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	<title>utero | Una Maia per amica</title>
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	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
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		<title>Aborto Spontaneo: Cause, Tipologie, Sintomi e Trattamento</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 14:05:35 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Ben tornati e ben tornate su questi schermi! Oggi, come avrete potuto intuire dal titolo, tratteremo un <strong>argomento</strong> che può risultare <strong>difficile</strong> da affrontare, ma che ha lo scopo di rendervi tutti più consapevoli a suo riguardo: l’<strong>aborto</strong>. Se lo state vivendo o lo avete vissuto, forse questo articolo non servirà a confortarvi nell’animo, ma magari vi può aiutare nell’affrontare questo avvenimento con più coscienza e, speriamo davvero, un pochino di tranquillità in più.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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		<p style="text-align: justify;">Iniziamo subito dicendo che questo fenomeno, per quanto difficile e nella maggior parte dei casi mai apprezzato, avviene circa nel <strong>15-20% delle gravidanze</strong>, per lo più nel <strong>primo trimestre</strong>. Vi sono alcuni <strong>fattori predisponenti</strong>, ovvero fattori che possono o meno favorire l’insorgenza di un aborto ma che non ne sono causa diretta, ed essi sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Età materna &gt; 35 anni</li>
<li>Aver avuto più gravidanze</li>
<li>Concepimento solo dopo 3 mesi dal precedente parto</li>
<li>Alcol e fumo</li>
<li>Esposizione a radiazioni ionizzanti (come raggi X e Gamma)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Invece tra i fattori causali riconosciamo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Anomalie cromosomiche</li>
<li>Difetti genetici</li>
<li>Fattori endocrini: es ovaio policistico, diabete mellito scompensato, deficit del progesterone, disfunzioni tiroidee</li>
<li>Fattori infettivi: es infezioni renali ed epatiche, Toxoplasmosi, Rosolia, Herpes Simplex, Citomegalovirus, HIV etc.</li>
<li>Fattori autoimmuni</li>
<li>Difetti della coagulazione e patologie trombofiliche</li>
<li>Abuso di sostanze stupefacenti, alcol e farmaci</li>
<li>Fattori anatomici: es anomalie uterine, aderenze, miomi etc.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Infine, è bene ricordare che circa il <strong>30-40%</strong> degli aborti avvengono <strong>senza una causa specifica</strong>.</p>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1588081839407 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Tipologie</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081849459" >
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		<p style="text-align: justify;">Per capire ancora meglio la complessità di questo fenomeno bisogna fare altre differenziazioni, che riguardano le modalità con cui esso si manifesta. Sappiamo infatti che <strong>ogni donna</strong> fa esperienza di un aborto <strong>può vivere qualcosa di diverso</strong>, sicuramente sul piano emotivo, ma anche su quello fisico. Vi sono infatti diverse tipologie di aborto:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Minaccia d’aborto</strong>: è una condizione in cui si riscontrano perdite ematiche, difficilmente abbondanti, talvolta associate a contrazioni che tuttavia non comportano nessuna modifica del collo dell’utero o riduzione delle beta HCG, e nonostante le quali all’ecografia è presente il battito cardiaco fetale.</li>
<li><strong>Inevitabile</strong>: è un aborto che presenta abbondanti perdite ematiche, attività contrattile, modificazione del collo dell’utero; inoltre, il quadro sintomatologico continua a peggiorare.</li>
<li><strong>In atto</strong>: è una condizione in cui si ha già un’espulsione parziale o totale della camera ovulare e del sacco gestazionale.</li>
<li><strong>Interno</strong>: in questo caso abbiamo un’assenza del battito cardiaco (o una vera e propria assenza dell’embrione) ma non si è ancora instaurato il meccanismo di espulsione; l’unica sintomatologia possibile è la comparsa di qualche piccola perdita di sangue e la graduale scomparsa dei fenomeni simpatici della gravidanza.</li>
<li><strong>Incompleto</strong>: è ciò che avviene quando il meccanismo abortivo non “ripulisce” del tutto l’utero, motivo per il quale all’ecografia non sarà più individuabile il sacco gestazionale ma si potranno scorgere materiali che ad esempio avrebbero costituito la placenta.</li>
