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	<title>stress | Una Maia per amica</title>
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	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
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		<title>Infertilità: Cos&#8217;è, Cause e Fattori di Rischio</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 10:55:06 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Buongiorno a tutti cari lettori! Oggi siamo qui per sensibilizzarvi e rendervi consapevoli rispetto ad un discorso davvero molto delicato e importante, ma di cui spesso si ignora l’esistenza o si evita di parlarne al fine di non incappare in disagi e imbarazzi. Ma di cosa stiamo parlando?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giugno è il mese mondiale della consapevolezza dell’infertilità</strong>: Maia è qui per spiegarvi di cosa si tratta e quali sono i principali fattori che causano questa condizione, sia per gli uomini che per le donne.</p>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1561198936243 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Quando si Parla di Infertilità?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1561198946775" >
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		<p style="text-align: justify;">L’infertilità è, innanzitutto, un <em>sintomo</em> dietro cui possono celarsi cause molto diverse: ciò sta a significare che nell’organismo dell’uomo, della donna o di entrambi sta succedendo qualcosa che va ad impedire il concepimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo di infertilità quando in una coppia sussiste <strong>l’assenza di concepimento dopo almeno un anno di rapporti sessuali liberi e regolari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, si possono distinguere un’infertilità <em>primaria</em>, se si verifica in assenza di precedenti gravidanze, e <em>secondaria</em>, se emerge dopo una o più gravidanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Perciò parlare di infertilità non è sinonimo di <em>sterilità</em>: solo per gli specifici casi in cui il concepimento è totalmente impossibile si utilizza questo termine, mentre parliamo di <em>subfertilità</em> per i casi in cui la probabilità di concepire è ridotta, ma diversa da zero; in questo caso ci si affida al valore dell’<em>indice di fecondità</em>, ossia, per una coppia, un valore che indica la probabilità di concepimento al mese. Per fare un esempio, nelle coppie giovani e sane questo valore è stimato in media intorno al 20%.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incidenza, per uomo e donna, è ugualmente comune, pertanto, è fondamentale che entrambi si sottopongano ai test necessari per individuare la causa del misfatto.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di infertilità, vi incoraggiamo a non sentirvi soli ed isolati: non lo siete! Questo fenomeno può colpire circa 1 coppia su 7, per cui ricordate che non siete abbandonati a voi stessi: piuttosto, cercate di creare una rete di supporto e un rapporto pieno di sostegno con chi, come voi, si trova in questa condizione.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1561198986832" >
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		<p style="text-align: justify;">Indubbiamente, vi è una stretta relazione tra numero di rapporti e probabilità di concepimento: maggiore è il numero, minore sarà la durata della ricerca. Nonostante il dibattito sia ancora acceso, ricordiamo che secondo gli studi disponibili vi è un comune accordo secondo cui il giorno con maggior probabilità di gravidanza non sia il giorno dell’ovulazione, bensì i giorni che lo precedono: questo in virtù del fatto che gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 5 giorni in vagina, così che nel momento in cui l’ovocita viene liberato si trova già circondato da un ambiente ricco di spermatozoi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista della qualità del liquido seminale, è prassi consigliare rapporti a giorni alterni per tutta la durata del periodo fertile, di modo che i giorni di astinenza consentano una totale ripresa della qualità.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1561199041071" >
