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	<title>febbre | Una Maia per amica</title>
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	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
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		<title>Patologie del Seno in Allattamento: Quali Sono e Come Intervenire (Parte 2)</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2019 12:47:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_67400e6c6a92f"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row top-level"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
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		<p style="text-align: justify;">Eccoci di nuovo ad affrontare le patologie che possono colpire una mamma e le sue mammelle durante il meraviglioso, ma complesso, percorso di allattamento al seno. Se vi siete persi il primo articolo, <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire/">cliccate qui per la Parte 1</a>!</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre qui ci contcentriamo su tutte quelle problematiche che non si limitano al capezzolo, ma coinvolgono la ghiandola mammaria in toto o alcuni suoi componenti.</p>
	</div>
</div>



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</div>
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		<p style="text-align: justify;">Quando il latte prodotto in una certa zona del seno non riesce ad essere drenato, i dotti galattofori possono ostruirsi, dando luogo al cosiddetto <em>dotto ostruito</em>. Questo si manifesta con <strong>difficoltà a drenare il latte</strong> da una parte circoscritta del seno, che può comportare <strong>fastidio e dolore</strong>; <strong>arrossamento</strong> della cute nella zona interessata; formazione di un <strong>nodulo palpabile</strong>, quasi un cordone in corrispondenza del dotto. Tuttavia, la madre <strong>non ha febbre</strong> e le sue <strong>condizioni generali sono buone</strong>. Tra le principali cause notiamo poppate poco frequenti; uno svuotamento inadeguato di una zona del seno; una maggiore pressione su una zona del seno (causata ad esempio da posizioni di riposo notturne o biancheria intima sbagliata); una dieta ricca di grassi saturi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire? </em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>aumentare il numero di poppate;</li>
<li>alternare diverse posizioni per facilitare il drenaggio del latte in tutte le zone del seno;</li>
<li>eseguire impacchi caldo-umidi, che favoriscono la fuoriuscita del latte;</li>
<li>utilizzare analgesici (paracetamolo) ed antinfiammatori (ibuprofene) per ridurre la sintomatologia.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1553689789644" >
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		<p style="text-align: justify;">L’ingorgo mammario è una condizione, tipica soprattutto della prime fasi dell’allattamento, di infiammazione e congestione linfatica e vascolare dell&#8217;intera mammella (o di entrambi, può infatti essere bilaterale) o di un&#8217;ampia zona di essa, con presenza di edema interstiziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo il seno apparirà <strong>voluminoso, caldo, duro e dolente</strong>, e la <strong>cute</strong> può essere <strong>tesa e lucida</strong> con presenza di strie arrossate. I capezzoli tendono ad appiattarsi, a tendersi a causa dell’eccessivo volume, rendendo così ulteriormente difficoltoso l’attacco del neonato (rischiando di causare anche ragadi sovraimposte) e ostacolando la fuoriuscita di latte.</p>
<p style="text-align: justify;">La madre solitamente <strong>non ha febbre</strong> e le sue <strong>condizioni generali sono buone</strong>. In caso di ingorgo prolungato, la mammella piena di latte che non riesce a fuoriuscire, manda il segnale al fattore di inibizione della lattazione (FIL), per ridurre un ulteriore riempimento del seno, e se la mammella non viene svuotata, si crea un circolo vizioso che porta ad una ridotta produzione di latte. Le cause possono essere molteplici e tutte possono essere ricondotte a uno svuotamento incompleto o poco frequente della mammella, come ad esempio un ritardato inizio dell’allattamento dopo la nascita, un attacco inadeguato, poppate poco frequenti e troppo brevi, una mancanza di poppate notturne, causate anche dall’assenza di rooming in, la presenza di dolore mammario, irritazioni, infezioni o ragadi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>rimuovere il latte attraverso la spremitura manuale, o una doccia/bagno/impacco caldo che favoriscono la fuoriuscita del latte;</li>
<li>favorire la lattazione incrementando la frequenza delle poppate (8-12 poppate in 24h);</li>
<li>facilitare l&#8217;attacco massaggiando delicatamente il seno ed eseguire la spremitura manuale per far fuoriuscire il latte e rendere quindi più morbida l&#8217;areola;</li>
<li>offrire al bambino prima il seno con l&#8217;ingorgo;</li>
<li>utilizzare reggiseni comodi che non comprimono il seno (no ai reggiseni “per l&#8217;allattamento”);</li>
<li>applicare impacchi freddi fra le poppate per ridurre il dolore, alternati a impacchi caldi per ridurre l’edema.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">NB: Non confondere l&#8217;ingorgo con la mammella piena di latte: quando c&#8217;è la montata lattea, arriva più sangue al seno, per produrre più latte. Quindi il seno verrà percepito fisiologicamente più caldo e pesante, ma senza causare complicanze o difficoltà di allattamento (se, come sempre, la mammella viene adeguatamente svuotata).</p>