<li><strong>Settico</strong>: è una condizione grave per cui dall’aborto scaturiscono sintomi sistemici (ossia di tutto il corpo) come febbre, brivido, perdite maleodoranti, utero contratto, ipotensione… Questa situazione è rara, accade soprattutto quando un aborto interno non viene diagnosticato e il meccanismo espulsivo fisiologico, che di solito avviene entro due settimane, non si attiva.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le tempistiche, si definisce:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Tardivo</strong>: aborto che avviene dalla 13° settimana gestazionale fino alla 20° settimana gestazionale (conclusa).</li>
<li><strong>Ripetuto</strong>: si definisce tale una condizione in cui la donna/coppia ha già alle spalle due aborti consecutivi.</li>
<li><strong>Ricorrente</strong>: si definisce tale una condizione in cui la donna/coppia ha già alle spalle tre aborti consecutivi.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081882011" >
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		<p style="text-align: justify;">Quali sono quindi i campanelli d’allarme che ci possono portare a pensare ad un aborto?</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente perdite di sangue <strong>abbondanti </strong>e <strong>rosso vivo, </strong>soprattutto se associate a <strong>contrazioni</strong> uterine, che causano <strong>dolore</strong> simil mestruale e sono prolungate.</p>
<p style="text-align: justify;">Fate perciò attenzione alle tipologie di perdite ma soprattutto non fatevi prendere subito dal panico: gocce/poche quantità di sangue, soprattutto se rosa/rosso scuro/marrone possono essere normali, ad esempio in caso di polipi, ectropion sul collo dell’utero, in concomitanza dell’impianto o a causa dell’influenza delle fluttuazioni ormonali sulla mucosa uterina (es donne che hanno perdite di sangue in concomitanza di quelli che sarebbero stati i giorni delle mestruazioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia anche di fronte a perdite rosso vivo, è <strong>bene sempre non trarre conclusioni affrettate</strong> ma recarsi in pronto soccorso, dove valuteranno ascoltandovi, mediante esami del sangue e con una visita accompagnata da un’ecografia, il quadro dei vostri sintomi.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081950658" >
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		<p style="text-align: justify;">Una volta accertata l’effettiva condizione di aborto, le strade che verranno percorse sono diverse, perché abbiamo visto che diverse sono le tipologie d’aborto. Di seguito tratteremo diversi management di aborto entro le 12 settimane gestazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrà dunque procedere con una <strong>conduzione d’attesa</strong> quando la donna/coppia lo consente, non vi sono perdite di sangue abbondanti e segni di infezione. Si attendono quindi <strong>due settimane</strong>, in cui ci si aspetta un’espulsione spontanea del prodotto del concepimento. In questo caso è importantissimo il <em>counselling</em> che viene fatto alla donna, che dovrà esser cosciente dell’insorgenza di perdite simil-mestruali, accompagnate dall’espulsione dell’embrione, e possibile comparsa di dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due modalità di <strong>trattamento “attivo”</strong> sono invece il trattamento <strong>farmacologico</strong> e <strong>chirurgico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo consiste nella somministrazione di un farmaco per via vaginale che ha lo scopo di stimolare la contrattilità uterina e la modificazione della cervice. La donna viene quindi ricoverata in ospedale in regime di Day Hospital e di solito, in assenza di complicanze, in 4-6 ore dalla somministrazione del farmaco (durante le quali potrebbero insorgere perdite di sangue o meno) viene dimessa. È un trattamento poco invasivo, ripetibile al massimo due volte, ma non possibile sempre (es è controindicato in donne anemiche, con alterazioni della coagulazione, patologie epatiche e renali…).</p>
