercare il principio attivo (tra quelli proposti) per sapere qualcosa di più del farmaco, soprattutto in gravidanza. Seppur meno dettagliato e ampio dei precedenti, ha il vantaggio di essere in italiano!</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nonostante questo grande elenco ci teniamo a ricordare una cosa: la maggior parte dei farmaci passa nel latte materno e, anche se come potrete vedere voi stessi, la maggior parte di essi, se assunti in dosi terapeutiche, non ha effetti sulla qualità del latte o sulla salute del neonato, NESSUN FARMACO PUÒ ESSERE CONSIDERATO ASSOLUTAMENTE SICURO (questo perché? Perché non vi sono studi a riguardo). Pertanto, se si intraprende una terapia farmacologica, è importante monitorare il bambino per un possibile rischio di reazioni avverse.</p>
<p style="text-align: justify;">Della serie “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, non informarsi correttamente è peggio!”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2715_allegato.pdf">Position Statement sull’uso dei farmaci da parte della donna che allatta al seno, Ministero della Salute (2018)</a></li>
<li><a href="http://www.asst-pg23.it/section/259/Tossicologia_-_Centro_antiveleni">ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo – Centro Antiveleni</a></li>
</ul>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/farmaci-in-allattamento-come-reperire-le-giuste-informazioni/">Farmaci In Allattamento: Come Reperire le Giuste Informazioni</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Feto &#038; Musica: Strumenti per l&#8217;Ascolto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 10:50:58 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Ciao Mamme!</p>
<p style="text-align: justify;">Maia continua con l’informativa sull’ascolto della musica in gravidanza: se vi siete perse gli altri articoli, potete cercarli e scoprire <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/feto-musica-il-mio-bimbo-ascolta/"><strong>quando il vostro bimbo comincia ad ascoltare</strong></a> e le indicazioni su <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/feto-musica-il-mio-bimbo-ascolta/"><strong>come porvi nel godervi la vostra musica</strong></a> per suscitare la miglior risposta possibile in lui/lei!</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi invece parleremo di quali sono i migliori strumenti in circolazione per applicare la stimolazione musicale in maniera efficace, sicura e rilassante al cucciolo nella vostra pancia!</p>
<p style="text-align: justify;">Molti autori, tra cui quelli citati nei <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/feto-musica-il-mio-bimbo-ascolta/"><strong>precedenti articoli</strong></a>, per i loro studi hanno utilizzato le più diverse strumentazioni disponibili sul mercato: Maia vi indicherà le loro caratteristiche, il livello di sicurezza e l’efficacia, secondo la letteratura disponibile.</p>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1547648556866" >
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		<p style="text-align: justify;">Le cuffie indossate direttamente dalla madre sono lo strumento di più facile reperibilità, sono poco invasive e di facile utilizzo. Si è visto che quando la madre riceve lo stimolo attraverso le cuffie, la musica suscita in lei emozioni che determinano il rilascio di ormoni e neurotrasmettitori. Tali sostanze, raggiungendo il feto, contribuiscono all’evocazione della risposta fetale. Pertanto l’ascolto della musica da parte della madre è efficace dal punto di vista dell’evocazione di una risposta, tuttavia non stimola, ovviamente, in modo diretto l’apparato uditivo fetale: perciò il feto non ascolta la vostra stessa musica, ma ne riceve direttamente i benefici, senza che questa costituisca un rischio per la sua salute.</p>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1555269413190" >
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		<p style="text-align: justify;">Jahn et al. hanno studiato questi dispositivi che si sono rivelati sì efficaci, ma hanno anche dei contro: sono di difficile reperibilità, costosi e non facili da indossare (in quanto per un buon utilizzo dovrebbero essere messi in corrispondenza dell’estremo cefalico, quindi tendenzialmente da un professionista sanitario dedicato, come l’ostetrica). Inoltre si è visto che la loro efficacia è del tutto simile a quella della musica ascoltata tramite speaker in ambiente aperto. Per di più non si è mai perfettamente a conoscenza dell’intensità dello stimolo che si va ad applicare, che solitamente è abbastanza forte, e quanto di questo arrivi al feto: in questa maniera si potrebbero inconsapevolmente arrecare danni alla struttura uditiva fetale, pertanto non ci sentiamo di consigliarvene l’utilizzo!</p>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1555269495128" >
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		<p style="text-align: justify;">Secondo uno studio recente (Jahn et al., 2015) la musica d’ambiente rappresenta lo stimolo più sicuro, in grado di preservare l’apparato uditivo fetale; infatti in ambiente aperto l’intensità del suono non supera generalmente i 95 dB e, attraversati i tessuti materni, raggiunge la coclea fetale a livelli molto inferiori così da non costituire un rischio per il feto. Per cui, fuori i vecchi vinili, spolverate il giradischi, lo stereo o addirittura chiedete al vostro assistente tecnologico di mettere della buona musica e&#8230; godetevela!</p>
	</div>
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<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1547649127103 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Diapason e Dispositivi Intravaginali</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1555269553135" >
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		<p style="text-align: justify;">Anche il diapason, con la sua vibrazione, può essere uno strumento di stimolazione musicale per il feto. Tuttavia non ci sono studi che diano risposte certe sulla sicurezza nel suo utilizzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i dispositivi intravaginali, potrebbero risultare lo strumento più efficace data la vicinanza della sorgente sonora all’apparato acustico del feto; tuttavia, nonostante la distorsione del suono sia minore, c’è da considerare che questo è un metodo molto più invasivo rispetto agli auricolari o alla musica d’ambiente. Inoltre alcuni ricercatori non raccomandano la stimolazione vibroacustica, poiché affermano che la frequenza non fisiologica e l’eccessiva intensità del suono potrebbero intaccare lo sviluppo dell’apparato uditivo fetale costituendo, pertanto, un pericolo per il feto (Gebuza et al., 2016 e 2017). E poi diciamolo, non sarebbe il metodo comodo e carino che tutte vorreste utilizzare!</p>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1547649024582" >
