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Bentornati con l’ultimo appuntamento sulle patologie che possono colpire il seno di una mamma che allatta: se vi siete persi la Parte 1 e la Parte 2 potete cliccare sulle paroline in rosa!

Pur essendo state trattate per ultime, queste problematiche non sono meno importanti. Vediamo insieme quali sono.

Infezione da Candida Albicans

La Candida Albicans è un‘infezione micotica che colpisce i capezzoli o il seno e si diffonde tramite il latte. Tale microrganismo è normalmente presente nell’organismo umano in basse concentrazioni poiché è tenuto sotto controllo dalla flora batterica endogena. Se questo equilibrio viene danneggiato, la candida può proliferare passando da saprofita a patogeno, causando l’infezione.

Ispezionando la mammella, possiamo osservare capezzoli o areola rosa-arancio, desquamati e pruriginosi oppure rossi; capezzoli screpolati che bruciano anche dopo aver migliorato attacco e posizione; la madre può riportare fitte o punture al seno che perdurano anche dopo la poppata (talvolta descritte come dolori nella profondità della ghiandola mammaria, simili a punture di spillo); spesso si possono osservare nel bambino uno sfogo da pannolino, macchie bianche dentro la bocca (mughetto) e riluttanza a poppare.

Le cause sono plurime: può derivare da un’infezione presente nella bocca del bambino (candidiasi orale); può far seguito ad una terapia antibiotica o cortisonica per il trattamento di una mastite o di un’altra infezione o a seguito di un taglio cesareo; se la donna è affetta da candidiasi vaginale, questa si può presentare anche al seno; può derivare da traumi al capezzolo che fanno da veicolo per l’infezione; si può presentare in madri portatrici croniche di HIV, Diabete o Anemia a causa di una diminuzione delle difese immunitarie; può derivare da condizioni “ambientali” quali un eccesso di carboidrati nella dieta materna, abuso di alcol, stress e allergie.

Come intervenire?

  • mantenere il capezzolo asciutto, poiché l’ambiente caldo umido ne favorisce la crescita (alcune donne preferiscono farlo asciugare all’aria e lasciare per qualche minuto al giorno il seno libero ed esposto alla luce);
  • evitare di dare al bambino il ciuccio o le tettarelle e di usare il mastosuttore, perché potrebbe favorire il trasferimento del fungo (se non si può evitare l’uso, bollirli per 20 minuti e cambiarli settimanalmente);
  • evitare di conservare il latte perché questa procedura potrebbe favorire la reinfezione del bambino;
  • il reggiseno va cambiato ogni giorno e lavato in acqua calda saponata;
  • spiegare alla mamma la tecnica corretta di lavaggio delle mani per prevenire infezioni crociate tra mamma e bambino;
  • trattamento con farmaco antimicotico da somministrare sia alla madre sia al bambino; a volte anche al padre o partner se si sospetta un ciclo di infezione/reinfezione; usare un farmaco per capezzoli/bocca del bambino che non debba essere lavato via dai capezzoli prima di ogni poppata; continuare il trattamento per 7 giorni dopo che il dolore è passato;
  • se il trattamento antimicotico non porta a miglioramento, sospettare un’infezione batterica da trattare con antibiotici.

Eczema e Allergia

Si tratta di un’irritazione nelle zone di capezzolo e areola che provoca prurito e dolore, oltre che arrossamento. Lo si può confondere con la candida per via dei sintomi simili, ma individuare le cause può essere d’aiuto nella diagnosi differenziale. Queste possono essere legate alla cura della persona come l’utilizzo di creme e unguenti farmacologici o cosmetici, detergenti topici, tiralatte o paracapezzoli, abiti sintetici e/o coppette assorbi-latte sintetiche, detersivi per lavare biancheria. Oppure possono essere legate al bambino, che potrebbe attaccarsi al seno con residui di cibi solidi; potrebbe dipendere dai medicinali assunti o dal cambio nella composizione della saliva causato dalla dentizione.

 

Come intervenire?