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		<p style="text-align: justify;">Sicuramente esistono cause e fattori di rischio plurimi che possono andare ad intaccare la fertilità: nella donna, le principali cause sono rappresentate da problemi inerenti l’apparato riproduttore e le secrezioni ormonali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Problemi di natura ginecologica</strong>: questi, principalmente, vanno ad influenzare la morfologia, beanza e “ospitalità” della cavità uterina. Per esempio, aderenze intrauterine (dovute a stati infiammatori o operazioni chirurgiche come le isteroscopie operative), fibromi endocavitari, polipi, infiammazioni croniche e adenomiosi sono alcune delle principali cause;</li>
<li><strong>Problemi a livello tubarico</strong>: si intende una condizione, principalmente di tipo ostruttivo, per cui l’ovocita non riesce a passare dall’ovaio alla cavità uterina per mancanza di pervietà dei canali tubarici a qualsiasi livello. Alcune cause di questa condizione possono essere la patologia infiammatoria pelvica (PID), l’endometriosi o, anche in questo caso, alcuni interventi chirurgici;</li>
<li><strong>Problemi di natura ovulatoria</strong>: in questo caso, il problema sta al clou del discorso, per cui quindi è proprio l’ovulazione stessa a non avvenire. Perché? Le cause possono essere varie, partendo dallo stress, fino ad arrivare alla policistosi ovarica (PCOS) o altre anomalie di tipo ormonale.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1561199077079" >
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		<p style="text-align: justify;">Le principali cause nell’uomo sono da ricercarsi nella qualità del liquido spermatico, che può essere normale (normospermia) oppure anomala (dispermia). La qualità del seme, tuttavia, non è un parametro costante, in quanto in continua produzione: il riscontro di due successive valutazioni all’esame seminale di un quadro di azoospermia (assenza di spermatozoi) o oligospermia (quantitativo insufficiente) consente di diagnosticare uno status di infertilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo quindi di:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Quantità</em>: se l’eiaculato è &lt;1,5 mL parliamo di ipoposia, se &gt;6mL di iperposia;</li>
<li><em>Concentrazione</em>: se il liquido spermatico contiene meno di 12 milioni di spermatozoi per mL, può non essere sufficiente per il concepimento. Parliamo quindi i oligospermia, o addirittura di criptozoospermia se &lt;1 mln/mL;</li>
<li><em>Motilità ridotta</em>: gli spermatozoi possono essere troppo lenti per arrivare all’ovocita e fecondarlo; parliamo di motilità progressiva di tipo a (rapida), tipo b (lenta), tipo c (motilità in situ) e immobilità;</li>
<li><em>Morfologia</em>: le cellule possono avere divetti morfologici che vanno ad impedire la fecondazione, si parla di teratospermia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le cause più comuni di infertilità maschile sono ancora oggi poco chiare, ma tra queste individuiamo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Varicocele (25-35%)</li>
<li>Cause genetiche (20-25%)</li>
<li>Infezioni (10-12%)</li>
<li>Criptorchidismo (8-10%)</li>
<li>Cause ostruttive (5-8%)</li>
<li>Cause endocrine (2-5%)</li>
<li>Infertiltà idiopatica <strong>(30-40%)</strong></li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1561199197486" >
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		<p style="text-align: justify;">In molti casi la ragione rimane ignota, ma tuttavia permane una approfondita conoscenza dei fattori di rischio comuni per uomini e donne:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Età: questa ha un ruolo chiave nella fertilità femminile. Difatti, è una misurazione indiretta della riserva ovarica che, come noto, si riduce progressivamente con l’avanzare dell’età. In media, la fertilità va a ridursi significativamente dopo i 37 anni;</li>
<li>Fumo di sigaretta: nell’uomo riduce conentrazione, motilità, morfologia e danneggia il DNA degli spermatozoi; nella donna, invece, altera la fase luteale e l’ambiente intrafollicolare, aumenta lo spessore della zona pellucida e anticipa l’avvento della menopausa di 1-4 anni;</li>
<li>Abuso di alcool;</li>
<li>Obesità;</li>
<li>Stress;</li>
<li>Abuso di caffeina (ancora in studio);</li>
<li>Malattie sessualmente trasmesse: tra queste, gonorrea e clamidia;</li>
<li>Chemioterapia o radioterapia;</li>
<li>Esposizione a agenti chimici;</li>