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		<p style="text-align: justify;">Mamme, ricordatevi sempre che il miglior stimolo musicale che potete dare al vostro bimbo è creato dalla vostra voce! Come abbiamo scritto nel nostro <strong>primo articolo</strong> sull’argomento, il vostro bacino fa come da cassa di risonanza per i suoni: cosa può esserci di più rilassante e sicuro del canto della mamma? Perciò fatevi avanti, tirate fuori la cantante che è in voi ed esibitevi per i vostri piccoli! Certo, qualcuna penserà che forse il proprio canto non sia proprio da usignolo: non importa. Che sia la lettura di un libro, della lista della spesa, una telefonata o una ninna nanna: la vostra voce è sempre musica per le orecchie di chi già da dentro la pancia vi ama.</p>
	</div>
</div>




<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551264955511" >
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		<p style="text-align: justify;">Le curiosità di Maia per oggi si concludono qui: preparate le cuffie, le casse, scaldate la voce e… dateci dentro! Che sia rock ‘n roll o musica classica farà bene a voi e ai vostri bimbi! Nei prossimi articoli parleremo dei generi musicali consigliati, degli effetti benefici e molto altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Gebuza, G., Dombrowska, A., Kazmierczak, M., Gierszewska, M., Mieczkowska, E. (2016). <em>The effect of music therapy on the cardiac activity parameters of a fetus in a cardiotocographic examination. </em>The Journal of Maternal-Fetal &amp; Neonatal Medicine, 30(20), 2440-2445.</li>
<li>Gebuza, G., Zaleska, M., Kaźmierczak, M., Mieczkowska, E., Gierszewska, M. (2017). <em>The effect of music on the cardiac activity of a fetus in a cardiotocographic examination. </em>Advances in Clinical and Experimental Medicine, 27(5), 615–621.</li>
<li>Jahn, M., Müller-Mazzotta, J., Arabin, B. (2016). <em>Music devices for the fetus? An evaluation of pregnancy music belts</em>. Journal of Perinatal Medicine, 44(6), 637-643.</li>
<li>Lòpez-Teijòn, M., Garcìa-Faura, A., Prats-Galino, A. (2015). <em>Fetal facial expression in response to intravaginal music emission. </em>Ultrasound, 23(4), 216–223.</li>
<li>“<em>Lo stimolo musicale come strumento di promozione del benessere fetale in gravidanza: revisione della letteratura</em>”, Tesi di Laurea non pubblicata di Francesca Andreotti.</li>
</ul>
	</div>
</div>




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</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/feto-musica-strumenti-per-lascolto/">Feto & Musica: Strumenti per l’Ascolto</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Contraccezione: i Metodi Chimici</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/contraccezione-i-metodi-chimici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 14:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
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		<p style="text-align: justify;">La nostra rubrica sulla <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/la-contraccezione-quella-sconosciuta/">contraccezione</a> sta per giungere al termine! Analizzeremo insieme ancora due tipologie di metodi contraccettivi e poi saprete tutto il necessario per compiere la scelta più consapevole possibile!</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi scopriremo una famiglia di contraccettivi non molto gettonati a causa della loro scarsa efficacia e dell’impossibilità di utilizzarli senza un altro metodo contraccettivo, oltre ad essere stati tutti ritirati dal commercio italiano. Di chi stiamo parlando con così tanta infamia? Degli assassini di spermatozoi, gli spermicidi!</p>
	</div>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551448981084" >
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		<p style="text-align: justify;">Sono sostanze chimiche sotto forma di <em>gel, spray, creme, schiume, pellicole, supposte/ovuli vaginali</em>, in grado di uccidere gli spermatozoi o privarli della loro mobilità prima che approdino nel collo dell’utero. Queste sostanze riescono ad uccidere gli spermatozoi poiché ne alterano l’integrità della membrana, rendendoli così incapaci di fecondare l’uovo. Inoltre, sono sostanze che vanno tutte introdotte in vagina, perciò alterano il pH vaginale, creando così un ambiente ostile per la sopravvivenza degli spermatozoi.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dicevamo in precedenza, non sanno fare molto bene il loro lavoro: se utilizzati da soli (senza quindi essere abbinati a contraccettivi meccanici come preservativo o diaframma) hanno un’efficacia contraccettiva del 71%.  Poichè assumono sì forme diverse, ma il loro modus operandi è sempre lo stesso, ne analizzeremo le modalità di utilizzo generali.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Modalità d’uso:</em> vanno sempre abbinati ad un metodo barriera, quale ad esempio preservativo e diaframma, con Io scopo di proteggere dai possibili inconvenienti durante il loro utilizzo (ma alcuni sono così chimici che alterano loro stessi l’integrità dei metodi barriera). Devono essere inseriti profondamente in vagina e sono monouso; alcuni, come le pellicole, si sciolgono con l’acqua, quindi avere sempre le mani ben pulite ma anche asciutte; vanno applicati prima del rapporto e hanno una durata limitata.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Se abbinati ai metodi barriera, ne riducono la percentuale di rischio (riducono ulteriormente la possibilità che si instauri una gravidanza)</li>
<li>Non hanno necessità di prescrizione medica</li>
<li>Non hanno effetti collaterali tipici della contraccezione ormonale</li>
<li>Aumentano la lubrificazione</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>Svantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Non proteggono dalle MST</li>
<li>Non hanno una valida efficacia contraccettiva</li>
<li>A volte hanno un’azione irritante, fino a danneggiare le pareti di vagina e retto</li>
<li>Hanno un’efficacia molto limitata (circa 1 ora)</li>
<li>Non sono anallergici</li>
<li>Un utilizzo frequente distrugge la naturale flora batterica vaginale, predisponendo la donna a infiammazioni e infezioni (es. infezioni vie urinarie, vaginosi batterica)</li>
<li>Va inserito prima del rapporto sessuale, imponendo così una certa programmazione</li>
</ul>
	</div>
</div>



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	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Non molto conveniente come contraccettivo eh? Avete ragione, quindi se vi siete persi altri metodi più efficaci potete <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/la-contraccezione-quella-sconosciuta/">cliccare qui</a>. Maia vi aspetterà con l’ultimo capitolo della saga “presentiamo i contraccettivi”!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">*pics courtesy of the internet</span></em></p>