	</div>
</div>



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</div>
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		<p style="text-align: justify;">La mastite è un processo infiammatorio che colpisce la ghiandola mammaria, a cui si sovrappone un’infezione batterica (in genere causata da <em>Staphylococcus aureus, Staphylococcus albus</em> o più raramente <em>Escherichia coli</em>), favorita da eventuali lesioni del capezzolo che permettono l’ingresso dei germi. È <strong>sempre monolaterale</strong>, <strong>tranne </strong>quando è provocata da <strong>streptococchi</strong>, in cui troveremo entrambe le mammelle colpite. È molto frequente (circa 1/3 delle donne), soprattutto tra le donne che allattano per la prima volta. Si presenta spesso nel primo trimestre, ma può insorgere in qualsiasi momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa affezione provoca <strong>tensione mammaria e gonfiore</strong>, <strong>eritema</strong> locale, <strong>dolore profondo</strong> che si estende alla muscolatura toracica, <strong>malessere generale</strong> con presenza di sintomi sistemici simil-influenzali. Inoltre, osservando la mammella si possono notare delle <strong>aree cuneiformi arrossate</strong>, più <strong>calde, gonfie e doloranti</strong> (in corrispondenza dei lobi coinvolti nell’infezione).</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause sono quelle che determinano un ingorgo mammario o un dotto ostruito (riduzione frequenza e durata delle poppate) che se non trattati, portano alla mastite; ma poiché sappiamo che la mastite non è solo infiammazione, può essere anche causata da un’infezione secondaria a ragadi.  Vi sono poi alcune situazioni che possono predisporre alla mastite riducendo le difese immunitarie dell’organismo: tra queste trovimamo privazione del sonno, ripresa del lavoro, stress, stanchezza e affaticamento, anemia. Alcune sono legate alla mammella stessa come un’iperproduzione di latte e storia di chirurgia mammaria, mentre altre ancora sono legate al bambino che, per diversi motivi (come malattia o fasi di sonno notturno progressivamente sempre più lungo) non riesce a svuotare completamente la mammella.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, in caso di mastite, <strong>non è necessario interrompere l’allattamento al seno</strong>. I microorganismi secreti con il latte non sono infatti nocivi per il neonato, ed inoltre l’interruzione dell’allattamento causerebbe ulteriore ristagno con peggioramento del quadro infiammatorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei rari casi in cui bisogna interrompere l&#8217;allattamento, la donna deve continuare a rimuovere il latte dalla mammella con la spremitura manuale o con il mastosuttore (questa procedura ha anche il vantaggio di ridurre la sintomatologia).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>incoraggiare poppate frequenti (8-12 nelle 24h), offrendo prima il seno con l&#8217;infezione;</li>
<li>riposo;</li>
<li>impacchi caldo-umidi sul seno prima della poppata o dell’uso del tiralatte;</li>
<li>controllare posizione e attacco; correggerli nel caso in cui siano scorretti;</li>
<li>evitare pressioni eccessive da parte di indumenti stretti o delle dita;</li>
<li>massaggiare il seno per drenare la fuoriuscita del latte;</li>
<li>idratazione ed alimentazione adeguata;</li>
<li>terapia analgesica (es Ibuprofene);</li>
<li>la terapia antibiotica (con una antibiotico che sia compatibile con l’allattamento al seno) è indicata se è presente febbre per più di 24 ore o i sintomi non recedono dopo 24 ore di poppate frequenti ed efficaci (o spremitura del latte); la terapia antibiotica va prolungata fino a 10-14 giorni (per quanto non sia stata stabilita con sicurezza la durata appropriata del trattamento, è provato che cicli più brevi sono associati a rischio di recidiva).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">NB: Ciò che permette di fare diagnosi differenziale tra ingorgo e mastite è l&#8217;epoca di comparsa (l’ingorgo è più frequente nelle fasi iniziali, la mastite può colpire in qualsiasi momento); il rialzo della temperatura (&gt; 38.5 °C in caso di mastite, apiressia in caso di ingorgo); la monolateralità (la mastite riguarda in genere una sola mammella, l’ingorgo colpisce entrambe).</p>
<p style="text-align: justify;">Maia vi ringrazia per l’attenzione e spera di esservi stata utile, ma soprattutto vi aspetta con il prossimo, e ultimo, appuntamento riguardo le patologie del seno in allattamento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:</p>
<ul>
<li>Bettinelli, M.B., Giusti, A. <a href="http://www.ginecologo-ostetrica.it/wp-content/uploads/2017/05/AS_1Allattamento_al_seno_tra_arte_scienza_natura.pdf"><em>Allattamento al seno: tra arte, scienza e natura. Guadagnare salute dossier</em></a>. Zadig editore.</li>
<li><a href="https://unamaiaperamica.it/libreria/allattare-un-gesto-damore-di-tiziana-catanzani-paola-negri/">Catanzani, T., Negri, P. (2015).<em>Allattare: un gesto d’amore. </em>Bonomi Editore, Pavia.</a></li>
</ul>
	</div>
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