<p style="text-align: justify;">Il trattamento chirurgico prevede un intervento di <strong>isterosuzione</strong>, ovvero l’aspirazione del prodotto del concepimento e degli annessi con apposita cannula introdotta nell’utero, che nel 50% dei casi, soprattutto se non eseguita in epoche precoci, è seguita dalla revisione della cavità uterina per controllare che sia stato tutto rimosso. È un intervento efficace nel 99% dei casi, adatto soprattutto se la donna si trova in condizioni critiche (vedi aborto settico), è abbastanza breve (circa 30 minuti, in sedazione profonda) e che permette la dimissione a 6 ore, in assenza di complicanze.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta della tipologia di trattamento spetta al ginecologo, in base all’anamnesi e al quadro sintomatologico della donna, ma sicuramente vede protagonista colei/coloro che vivono questo difficile momento.</p>
	</div>
</div>



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		<p style="text-align: justify;"><em>Le emozioni</em></p>
<p style="text-align: justify;">Come avrete intuito leggendo questo articolo, abbiamo trattato l’aborto in maniera didattica. Non perché le <strong>emozioni e la psiche</strong> non siano importanti, ma anzi proprio perché in caso di aborto giocano un <strong>ruolo centrale</strong> e delicato. Motivo per il quale pensiamo che il benessere emotivo e psicologico meritino un articolo a sé stante, ricordando sempre che anche l’aborto è un’esperienza emotivamente personale. Quello che però la nostra esperienza ci ha insegnato è che, indipendentemente da quanto la gravidanza fosse desiderata o indesiderata, l’aborto rimane un momento difficile per ogni donna/coppia e troppo spesso viene vissuto in piena solitudine. Noi con questo articolo vi abbiamo voluto dare qualche informazione pratica, ma sicuramente ci rendiamo disponibili su tutti i nostri canali per colmare anche solo un pochino la solitudine e le difficoltà che questo momento porta con sé, senza giudizio alcuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A braccia aperte, Maia</em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/aborto-spontaneo-cause-tipologie-sintomi-e-trattamento/">Aborto Spontaneo: Cause, Tipologie, Sintomi e Trattamento</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Come è Fatto: Pavimento Pelvico Femminile</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 10:50:22 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Bentornate e bentornati. Oggi finalmente cercheremo di spiegare nel modo più semplice ma dettagliato possibile come è fatto il pavimento pelvico femminile, di cui ormai sentiamo tanto parlare, dal punto di vista muscolare. Esso è una parte fondamentale del nostro corpo, nonostante ancora pochi e poche di noi si preoccupino del suo stato di salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come mai è così importante? Perché le sue funzioni sono davvero tante:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Chiude la pelvi e connette la parte superiore con quella inferiore del corpo, sostenendo il nostro peso e scaricandone una parte sugli arti inferiori (permettendo così una corretta locomozione);</li>
<li>Sostiene e protegge gli organi pelvici (vescica e uretra, utero e cupola vaginale, intestino retto);</li>
<li>Permette la continenza e l’eliminazione di urina, feci, gas e sperma;</li>
<li>Collabora con il diaframma respiratorio durante la respirazione;</li>
<li>Ha un ruolo cruciale nella sessualità (basti pensare alla strettissima connessione con la clitoride);</li>
<li>Partecipa attivamente alla meccanica del parto.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ma ora entriamo nel vivo della questione…</p>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1571567888501 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Ma Cos'è?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1571653725778" >
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		<p style="text-align: justify;">Prima di tutto è importante capire che il pavimento pelvico è un insieme di muscoli, non uno solo, interconnessi tra loro, con il bacino osseo e con altri muscoli definiti extra-pelvici. Inoltre, è composto anche da legamenti e fasce, ovvero strati di tessuto connettivo, che collaborano con i muscoli nello svolgimento di tutte le suddette funzioni. Se si vuole però analizzare la componente muscolare, si è soliti suddividere il pavimento pelvico in 3 strati, uno profondo, uno intermedio e uno superficiale.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1571568162198" >