	</div>
</div>




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		</div>
	</div> 
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		<title>Io Mi Svezzo da Solo! Dialoghi sullo Svezzamento</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/libreria/io-mi-svezzo-da-solo-dialoghi-sullo-svezzamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 18:08:35 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Maia è tornata con una nuova recensione! Questa volta parliamo di un libro cardine di quello che l’autore stesso, pediatra esperto nella conduzione di incontri di accompagnamento alla nascita e fondatore di <em><a href="https://www.uppa.it/">Un pediatra per amico (UPPA)</a>, </em>definisce alimentazione complementare a richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene il titolo sia “Io mi svezzo da solo! Dialoghi sullo svezzamento”, per Piermarini <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/alimentazione-complementare-piccoli-bocconi-di-sopravvivenza/"><em>svezzamento </em></a>è un termine inappropriato, perché va ad indicare la necessità di allontanarsi da un vezzo, un vizio, quale è la tetta. Con <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/alimentazione-complementare-piccoli-bocconi-di-sopravvivenza/"><em>alimentazione complementare a</em> <em>richiesta</em></a> invece è più chiaro l’instaurarsi di un continuum tra allattamento al seno a richiesta e introduzione di cibi solidi, che vanno ad apportare un’integrazione all’apporto nutrizionale che il latte materno, dopo i 6 mesi, continua a fornire ma in modo non completamente sufficiente. In questo libro è perciò espressa a gran voce l’importanza dell’allattamento al seno, anche dopo l’introduzione dei cibi solidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per dar voce al conflitto che i genitori, alle prese con il <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/alimentazione-complementare-piccoli-bocconi-di-sopravvivenza/">divezzamento</a>, si ritrovano ad avere con se stessi, i parenti e i pediatri, l’autore decide di accompagnare il lettore attraverso piccole scenette tra una mamma e un papà immaginari, Candida e Tranquillo. Queste scene sono in grado di far nascere un sorriso, nonostante le difficoltà affrontate dai protagonisti siano reali. Infatti mediante i loro personaggi il pediatra vuole fare luce su tutte quelle indicazioni, non supportate da evidenze scientifiche, che i professionisti sanitari in primis, ma anche le case produttrici di alimenti per l’infanzia, i media e a volte, purtroppo, persino i parenti, spacciano come verità assolute e necessarie per poter affrontare il momento dell’introduzione dei cibi solidi, momento da loro dipinto come un’esecuzione alla ghigliottina in cui il bambino e i genitori si alternano vicendevolmente i ruoli di giustizieri e giustiziati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per smantellare l’idea che il bambino non voglia mangiare perché in lui si è incarnato il demonio, l’autore analizza a fondo il quando, il cosa e il come procedere rispetto l’alimentazione complementare a richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le tempistiche, vengono citate le raccomandazioni di UNICEF e OMS, indicati i riflessi che devono scomparire e le capacità che invece devono essere acquisite per poter iniziare un’alimentazione solida sicura: viene evidenziata soprattutto la necessità di considerare sempre la variabilità biologica che rende ogni bambino unico e diverso da tutti gli altri.</p>
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		<p style="text-align: justify;">Passando alla trattazione degli alimenti che si possono offrire, l’autore esprime un concetto, apparentemente molto semplice, ma purtroppo ancora troppo poco accettato: il bambino, al momento giusto e con il continuo apporto nutrizionale del latte materno (o ove non possibile, quello di formula), può mangiare tutto ciò che mangia una famiglia con abitudini alimentari sane. Smantella inoltre molti dei falsi miti riguardo gli alimenti sconsigliati e/o allergizzanti, e leggendo voi stessi questo libro, capirete quanto sia lontana la realtà attuale da quello che la scienza ci suggerisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Proseguendo, attraverso la riscoperta di un passato in cui i bambini sono sopravvissuti e hanno portato avanti la specie a suon di latte di mamma e cibo della tavola, Piermarini sottolinea l’importanza di rendere protagonista il bambino, ascoltando e osservando le sue richieste e i suoi comportamenti, che dovrebbero rappresentare per i genitori che si approcciano al divezzamento l’unica guida reale, insieme al buon senso. Così facendo cerca di riscattare tutti quei momenti, dalla gravidanza fino alla crescita del bambino, in cui la relazione unica e intima tra genitore e bambino viene accantonata nel vano perseguimento di indicazioni imposte dall’alto, in un contesto di medicina prescrittiva, o di futili consigli di persone vicine ma troppo legate al loro passato o alle loro personali esperienze.</p>
<p style="text-align: justify;">Per poter ritornare ad essere protagonisti consapevoli del proprio percorso, è importante quindi avere delle conoscenze che impediscano di cadere in trappola. Non ci si deve affidare alla prima indicazione letta su una rivista ed è utile imparare a mettere in discussione anche quello che un professionista ci consiglia, non con la convinzione che voglia il nostro male o quello del nostro bambino, ma con l’idea che, se qualcosa che ci viene suggerito si rivela poi nella realtà difficile da perseguire, allora forse non è adatto a noi. Per creare un po’ di consapevolezza, l’autore fa perciò una trattazione riguardo gli alimenti e la piramide alimentare, utile non solo a chi si approccia all’alimentazione complementare, ma un po’ a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, si concentra sui cambiamenti riguardo l’alimentazione, ma soprattutto le dosi e le porzioni, che la crescita di un bambino porta con sé. Anche qui viene un po’ ribadito il concetto di variabilità individuale, attraverso un’analisi delle criticità delle curve di crescita e della necessità di voler per forza rientrare nella media per sentirsi normali, abbandonando tutti quegli aspetti di semeiotica, o più semplicemente di osservazione, che un bambino in salute ci comunica, anche se magari mangia un po’ meno e non rientra nel 50° percentile.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere viene fatto un piccolo riassunto dei contenuti fondamentali trattati nel libro, e qui viene fuori tutta l’esperienza educativa dell’autore: non è un buon momento formativo quello in cui non vengono riassunti i concetti fondamentali, perché come sappiamo, in un flusso di parole, poche sono le cose che davvero restano. E questo libro ha lo scopo di restare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quindi lo consigliamo? Come avete potuto leggere nell’introduzione, Maia lo reputa una lettura fondamentale, sia per i professionisti che per gli utenti. È irriverente, critico al punto giusto, molto informativo e soprattutto una fonte inesauribile di empowerment. A tal proposito, sul web abbiamo letto qualche critica riguardo al fatto che vengono date poche indicazioni/consigli concreti: la superiorità di questo libro rispetto a molti altri del settore è proprio questa! Un genitore non ha bisogno di indicazioni o metodi, ma seguendo il suo buon senso, informandosi attraverso fonti affidabili e, soprattutto, ascoltando il proprio bambino, saprà fare la cosa giusta! E per questo non possiamo che complimentarci con il dottor Piermarini!</p>