 

  • Trovare la causa dell’eczema e rimuoverla;
  • Educare alle normali pratiche di igiene e cura del capezzolo (tenerli asciutti, biancheria di cotone, lavarli solo con acqua tiepida);
  • La terapia prevede l’uso di una crema cortisonica da applicare preferibilmente dopo la poppata per minimizzare l’ingestione del farmaco da parte del bambino;
  • Esistono anche cure erboristiche e omeopatiche, in questi casi ci si deve rivolgere al terapista di fiducia;
  • Se l’eczema non migliora e la zona del capezzolo si infiamma e si gonfia è meglio consultare un medico perché in rarissimi casi potrebbe trattarsi della Malattia di Paget, ovvero una forma di carcinoma che dai dotti può infiltrare areola e capezzolo.

Herpes

L’infezione da Herpes Simplex virus è un tipo di infezione che si può contrarre facilmente e, come per la candida, la trasmissione al bambino può avvenire durante il parto con il passaggio nel canale vaginale, nel caso in cui si abbiano lesioni erpetiche nella zona vaginale. Una volta contratta rimane permanente e alterna fasi di latenza a fasi in cui si manifesta con lesioni in varie parti del corpo. L’herpes si manifesta sul seno con vescicole acquose di forma regolare, simili a quella della varicella, molto dolorose, che provocano bruciori lancinanti. Esse tendono a rompersi e a formare delle croste. La certezza della diagnosi si ha solo in seguito all’esame colturale delle lesioni.

Come intervenire?

  • È necessario sospendere temporaneamente l’allattamento dalla mammella in cui sono presenti sull’areola vesciche, aperte o chiuse, e proporre al bambino il latte spremuto fino a guarigione;
  • Educare ad un’igiene scrupolosa, per evitare il contagio in altre zone del corpo;
  • Trattare con farmaci antivirali per ridurre la sintomatologia e far guarire le lesioni, tuttavia ad oggi non esiste una cura che debelli il virus dall’organismo.

Galattocele

Per galattocele si intende una tumefazione cistica della ghiandola mammaria, che si può manifestare durante l’allattamento. Si tratta di una formazione rotondeggiante, di solito non dolorosa, da cui fuoriesce pus misto a latte. Si presenta come complicanza di un dotto ostruito.

La diagnosi viene stabilita con l’esecuzione di un ago aspirato o con tecnica ultrasonografica.

Come intervenire?

  • Il trattamento è chirurgico poiché queste cisti tendono a riempirsi nuovamente di latte una volta aspirate.

Ascesso Mammario

L’ascesso mammario è una raccolta di pus che si forma appena sotto la cute, come risultato di un’infezione batterica. Si presenta con seni arrossati e caldi, con un gonfiore doloroso, a volte è persino possibile notare una simil-contusione a livello della raccolta di pus e rilevare iperpiressia.

Nella maggior parte dei casi deriva da una complicanza di una mastite, soprattutto se la madre smette di allattare dalla mammella colpita.

Come intervenire?

  • drenaggio dell’ascesso: se è minimo lo si drena attraverso l’uso di una siringa, se l’ascesso è importante si procede con l’incisione della cute sotto guida ecografica, dopo aver anestetizzato il tessuto mammario (drenaggio chirurgico);
  • la madre può continuare ad allattare dal seno sano e anche dal seno interessato dall’ascesso, se il tubo di drenaggio o l’incisione sono abbastanza lontani dall’areola e non interferiscono con l’attacco;
  • se la madre non può o non vuole allattare dal seno colpito, è importante spremere il latte; ricordarle poi che potrà riprendere ad allattare dopo la guarigione (2-3 giorni dopo il drenaggio).

Maia vi ringrazia per averle dedicato del tempo e spera di aver fatto chiarezza riguardo le patologie del seno in allattamento. VI ricordiamo inoltre che, sebbene queste siano indicazioni per i professionisti, possono essere utili anche per una mamma che vorrà allattare o che allatta, perchè dopo aver letto questi articoli, avrà degli strumenti in più per individuare delle problematiche e soprattutto per chiedere tempestivamente l’aiuto di un’Ostetrica.

 

A presto, Maia

 

Credits:

*pics courtesy of the internet

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