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		<p style="text-align: justify;">Lo strato profondo è composto da diversi muscoli e oggi, per evitare di incastrarci in complessi cavilli, ne vedremo i tre principali:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Il <strong>pubo vaginale</strong>: è un muscolo pari, che origina dalla superficie dorsale del pube e circonda, un po’ come una fionda, la vagina e l’uretra, le sostiene e collabora nel mantenere chiusa/aperta la vagina in base alle necessità.</li>
<li style="text-align: justify;">Il <strong>pubo rettale</strong>: è un muscolo pari, che origina sempre dalla superficie dorsale del pube e crea una seconda fionda, che circonda e sostiene uretra, vagina e retto, aiutando quindi anche quest’ultimo nell’espletamento delle sue funzioni.</li>
<li style="text-align: justify;">L’<strong>elevatore dell’ano</strong>: il muscolo più forte del pavimento pelvico, che in realtà è composto da diversi fasci muscolari, si inserisce negli otturatori interni e si estende posteriormente verso il coccige, sostenendo la parte posteriore e profonda del perineo.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1571568142020" >
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		<p style="text-align: justify;">Lo strato intermedio, conosciuto anche come trigono urogenitale, è formato anche esso da tre muscoli:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Trasverso profondo</strong>: muscolo pari, le cui fibre originano dalle due tuberosità ischiatiche, delimita la parte inferiore del trigono urogenitale, che possiamo immaginare come un triangolo di cui il muscolo trasverso profondo ne è la base.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Sfintere uro-genitale</strong>: conosciuto anche come sfintere uretro-vaginale, le cui fibre superiori prendono contatto con la faccia interna della sinfisi pubica, è così chiamato perché circonda uretra e vagina e, insieme agli altri muscoli, permette la chiusura/apertura della vagina e il corretto funzionamento dell’uretra.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Compressore dell’uretra</strong>: muscolo pari che prende contatto con le due branche ischiopubiche, permette all’uretra, collegata alla vescica, di essere trattenuta verso il basso e di funzionare correttamente nelle sue attività di continenza e minzione.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1571653359376" >
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		<p style="text-align: justify;">Lo strato superficiale, chiamato anche strato degli sfinteri, è formato da quattro muscoli:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Trasverso superficiale</strong>: muscolo pari, le cui fibre attraversano il centro tendineo del perineo e sono parallele a quelle del trasverso profondo.</li>
<li><strong>Ischiocavernoso</strong>: muscolo pari, i cui due fasci prendono origine dalle tuberosità ischiatiche e decorrono lungo la superficie interna della rispettiva branca ischiopubica, coprendo le radici della clitoride.</li>
<li><strong>Bulbocavernoso</strong>: muscolo pari, i cui due fasci, che nella loro porzione superiore (tendinea) originano dalla sinfisi pubica, sono separati e decorrono lateralmente all’orifizio vaginale e la porzione terminale dell’uretra, ricoprendo i bulbi della clitoride.</li>
<li><strong>Sfintere dell’ano</strong>: composto da una porzione interna ed una esterna, circonda a manicotto la parte terminale del retto e con un rafe, posteriormente, si attacca al coccige.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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		<p style="text-align: justify;">Siamo così giunti alla conclusione di questa breve ma intensa panoramica sui muscoli del pavimento pelvico.</p>
<p style="text-align: justify;">Maia spera di non avervi annoiato ma soprattutto di aver spiegato tutto in modo comprensibile. Ci tiene anche a scusarsi per la presenza di immagini non corrette al 100% ma purtroppo l’anatomia del pavimento pelvico non è cosa gradita al web. Perciò, se questa lettura vi fa frullare in testa alcune domande, non esitate a scrivercele nei commenti o sui nostri canali social.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:</p>
<ul>
<li>Immagine by <a href="https://www.violetab.com/">Violeta Benini</a></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>*pics courtesy of the internet</em></span></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/come-e-fatto-pavimento-pelvico-femminile/">Come è Fatto: Pavimento Pelvico Femminile</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>I Bisogni del Neonato: Non Solo Latte</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/i-bisogni-del-neonato-non-solo-latte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2019 09:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