<p style="text-align: justify;">Vi auguriamo una buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>*pics courtesy of the internet</em></span></p>
	</div>
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		<title>Feto &#038; Musica: il Mio Bimbo Ascolta?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 11:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
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		<category><![CDATA[feto]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f4e81b4065"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
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		<p style="text-align: justify;">Ciao Mamme!</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Maia è qui per parlare con voi di musica: vi sarete chieste se quando fate ascoltare al feto che cresce nella pancia la vostra musica preferita questo possa sentirla. La risposta è si, ed ora vi spieghiamo quando e come succede.</p>
	</div>
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</div>
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		<p style="text-align: justify;">Secondo alcuni studiosi (Lòpez-Teijon et al., Pirhadi) il feto avrebbe una capacità uditiva adeguatamente sviluppata già a 16 settimane gestazionali, quando è grande come un avocado per intenderci. Altri si affidano alla crescita dell’apparato come da libro di anatomia, e ci dicono che l’orecchio è completo intorno alle 18 settimane. Infine abbiamo Gerhardt e Abrams, Gonzàlez e Pirhadi che ci dicono che il feto risponde meccanicamente al suono intorno alle 24 settimane – quando ormai è grande come un melone – ma la risposta, per così dire, “senziente” avviene solo nell’ultimo trimestre di gravidanza, quando il nostro feto ha già le dimensioni di una zucca!</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza niente di definito, tranne il fatto che tutti concludono che dalle 32 settimane gestazionali di una gravidanza fisiologica si possa star certi che il feto ci possa sentire ed eventualmente risponderci.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551263613497" >
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		<p style="text-align: justify;">Ci sono due diverse teorie su come il feto possa ascoltare. La prima afferma che essendo il suono una vibrazione, questa possa diffondersi nel liquido amniotico fino ad arrivare all’orecchio fetale e diffondersi con le stesse caratteristiche di quell’onda nel liquido presente nell’orecchio stesso, in quanto questo e il liquido amniotico hanno caratteristiche fisiche simili. La seconda teoria, più accreditata, è quella secondo cui il suono si diffonda come vibrazione nelle ossa, quindi è come se il vostro bacino, mamme, facesse da cassa sonora.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi la risposta al vostro quesito è sì, il vostro bimbo sente la musica che ascoltate e vi sente parlare, cantare, ridere e con questo suono si culla. Fare ascoltare la musica ai bimbi nelle vostre pance è sicuro, rilassante e può avere molti effetti benefici per loro ma anche per voi!</p>
	</div>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551263656073" >
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		<p style="text-align: justify;">Quali sono le buone abitudini da mettere in pratica quando si ascolta la musica perché questo stimolo sia efficace per il vostro cucciolo? Molti autori per i loro studi hanno testato le più diverse situazioni, posizioni e strumenti: Maia vi indicherà quali sono le migliori indicazioni secondo la letteratura disponibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, care mamme, dovete trovare una stanza tranquilla e che vi dia serenità: in questo modo vi rilasserete e anche il vostro bimbo sarà più tranquillo e predisposto all’ascolto. Al-Qahtani suggerisce che il livello di rumore di fondo sia di 40-45dB, quindi una stanza abbastanza silenziosa (normalmente in un ospedale il rumore di fondo è di 80dB, per esempio). L’ambiente ideale risulta perciò quello familiare, casalingo, o un posto tranquillo che voi sentiate sicuro e confortevole, che sia lontano da distrazioni e stimolazioni esterne.</p>
<p style="text-align: justify;">In letteratura ci sono opinioni contrastanti rispetto l’orario migliore in cui far ascoltare la musica al vostro bimbo, per cui il nostro consiglio è quello di farlo quando desiderate, quando sentite che è il momento giusto per voi.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto dovete trovare la posizione per voi più comoda: potete scegliere la più indicata per le donne gravide, ossia sul fianco sinistro (per evitare la compressione della vena cava), oppure optare per una posizione Semi-Fowler, ossia con la schiena appoggiata su un piano inclinato tra i 30° e i 45°; insomma, il consiglio è quello di stare semplicemente sdraiate o sedute nella posizione per voi più comoda e confortevole!</p>
	</div>
</div>



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		<p style="text-align: justify;">Trovate il vostro posto speciale e preparatevi ad ascoltare! Nei prossimi articoli parleremo dei dispositivi da utilizzare, il genere musicale, gli effetti della musica… tutto l’occorrente per un’esperienza musicale ottimale!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Al-Qahtani, H. (2005). <em>Foetal response to music and voice</em>. Australian and New Zealand Journal of Obstetrics and Gynaecology, 45(5), 414–417.</li>
<li>Araki, M., Nishitani, S., Miyamura, T., Masuzaki, H., Oishi, K., Shinohara, K. (2010). <em>Fetal response to Mozart’s music</em>. Acta Medica Nagasakiensia, 55(1), 7-13.</li>
<li>Gerhardt, K. J., Abrams, R. M. (2000). <em>Fetal Exposures to Sound and Vibroacoustic Stimulation</em>. Journal of Perinatology, 20(8), S21-S30.</li>
<li>Kafalİ, H., Derbent, A., Keskİn, E., Sİmavlİ, S., Gözdemİr, E. (2010). <em>Effect of maternal anxiety and music on fetal movements and fetal heart rate patterns</em>. The Journal of Maternal-Fetal &amp; Neonatal Medicine, 24(3), 461-464.</li>