<li>Dieta scarsa qualità.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Come si può notare, la maggior parte di questi sono correggibili, per cui è dovere del medico affrontare la problematica e di donne e uomini aumentare la compliance per il miglioramento delle condizioni a favore della fertilità. Infatti, in alcuni casi è possibile ripristinare la fertilità eliminando i fattori di rischio che la influenzavano.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre volte, invece, occorre intervenire con trattamenti medici, chirurgie endoscopiche o PMA (tecniche di procreazione medicalmente assistita), che variano a seconda dell’approccio scelto per la risoluzione del problema. La miglior scelta è quella di affidarsi ad uno specialista esperto.</p>
<p style="text-align: justify;">Maia spera di avervi resi più consapevoli rispetto a questa condizione e vi invita a fare qualsiasi domanda se aveste qualche dubbio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="https://www.ebcog.org/search-results-page/infertility">EBCOG, European Board &amp; College of Obstetrics and Gynaecology</a></li>
<li><a href="https://amzn.to/2DNDUvr">Bolis, G. (2017). Manuale di Ginecologia e Ostetricia. II edizione, EdiSES, Napoli.</a></li>
</ul>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
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		<title>Io Mi Svezzo da Solo! Dialoghi sullo Svezzamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 18:08:35 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Maia è tornata con una nuova recensione! Questa volta parliamo di un libro cardine di quello che l’autore stesso, pediatra esperto nella conduzione di incontri di accompagnamento alla nascita e fondatore di <em><a href="https://www.uppa.it/">Un pediatra per amico (UPPA)</a>, </em>definisce alimentazione complementare a richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene il titolo sia “Io mi svezzo da solo! Dialoghi sullo svezzamento”, per Piermarini <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/alimentazione-complementare-piccoli-bocconi-di-sopravvivenza/"><em>svezzamento </em></a>è un termine inappropriato, perché va ad indicare la necessità di allontanarsi da un vezzo, un vizio, quale è la tetta. Con <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/alimentazione-complementare-piccoli-bocconi-di-sopravvivenza/"><em>alimentazione complementare a</em> <em>richiesta</em></a> invece è più chiaro l’instaurarsi di un continuum tra allattamento al seno a richiesta e introduzione di cibi solidi, che vanno ad apportare un’integrazione all’apporto nutrizionale che il latte materno, dopo i 6 mesi, continua a fornire ma in modo non completamente sufficiente. In questo libro è perciò espressa a gran voce l’importanza dell’allattamento al seno, anche dopo l’introduzione dei cibi solidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per dar voce al conflitto che i genitori, alle prese con il <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/alimentazione-complementare-piccoli-bocconi-di-sopravvivenza/">divezzamento</a>, si ritrovano ad avere con se stessi, i parenti e i pediatri, l’autore decide di accompagnare il lettore attraverso piccole scenette tra una mamma e un papà immaginari, Candida e Tranquillo. Queste scene sono in grado di far nascere un sorriso, nonostante le difficoltà affrontate dai protagonisti siano reali. Infatti mediante i loro personaggi il pediatra vuole fare luce su tutte quelle indicazioni, non supportate da evidenze scientifiche, che i professionisti sanitari in primis, ma anche le case produttrici di alimenti per l’infanzia, i media e a volte, purtroppo, persino i parenti, spacciano come verità assolute e necessarie per poter affrontare il momento dell’introduzione dei cibi solidi, momento da loro dipinto come un’esecuzione alla ghigliottina in cui il bambino e i genitori si alternano vicendevolmente i ruoli di giustizieri e giustiziati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per smantellare l’idea che il bambino non voglia mangiare perché in lui si è incarnato il demonio, l’autore analizza a fondo il quando, il cosa e il come procedere rispetto l’alimentazione complementare a richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le tempistiche, vengono citate le raccomandazioni di UNICEF e OMS, indicati i riflessi che devono scomparire e le capacità che invece devono essere acquisite per poter iniziare un’alimentazione solida sicura: viene evidenziata soprattutto la necessità di considerare sempre la variabilità biologica che rende ogni bambino unico e diverso da tutti gli altri.</p>