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	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
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<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1564306931744" >
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		<p style="text-align: justify;">II feto, nei suoi 9 mesi di sviluppo dentro l’utero, impara a muoversi e a crescere in uno spazio stretto e limitato. Questo spazio per lui non è visto come una costrizione, ma anzi soddisfa il suo bisogno di sicurezza attraverso il contenimento e il contatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla nascita i neonati vengono proiettati in un ambiente completamente diverso: la luce, i rumori, la temperatura, il non ricevere più nutrimento senza sforzi, l’assenza di acqua che li culla, lo spazio aperto. È importante, perciò, fare in modo che l’adattamento a questo nuovo mondo sia più graduale possibile, andando a ricreare dei confini che possano farlo sentire nuovamente contenuto e al sicuro. Ma in che modo?</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1564307002529" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Il contatto pelle a pelle (in inglese <em>skin to skin</em>) ha numerosi benefici:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>aiuta a regolare la temperatura corporea neonatale;</li>
<li>regola la frequenza cardiaca e respiratoria;</li>
<li>favorisce una colonizzazione batterica “buona”;</li>
<li>aumenta il bonding tra genitore-neonato;</li>
<li>favorisce l’allattamento permettendo al neonato di avere il seno prontamente disponibile e alla sua portata, riducendo il rischio di ipoglicemia neonatale e stimolando anche i piccoli un po’ sonnolenti o con una suzione intermittente;</li>
<li>favorisce la produzione di ossitocina, utile anche per aumentare la contrattilità uterina nel dopo parto e ridurre le perdite di sangue.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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		<p style="text-align: justify;">E ai fini di questo articolo? Il contatto pelle a pelle <strong>permette al neonato di ritrovare uno stretto contatto, simile a quello che viveva in utero</strong>. Infatti, quando andiamo a porre il neonato nudo (con eventualmente solo il pannolino) tra il seno materno o sul petto del papà, coperto poi da un lenzuolo, lui sentirà nuovamente il calore del corpo dei genitori, il battito del cuore materno che per mesi è stata la sua ninna nanna, andando così a calmarlo e a permettergli un addormentamento più sereno e un sonno più profondo. Dati i numerosi benefici e la semplicità del contatto pelle a pelle, questa pratica viene proposta anche nelle terapie intensive, una volta stabilizzato il neonato, come una vera e propria terapia: la Kangaroo Care, o Marsupioterapia. Proprio come il cucciolo di canguro necessita di trascorrere alcuni mesi nel marsupio materno per terminare la sua maturazione, così può fare il neonato pre-termine.</p>
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<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1564307041281 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Sollevamenti e Spostamenti</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1564307051568" >
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		<p style="text-align: justify;">Credo sia noto a tutti che, quando si solleva e si tiene in braccio un neonato, la testa deve avere un adeguato sostegno e supporto. Ma non è l’unica cosa che va sostenuta. Quando si maneggia un neonato, è importante contenerlo con le mani e, prima di alzarlo, raccoglierlo e girarlo sul fianco, avendo cura di mantenere questo raccoglimento per tutto il tempo del sollevamento così da evitare di trasmettergli la sensazione di essere sospeso nel vuoto.</p>
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<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1564307080326" >