<li>Kisilevsky, B.S., Hains, S.M.J., Jacquet, A.Y., Granier-Deferre, C., Lecanuet, J.P. (2004). <em>Maturation of fetal responses to music</em>. Developmental Science, 7(5), 550- 559.</li>
<li>Lòpez-Teijòn, M., Garcìa-Faura, A., Prats-Galino, A. (2015). <em>Fetal facial expression in response to intravaginal music emission. </em>Ultrasound, 23(4), 216–223.</li>
<li>“<em>Lo stimolo musicale come strumento di promozione del benessere fetale in gravidanza: revisione della letteratura</em>”, Tesi di Laurea non pubblicata di Francesca Andreotti.</li>
</ul>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
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			</item>
		<item>
		<title>Contraccezione: i Metodi Naturali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2019 11:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Donne]]></category>
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		<category><![CDATA[Ostetrica]]></category>
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	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Maia è tornata con il suo appuntamento sulla <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/la-contraccezione-quella-sconosciuta/">contraccezione</a>, questa volta alla scoperta dei metodi naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sono metodi contraccettivi che non prevedono l’utilizzo di ormoni o dispositivi, ma “solo” una profonda confidenza e consapevolezza del proprio corpo, oltre che una buona conoscenza delle fasi del ciclo mestruale e dei processi biologici che permettono l’instaurarsi di una gravidanza. Questi metodi vengono perciò definiti <em>naturali </em>perché hanno lo <em>scopo di agire in modo naturale sulla fertilità</em> in toto più che sull’atto sessuale in sé, e vengono spesso utilizzati più per la ricerca di una gravidanza che per la sua prevenzione. Sono riconosciuti 5 metodi naturali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>metodo di Ogino-Knaus;</li>
<li>Metodo Billings;</li>
<li>Misurazione della temperatura basale;</li>
<li>Metodo sintotermico;</li>
<li>LAM.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1551006811019 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Metodo di Ogino-Knaus</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551006837722" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Questo metodo, detto anche metodo del ritmo o del calendario, è il primo scoperto e si basa sugli studi di Ogino che, analizzando il fenomeno ovulatorio alla ricerca del periodo fertile, ha stabilito dei postulati:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>La donna non è fertile in tutti i giorni del ciclo mestruale;</li>
<li>in un ciclo l’ovulazione avviene tra il 12° e 16° giorno antecedenti alla mestruazione successiva;</li>
<li>la sopravvivenza degli spermatozoi, e quindi la loro capacità di fecondare, ha una durata media di 3 giorni;</li>
<li>l’emivita dell’ovulo è di 24 ore.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il rischio di fallimento di questo metodo contraccettivo varia dal 16-30%.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Modalità d’uso</em>: Per individuare il periodo fertile è necessario dividere il ciclo mestruale, che ricordiamo iniziare con l’inizio del flusso mestruale, in <strong>3 fasi</strong>: sterile pre-ovulatoria, fertile, sterile post-ovulatoria. Per individuare l’ultimo giorno della prima fase, quella sterile pre-ovulatoria, si sottrae dal ciclo più breve di 12 cicli osservati il numero 19. Per individuare il primo giorno sterile dell’ultima fase, quella sterile post-ovulatoria, si sottrae al ciclo più lungo di 12 cicli osservati il numero 9. Il periodo intermedio sarà quindi quello considerato fertile e in questo periodo la coppia dovrà astenersi dai rapporti per evitare una gravidanza, al contrario una coppia alla ricerca di una gravidanza dovrebbe preferire questo periodo per tentare il concepimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Se l’obiettivo è la ricerca di una gravidanza, il metodo risulta molto efficace</li>
<li>Implica una profonda conoscenza di sé di cui la donna può beneficiare</li>
<li>Non vi sono effetti indesiderati</li>
<li>Preserva la fisiologia del ciclo ormonale</li>
<li>Non richiede prescrizione medica ed è gratuito</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>Svantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Non protegge dalle MST</li>
<li>È poco efficace come metodo contraccettivo</li>
<li>Prima di poterlo utilizzare la donna deve osservare attentamente il suo ciclo mestruale per 12 mesi</li>
<li>È utilizzabile solo in caso di cicli relativamente regolari (variabili da un minimo di 25 ad un massimo di 31 giorni)</li>
<li>Implica una scarsa variabilità biologica che non corrisponde alla realtà</li>
<li>Non è adatto a ragazzi adolescenti e giovani, le cui consapevolezze del proprio corpo non sono così profonde e il cui ciclo mestruale è ancora irregolare</li>
<li>Non si può usare in allattamento, in pre-menopausa, o successivamente ad un altro contraccettivo poiché non vi è una regolarità ovulatoria e mestruale</li>
<li>Prevede un’importante programmazione dei rapporti sessuali e alcuni periodi di astinenza</li>
</ul>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1551006860453 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Metodo Billings</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551006872738" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Si basa sull’osservazione e valutazione soggettiva del muco cervicale per individuare il periodo fertile. Secondo questo metodo, la donna è in fase ovulatoria quando percepisce una sensazione specifica di lubrificato, scivoloso, prodotta da un muco abbondante, fluido e filamentoso che spesso si accompagna a turgore vulvare. Grazie alle diverse variazioni del muco (che verranno approfondite in un altro articolo), la donna può individuare i periodi di non fertilità precedenti e successivi all’ovulazione. Presenta un rischio di fallimento del 3-22%.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Modalità d’uso: </em>Dopo la mestruazione la quantità di muco cervicale è molto ridotta e la donna percepisce una sensazione di asciutto: in questo caso si dice essere <em>infertile</em>. Con il passare dei giorni (circa 8 giorni prima dell’ovulazione) il muco, seppur presente, risulta denso e le probabilità di concepimento sono scarse. Quando il muco si fa trasparente, filamentoso, fluido (fase pre-ovulatoria e ovulatoria) la donna è molto fertile. Infine, circa dopo 4 giorni dalla fase ovulatoria, la donna potrà riconoscere una secchezza vaginale, sintomo del nuovo periodo di infertilità. Anche in questo caso, in base alle esigenze, astenersi o intensificare i rapporti nel periodo di muco fertile.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Se l’obiettivo è la ricerca di una gravidanza, il metodo risulta molto efficace</li>