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		<p style="text-align: justify;">Passando alla trattazione degli alimenti che si possono offrire, l’autore esprime un concetto, apparentemente molto semplice, ma purtroppo ancora troppo poco accettato: il bambino, al momento giusto e con il continuo apporto nutrizionale del latte materno (o ove non possibile, quello di formula), può mangiare tutto ciò che mangia una famiglia con abitudini alimentari sane. Smantella inoltre molti dei falsi miti riguardo gli alimenti sconsigliati e/o allergizzanti, e leggendo voi stessi questo libro, capirete quanto sia lontana la realtà attuale da quello che la scienza ci suggerisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Proseguendo, attraverso la riscoperta di un passato in cui i bambini sono sopravvissuti e hanno portato avanti la specie a suon di latte di mamma e cibo della tavola, Piermarini sottolinea l’importanza di rendere protagonista il bambino, ascoltando e osservando le sue richieste e i suoi comportamenti, che dovrebbero rappresentare per i genitori che si approcciano al divezzamento l’unica guida reale, insieme al buon senso. Così facendo cerca di riscattare tutti quei momenti, dalla gravidanza fino alla crescita del bambino, in cui la relazione unica e intima tra genitore e bambino viene accantonata nel vano perseguimento di indicazioni imposte dall’alto, in un contesto di medicina prescrittiva, o di futili consigli di persone vicine ma troppo legate al loro passato o alle loro personali esperienze.</p>
<p style="text-align: justify;">Per poter ritornare ad essere protagonisti consapevoli del proprio percorso, è importante quindi avere delle conoscenze che impediscano di cadere in trappola. Non ci si deve affidare alla prima indicazione letta su una rivista ed è utile imparare a mettere in discussione anche quello che un professionista ci consiglia, non con la convinzione che voglia il nostro male o quello del nostro bambino, ma con l’idea che, se qualcosa che ci viene suggerito si rivela poi nella realtà difficile da perseguire, allora forse non è adatto a noi. Per creare un po’ di consapevolezza, l’autore fa perciò una trattazione riguardo gli alimenti e la piramide alimentare, utile non solo a chi si approccia all’alimentazione complementare, ma un po’ a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, si concentra sui cambiamenti riguardo l’alimentazione, ma soprattutto le dosi e le porzioni, che la crescita di un bambino porta con sé. Anche qui viene un po’ ribadito il concetto di variabilità individuale, attraverso un’analisi delle criticità delle curve di crescita e della necessità di voler per forza rientrare nella media per sentirsi normali, abbandonando tutti quegli aspetti di semeiotica, o più semplicemente di osservazione, che un bambino in salute ci comunica, anche se magari mangia un po’ meno e non rientra nel 50° percentile.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere viene fatto un piccolo riassunto dei contenuti fondamentali trattati nel libro, e qui viene fuori tutta l’esperienza educativa dell’autore: non è un buon momento formativo quello in cui non vengono riassunti i concetti fondamentali, perché come sappiamo, in un flusso di parole, poche sono le cose che davvero restano. E questo libro ha lo scopo di restare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quindi lo consigliamo? Come avete potuto leggere nell’introduzione, Maia lo reputa una lettura fondamentale, sia per i professionisti che per gli utenti. È irriverente, critico al punto giusto, molto informativo e soprattutto una fonte inesauribile di empowerment. A tal proposito, sul web abbiamo letto qualche critica riguardo al fatto che vengono date poche indicazioni/consigli concreti: la superiorità di questo libro rispetto a molti altri del settore è proprio questa! Un genitore non ha bisogno di indicazioni o metodi, ma seguendo il suo buon senso, informandosi attraverso fonti affidabili e, soprattutto, ascoltando il proprio bambino, saprà fare la cosa giusta! E per questo non possiamo che complimentarci con il dottor Piermarini!</p>
<p style="text-align: justify;">Vi auguriamo una buona lettura!</p>
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<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
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<p><span style="font-size: 10pt;"><em>*pics courtesy of the internet</em></span></p>
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