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		<p style="text-align: justify;">Molto spesso vi sarà capitato vedere il neonato che, all’improvviso, spalanca braccia e gambe e successivamente può piangere. È tutto normale, con quel movimento improvviso cerca di “controllare” se intorno a lui vi sono ancora quei limiti dati dallo spazio uterino. Molto spesso, non trovandoli, realizza il “vuoto” che lo circonda e questo può metterlo a disagio. Perciò quando il neonato viene poggiato nella culla, sul letto, sul divano è bene delimitare lo spazio in cui riposa attraverso cuscini (ottimo quello per l’allattamento), asciugamani, lenzuolini, così che tutte le volte che ricercherà dei confini, troverà intorno a lui uno spazio ben delimitato e potrà continuare a dormire, rassicurato da questo piccolo “nido”.</p>
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<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1564307111349" >
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		<p style="text-align: justify;">In ospedale avrete probabilmente visto che il neonato è quasi sempre “infagottato” come un piccolo burrito messicano. A volte, osservandolo, a noi adulti potrebbe persino mancare l’aria: il neonato avvolto e adeguatamente fasciato in un telo di stoffa o all’interno di maglie elastiche, sembra essere limitato nei movimenti. Vi ricordiamo però che lui è cresciuto per nove mesi proprio con questo limite, quindi se vi trovate di fronte ad un neonato molto agitato e irrequieto, questa tecnica potrebbe aiutare a calmarlo. Se per assurdo foste sprovvisti di telini in cui avvolgerlo, a volte basta soltanto raccogliere mani e piedi al centro del suo corpo e tenerli fermi lì: innanzitutto il contatto che le mani della mamma o del papà lo aiuta a tranquillizzarsi, e la limitazione dei movimenti può essere sufficiente a ridargli quel senso di sicurezza. Infine, a volte, per calmare un neonato è sufficiente porre una mano sul suo addome: sentendo la presenza fisica del genitore, il neonato ricorda di non essere solo.</p>
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<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1564307162035" >
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		<p style="text-align: justify;">A rigor di logica, dopo 9 mesi passati nel liquido amniotico, tutti i bambini dovrebbero gradire il bagnetto. Ma allora perché per alcuni è un momento davvero critico? A volte il problema potrebbe risiedere nella vaschetta/contenitore utilizzato che, troppo grande e dispersivo, disperde e spaventa il neonato. Un accorgimento, oltre a scegliere vaschette piccole, è quello di permettere ai piedi del neonato di prendere contatto con uno dei bordi del contenitore, così che muovendosi possa sempre trovare un confine.</p>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1564307430371" >
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		<p style="text-align: justify;">Questa pratica, che letteralmente significa “portare i bambini addosso” e conosciuta quindi come “arte del portare”, non è solo un modo per trasportare i bambini e avere le mani libere, ma offre un approccio ad alto contatto in cui i bisogni del neonato sono rispettati, riconosciuti e trovano immediata risposta. Abbiamo ormai capito quanto il contatto e il contenimento siano per i bambini un bisogno primario, al pari del latte o delle cure igieniche. Marsupi ergonomici e fasce permettono quindi di mantenere un contatto stretto e continuo tra genitore e neonato/bambino (sì anche i papà possono portare) che, oltre ad avere i suddetti benefici per il neonato, permette al genitore di imparare a conoscere il proprio bambino più facilmente e velocemente, entrando in forte empatia con lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Maia spera di essere riuscita a farvi comprendere ancora di più il mondo di bisogni e necessità del neonato e rimane disponibile per qualsiasi domanda, attraverso i commenti qui sul blog o sui nostri social.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="http://lareviewdellostetrica.com/2018/01/25/skin-to-skin-tutti-i-benefici-in-un-contatto/">La Review dell’Ostetrica</a></li>
<li><a href="https://casatabata.com/babywearing/">Casa Tabata</a></li>
<li><a href="https://www.amazon.it/Fisiologia-della-nascita-prodromi-post-partum/dp/8874667051/ref=asc_df_8874667051/?tag=googshopit-21&amp;linkCode=df0&amp;hvadid=90690796980&amp;hvpos=1o1&amp;hvnetw=g&amp;hvrand=846467415779323301&amp;hvpone=&amp;hvptwo=&amp;hvqmt=&amp;hvdev=c&amp;hvdvcmdl=&amp;hvlocint=&amp;hvlocphy=9050565&amp;hvtargid=aud-544468258544:pla-93660143820&amp;psc=1">Spandrio, R., Regalia, A., Bestetti, G. (2014). <em>Fisiologia della Nascita. Dai prodromi al post partum</em>. Carocci Faber editore.</a></li>
</ul>
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