<li>Implica una profonda conoscenza di sé di cui la donna può beneficiare</li>
<li>Non vi sono effetti indesiderati</li>
<li>Preserva la fisiologia del ciclo ormonale</li>
<li>È utilizzabile in tutti i periodi di vita fertile della donna, compresi puerperio, allattamento, premenopausa</li>
<li>Non richiede prescrizione medica ed è gratuito</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>Svantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Non protegge dalle MST</li>
<li>Non è molto efficace come metodo contraccettivo</li>
<li>Non è adatto a ragazzi adolescenti e giovani, le cui consapevolezze del proprio corpo non sono così profonde e il cui ciclo mestruale è ancora irregolare</li>
<li>Prevede un’importante programmazione dei rapporti sessuali e alcuni periodi di astinenza</li>
<li>Moltissimi fattori possono influire sulle caratteristiche del muco cervicale (anche semplicemente la presenza di sperma) e alterare così la rilevazione, esponendo ad un rischio di gravidanza.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1551008479457 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Metodo della Temperatura Basale</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551006906799" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Si fonda sul fatto che nella donna la temperatura basale, influenzata dalle oscillazioni di progesterone, non è costante: tende a essere più bassa all’inizio del ciclo, per poi aumentare di almeno due decimi di grado (da 0,2 a 0,5 gradi) e per tre giorni consecutivi durante l’ovulazione, per poi diminuire nuovamente in prossimità dell’ovulazione. Infatti, quando si verifica il picco plasmatico di progesterone può seguire (dopo 8 ore) l’ovulazione e quindi in rialzo termico. Presenta un rischio di fallimento del 5-30%.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Modalità d’uso: </em>la donna rileva quotidianamente la temperatura basale (definita tale perché si misura al mattino, sempre alla stessa ora, dopo almeno 3/6 ore di sonno) e segna le misurazioni su uno specifico grafico, in cui di individuerà quindi una linea costante (linea di base). Nel momento in cui la temperatura assume il valore basso (NADIR) prima di un rialzo di almeno due decimi di grado dalla linea di base per tre giorni consecutivi, si può identificare l’avvenuta ovulazione (valutazione a posteriori). Il concepimento può avvenire fino al massimo di 48 ore dopo il rialzo. Quindi solo dopo il 3° giorno si possono avere rapporti che non porteranno ad una gravidanza. In casi particolari come post-parto, premenopausa o post pillola, la ripresa dei rapporti avviene il 5° giorno dopo 4 giorni consecutivi di rialzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vantaggi: </em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Implica una profonda conoscenza di sé di cui la donna può beneficiare</li>
<li>Non vi sono effetti indesiderati</li>
<li>Preserva la fisiologia del ciclo ormonale</li>
<li>Non richiede prescrizione medica ed è gratuito</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>Svantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Non protegge dalle MST</li>
<li>Non è molto efficace come metodo contraccettivo</li>
<li>Non è adatto in presenza di cicli mestruali non regolari</li>
<li>Non è adatto a ragazzi adolescenti e giovani, le cui consapevolezze del proprio corpo non sono così profonde e il cui ciclo mestruale è ancora irregolare</li>
<li>Prevede un’importante programmazione dei rapporti sessuali e un lungo periodo di astinenza</li>
<li>Moltissimi fattori possono influire sulle caratteristiche della temperatura basale (anche semplicemente ambiente, ore di sonno) e alterare così la rilevazione, esponendo ad un rischio di gravidanza.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1551006927309 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Metodo Sintotermico</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551006939981" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Per cercare di ovviare alle criticità dei metodi precedenti, il Dr. Roetzer ha combinato l’analisi di tre segni di fertilità (il <strong>muco cervicale</strong>, la <strong>temperatura basale</strong> e i <strong>cambiamenti della cervice</strong>) per individuare con più precisione il periodo fertile. Poiché abbiamo già osservato i cambiamenti di muco e temperatura, aggiungiamo solo che per quanto riguarda le modificazioni della cervice uterina si osservano: posizione, beanza e consistenza. Quando la cervice risulterà più centralizzata, beante e soffice ci troviamo nel periodo fertile. In situazioni di estrema regolarità in cui questi tre parametri non vengono alterati, l’efficacia del metodo si avvicina a quella dei metodi contraccettivi ormonali.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Modalità d’uso: </em>In una tabella la donna riporta quotidianamente le rilevazioni di temperatura basale, la sensazione e osservazione del muco e le caratteristiche della cervice oltre che i rapporti sessuali avuti e i giorni di mestruo. Dall’analisi crociata di questi diversi fattori la donna individua le tre fasi del ciclo: <em>fase infertile post mestruale</em> (assenza di muco visto o percepito, temperatura costante), <em>fase fertile</em> (muco filamentoso, liquido, sensazione di bagnato, rialzo termico e almeno un cambiamento della cervice) e <em>fase sterile post-ovulatoria</em> (temperatura di nuovo costante, assenza di muco, cervice di nuovo dura e chiusa). Per evitare una gravidanza i rapporti possono quindi avvenire nella fase sterile post ovulatoria, e se (dopo un’osservazione di 12 mesi del ciclo mestruale) si è individuata con la regola di Ogino la fase infertile pre ovulatoria, anche nella prima fase (ricordando però che alla prima comparsa di cambiamento nel muco, i rapporti sono considerati a rischio).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Implica una profonda conoscenza di sé di cui la donna può beneficiare</li>
<li>Non vi sono effetti indesiderati</li>
<li>Preserva la fisiologia del ciclo ormonale</li>
<li>È un metodo contraccettivo efficace, in situazioni però di estrema regolarità non solo del ciclo mestruale ma di tutte le condizioni che influiscono sui diversi parametri</li>
<li>Non richiede prescrizione medica ed è gratuito</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>Svantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Non protegge dalle MST</li>
<li>Non è adatto in presenza di cicli mestruali non regolari e di irregolarità dei parametri</li>
<li>Non è adatto a ragazzi adolescenti e giovani, le cui consapevolezze del proprio corpo non sono così profonde e il cui ciclo mestruale è ancora irregolare</li>
<li>Prevede un’importante programmazione dei rapporti sessuali (ad esempio si consigliano rapporti solo serali perché è necessaria l’osservazione del muco in tutta la giornata) e periodi di astinenza</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Moltissimi fattori possono influire sulle caratteristiche dei tre parametri e alterarli, riducendo così l’efficacia contraccettiva</p>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1551008002271 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>LAM - Lactation Amenorrhea Method</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551008631569" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Questo metodo si fonda sull’infertilità indotta dall’allattamento a causa dell’inibizione degli ormoni ovarici dovuta alla concentrazione di prolattina. La prolattina influenza la fertilità poiché si “intromette” nel complesso meccanismo ormonale dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio (di cui ci occuperemo in un’altra puntata). La sua efficacia è molto alta, intorno al 98-99.5%, se si rispettano in modo ferreo i suoi criteri di inclusione (quindi anche se vi è solo un criterio non soddisfatto, il rischio di una gravidanza aumenta).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Modalità d’uso: </em>i criteri di inclusione per poter avere rapporti senza rischio di gravidanza sono 4:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il bambino deve avere meno di 6 mesi;</li>
<li>la donna, superati i 56 giorni dal parto, deve ancora avere amenorrea;</li>
<li>l’allattamento deve essere esclusivo;</li>
<li>la frequenza delle poppate non deve superare le 4 ore diurne e le 6 notturne.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>Vantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Metodo molto utile nei paesi in via di sviluppo per distanziare le nascite e quindi ridurre mortalità e morbosità materna e infantile</li>
<li>Promuove l’allattamento al seno</li>
<li>Se i criteri sono tutti rispettati, è un metodo molto efficace</li>
<li>Non ha effetti collaterali</li>
<li>Non necessità di troppe osservazioni e valutazioni, risultando così un metodo facile</li>
<li>Non prevede restrizioni ai rapporti sessuali e permette una maggiore spontaneità sessuale</li>
<li>Non richiede prescrizione medica ed è gratuito</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>Svantaggi:</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Non protegge dalle MST</li>
<li>Non è più affidabile dopo il variare di anche solo una condizione (ad esempio la regolarità delle poppate)</li>
<li>Non è una contraccezione a lungo termine</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa sintesi sui metodi naturali Maia spera di avervi aiutate, informate, di avervi rinfrescato la memoria o addirittura aperto nuovi scenari!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.confederazionemetodinaturali.it/userfiles/CMS_Pagina/files/Metodo_Sintotermico_1.pdf">Confederazione sui Metodi Naturali</a></li>
<li>Corso con consulente della <a href="http://www.fondazionecamen.org/">Fondazione Camen</a></li>
</ul>
<p>*<em><span style="font-size: 10pt;">pics courtesy of the internet</span></em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
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			</item>
		<item>
		<title>Alimentazione Complementare: Piccoli Bocconi di&#8230; Sopravvivenza!</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/alimentazione-complementare-piccoli-bocconi-di-sopravvivenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 10:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
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		<category><![CDATA[uova]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f4e81b84e8"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
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		<p style="text-align: justify;">Mamme, papà, nonni che state leggendo, Maia oggi vuole fare un po’ di chiarezza sull’alimentazione complementare o, come erroneamente viene definita, svezzamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, perché la parola svezzamento non è corretta? Per rispondervi citeremo le parole del dottor Piermarini, illustre pediatra esperto nell’alimentazione complementare: “(la parola svezzamento) <em>descrive l’abbandono totale del seno da parte del bambino ormai troppo grande per il quale rappresenterebbe soltanto un vezzo, inteso nell’accezione peggiore del termine, cioè di vizio</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora la tetta che fine fa?</p>
<p style="text-align: justify;">Come è lo stesso pediatra a suggerci, chiariamo una cosa fin da subito: l’introduzione di cibi solidi non prevede in alcun modo l’abbandono del latte materno o, ove non possibile, di latte artificiale. Infatti, l’alimentazione complementare funge da complemento, da arricchimento, di un alimento quale è il latte che, con il passare del tempo, da solo non riuscirebbe a soddisfare l’intero fabbisogno nutrizionale del bambino.</p>
	</div>
</div>



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<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1550588597179" >
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		<p style="text-align: justify;">Fatte le dovute premesse, entriamo nel vivo della questione. Quando è opportuno iniziare a introdurre i cibi solidi? Come sappiamo l’OMS suggerisce l’allattamento esclusivo al seno almeno fino al 6° mese di vita, poiché è scientificamente validato che fino a quel momento il latte materno (o nel caso il latte di formula) è l’unico alimento necessario e sufficiente per lo sviluppo del bambino. Questo significa che il giorno in cui vostro figlio raggiunge i sei mesi, dobbiate tassativamente dargli la famosa pappa? Assolutamente no!</p>
<p style="text-align: justify;">L’indicazione dell’OMS serve per sottolineare che non è necessario somministrare alimenti solidi prima del sesto mese di vita, anzi a volte è anche rischioso, ma, come tutte le indicazioni, questa rappresenta lo standard: alcuni bambini sono sufficientemente maturi e pronti intorno al 5 mese e mezzo, la maggior parte invece mostra questa maturità anche intorno al 7 mese. Tuttavia i 6 mesi non sono stati stabiliti a caso: ad esempio, introdurre intorno al quarto mese la famosa <em>frutta</em> può essere dannoso oltre che un’impresa, infatti l’intestino non è ancora sufficientemente maturo; l’introduzione di un pasto si sostituisce spesso ad una poppata che, al 4° mese, possiede caratteristiche nutrizionali quantitative e qualitative nettamente superiori alla frutta con cui di solito si inizia; il bambino probabilmente si dimostra incapace di assumere il cibo da voi offerto, e tra sputacchi e spargimenti, più che una pappa, la povera mela vi sembrerà una maschera di bellezza sulla faccia del vostro bimbo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando muoversi quindi? Tenendo il 6° mese come riferimento, è fondamentale <em>osservare il bambino</em>. Per assumere adeguatamente cibi solidi e semisolidi è necessario che scompaiano alcuni riflessi:  il <strong>riflesso di estrusione</strong>, che, se ancora presente, non permette al bambino di aprire la bocca e questo risponde tirando fuori la lingua e sputando il cucchiaio; il <strong>riflesso di suzione</strong>, che se fino ai 6 mesi permette alla lingua del bambino di muoversi in senso antero-posteriore per estrarre il latte dal seno e dirigerlo nella parte posteriore della lingua (e avviare così direttamente il riflesso di deglutizione), non è d’aiuto nel processo di masticazione e trasporto dei cibi solidi e semisolidi dalla parte anteriore della lingua, dove vengono depositati dal cucchiaio, alla parte posteriore del palato adibita alla deglutizione. Inoltre, è fondamentale per evitare soffocamenti, che il bambino sappia stare <strong>seduto autonomamente</strong>. Per ultimo, ma non per importanza, è d’aiuto considerare l’<strong>interesse</strong> e la <strong>curiosità</strong> che il bambino mostra nel vedervi mangiare; così facendo vuole farvi capire che è psicologicamente pronto ad imitare un vostro abituale comportamento (e forse anche a mangiare).</p>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1550588673109" >
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		<p style="text-align: justify;">Ma che cibi si possono dare? Ebbene i bambini divezzati al momento opportuno (quindi al sesto mese e/o quando sono pronti) possono mangiare TUTTO quello che si trova sulla tavola di famiglie che hanno abitudini alimentari sane. E con tutto si intende davvero TUTTO, alimenti considerati allergizzanti compresi. Infatti, la differenza la fa, come sempre, il bambino a cui viene somministrato un alimento, non l’alimento in sé: ha senso non esporre ad alimenti allergizzanti, come pesce, frutta secca, frumento, albume, latte vaccino, solo bambini che sono già risultati allergici al latte vaccino della formula, oppure se sono ad esempio affetti da dermatite atopica, spia di una possibile ipersensibilità alimentare. Ma anche in questi casi, piccole e controllate dosi di cibi allergizzanti possono portare il bambino allergico a sviluppare una certa tolleranza.</p>
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		<p style="text-align: justify;">Sempre per lo stesso discorso, non avrà quindi senso somministrare un alimento alla volta, in trepidante attesa di una reazione allergica. Gli alimenti allergizzanti (quelli descritti sopra) sono noti, perciò sapremo contro chi puntare il dito nel caso, raro, di una reazione allergica. Per di più, inserendo un alimento alla volta la dieta del povero bimbo sarebbe davvero noiosa e scarna, per cui lui stesso mostrerà a gran voce il suo rifiuto. Anche perché ricordiamo che il bambino mostra interesse nel cibo perché vi vede mangiare, non perché sa che cosa sia il cibo. E se di fronte ad un vostro piatto di lasagne, vi presentate con una sbobba di crema di mais e tapioca, il suo interesse e il suo appetito non saranno certo saziati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima cosa da ricordare è che i bambini allattati al seno, a cui si iniziano a offrire altri alimenti dopo il 6 mese di vita, possiedono una maturità e una protezione intestinale tale da eliminare tutto ciò che può essere dannoso per la sopravvivenza, infezioni e allergie comprese.</p>
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<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1550588779939" >
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		<p style="text-align: justify;">Ma bisogna per forza eliminare una poppata e offrire un pasto completo? Ma certo che…NO! I bambini inizieranno a fare dei piccoli assaggi, assaggi che potranno durare anche un mese o più, e saranno comunque sufficienti a colmare le esigenze nutrizionali; la poppata non deve essere eliminata per paura che tolga appetito al bambino, anzi noterete da soli che se gli vengono proposti piatti gustosi e salutari sarà lui stesso a ridurre la quantità del latte succhiato e a vederlo più come un dessert o una coccola. Fatevi guidare dal bambino anche per quanto riguarda le porzioni, non ci sono dosi necessarie a cui far riferimento: saprà lui indicarvi quando è troppo, o quando è troppo poco (fondamentale è sempre e comunque il vostro buon senso). Se non mostra interesse in un determinato alimento, arrivando fino a digiunare, non forzatelo e non obbligatelo. Più vedrà il cibo come una forzatura, meno ne sarà attratto. E avrà sempre il latte da cui prendere nutrimento, e quando la fame si farà sentire, ve lo farà notare. In ogni caso non escludete a prescindere l’alimento rifiutato, anzi riproponetelo in un&#8217;altra circostanza; magari è solo un momento no, che nulla ha a che vedere con il povero broccolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma gli alimenti vanno frullati? Se i cibi saranno introdotti al momento giusto, piccoli pezzi ben sminuzzati saranno sufficientemente sicuri, anche perché frullare un pasto prevede che in esso vi si accumuli aria, che non aiuta nella digestione. Per offrire il pasto si possono usare i cucchiai ma è buona cosa far sperimentare il bambino anche con le mani (e sappiamo tutti che non c’è niente di più gustoso che affondare denti e mani in una bella costina alla brace); all’inizio potrà sporcare un po’ ovunque e far ingrassare il vostro animale domestico, ma non limitate la sua sperimentazione, piuttosto con il tempo guidatelo verso un corretto modo di stare a tavola.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine è buona cosa non cambiare i ritmi della famiglia in funzione del pasto del bambino, e se volete iniziare a offrirgli qualcosa di più di un semplice assaggio, il nostro consiglio (del tutto modificabile) è iniziare dalla sera: lui è già abituato ad avere lo stomaco pieno anche di notte (pensate a tutte le notti insonni che avete passato per il suo incessante bisogno di latte) quindi non c’è rischio che non digerisca, ma soprattutto a tavola ci saranno più persone (papà, fratelli) da imitare e con cui condividere il momento. Questo ve lo diciamo perché probabilmente sarà più facile dargli da mangiare, se intorno a lui ci sono persone che fanno la stessa cosa.</p>
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		<p style="text-align: justify;">Cari lettori, Maia spera di aver risposto ai vostri dubbi e perplessità in modo esaustivo e di aver fatto un po’ di chiarezza nel magico mondo dell’alimentazione complementare! Ora tocca a voi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:</p>
<ul>
<li><a href="https://amzn.to/2DUXWU4">Piermarini, L. (2008). <em>Io mi svezzo da solo</em>. Bonomi Edizioni.</a></li>
<li><a href="https://www.unicef.it/doc/8230/unicef-oms-nuova-guida-10-passi-per-allattamento.htm">Linee Guida OMS, 10 passi per l&#8217;allattamento al seno.</a></li>
</ul>
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