<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>elettrodomestico | Una Maia per amica</title>
	<atom:link href="https://unamaiaperamica.it/tag/elettrodomestico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://unamaiaperamica.it</link>
	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 Mar 2019 11:56:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.2</generator>

<image>
	<url>https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2018/11/cropped-UMPA_marchio-32x32.png</url>
	<title>elettrodomestico | Una Maia per amica</title>
	<link>https://unamaiaperamica.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il Bambino Non è un Elettrodomestico. Gli Affetti che Contano per Crescere, Curare, Educare</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/libreria/il-bambino-non-e-un-elettrodomestico-gli-affetti-che-contano-per-crescere-curare-educare/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/libreria/il-bambino-non-e-un-elettrodomestico-gli-affetti-che-contano-per-crescere-curare-educare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2019 12:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[codici affettivi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[elettrodomestico]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[giuliana mieli]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[istruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6728</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_6737969e821f2"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row top-level"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-4 wpb_column column_container vc_column_container col centered-text no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="small_depth" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <a href="https://amzn.to/2DV5BU7" target="_blank" class="">
              <img fetchpriority="high" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="702" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/ilbambinononèunelettrodomestico_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
            </a>
          </div>
        </div>
      </div>
      </div><div class="divider-wrap" data-alignment="default"><div style="height: 40px;" class="divider"></div></div><a class="nectar-button small regular accent-color  regular-button"  style="" target="_blank" href="https://amzn.to/2WiGpga" data-color-override="false" data-hover-color-override="false" data-hover-text-color-override="#fff"><span>ACQUISTA ORA</span></a>
			</div> 
		</div>
	</div> 

	<div  class="vc_col-sm-8 wpb_column column_container vc_column_container col centered-text padding-8-percent"  data-padding-pos="left-right" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1553255568618" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Bentornati con una nuova recensione! Sappiamo bene che la nascita di un figlio porta con sé un bagaglio di insicurezze e di dubbi, che spesso si cercano di colmare con una costante ricerca di nuove informazioni. Ciò è del tutto comprensibile, e anzi se in voi non ci fosse questo bisogno, noi oggi non saremmo qui. Il libro di cui vi parleremo però non è di certo un manuale di psicologia o di puericultura, perché come ormai saprete, Maia è fermamente convinta del fatto che per essere “bravi” genitori non servano regole e dettami, ma <em>solo</em> amore e fiducia, nelle proprie capacità e in quelle del bambino. Pensate che il titolo di questa lettura prende proprio spunto dalla prima pagina del famoso libro di <a href="https://unamaiaperamica.it/libreria/fate-la-nanna-il-semplice-metodo-che-vi-insegna-a-risolvere-per-sempre-linsonnia-del-vostro-bambino/">Estivill “Fate la nanna”</a>, in cui si commenta la mancanza di un “manuale di istruzioni” ad hoc per i figli, che però l’autore reputerebbe utile, poiché nessuno ci ha mai spiegato come “usarli”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autrice Giuliana Mieli, laureata in Filosofia teoretica e in Psicologia clinica, dopo anni di esperienza nei reparti di Ostetricia e Ginecologia, al fianco delle coppie e dei professionisti che se ne prendono cura, con questo libro ha voluto porre l’attenzione sull’importanza della <em>psicologia degli affetti</em>, in un momento così cruciale come la nascita. Si rivolge infatti non solo ai genitori, ma anche ai professionisti sanitari e agli insegnanti che molto spesso non riconoscono quanto il bisogno affettivo debba essere ascoltato e colmato, al pari di un bisogno fisico. La risposta a questo bisogno è perciò una condizione biologica che non può essere elusa: “<em>Esiste una declinazione naturale, biologica degli affetti, utile e necessaria per la sopravvivenza della specie</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Appurato questo bisogno, la Mieli intraprende un vero e proprio viaggio alla scoperta degli affetti che si intersecano nella nascita e nella crescita di un essere umano, partendo proprio dalla sua origine. Le figure fondamentali per crescere bambini che non siano “<em>denutriti affettivi</em>” sono la madre e il padre, che trasmettono al figlio i loro codici affettivi, il materno e il paterno, che non appartengono per forza all’una e all’altro, ma sono propri di entrambi e “<em>si integrano a proteggere e rendere possibile la vita”. </em>La donna inizia a fare ciò in gravidanza, lasciando crescere dentro di sé la vita e rispondendo ai bisogni fisici ed affettivi del bambino, che già in utero è un soggetto “<em>senziente”</em>. Per farlo una madre deve permettersi di ritornare ad una dimensione infantile, compiendo quella che la Mieli (e non solo) definisce “regressione materna”. In tutto ciò il padre è il sostegno di questa regressione, facendosi garante della razionalità che rimane comunque necessaria per lo sviluppo del bambino. E questo suo ruolo verrà mantenuto e anzi ampliato dopo la nascita, in quanto sarà “<em>il terzo che sostiene, permette e incoraggia la separazione e guida verso nuove mete affettive”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’autrice si concentra poi sul parto e riconosce a questa esperienza un valore inestimabile, leggiamo infatti che “<em>Il processo naturale </em>(del parto)<em> insegna che il bambino va sospinto dolcemente per il sedere verso la vita, incoraggiandolo, per lasciarlo tornare indietro ritmicamente, quasi un riassaporare consolatorio il calore rassicurante del luogo noto che sta per lasciare” </em>, ed è proprio così che un bambino dovrebbe procedere nelle nuove esperienze della vita, incoraggiato e supportato verso il nuovo dal “maschile” ma sicuro di poter ritornare a ciò che più gli è noto del “femminile”. Il dolore stesso del parto è un dolore fisico ed emotivo, perché rappresenta quella separazione fisica che tuttavia è necessaria per far sì che il bambino possa avere una sua vita individuale e concreta. Sempre citando la Mieli: “<em>Madre è colei che contiene protettivamente, ma che inesorabilmente, con il proprio “maschile” -quella porzione di maschile di cui ormonalmente ed emotivamente è dotata-, spinge verso la vita, stacca da sé in un atto di generosa liberazione e donazione, rinunciando ad un possesso totale e perenne del bambino”</em>.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="720" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/mamma_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1553255731252" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Il viaggio continua attraverso il puerperio e l’allattamento, un periodo in cui il bambino “<em>rinnova la simbiosi” </em>con la madre in modo attivo, e lei glielo permette, sempre per introdurlo alla vita in modo graduale; lo stesso latte materno non è solo cibo e nutrimento, ma è “<em>un’esperienza fisica di piacere e appagamento […] è tramite con l’amore materno […] Ogni poppata è un ritrovarsi”. </em>Questo messaggio è fondamentale anche per i professionisti, che dovrebbero spiegare alle madri e alle coppie che il latte materno è importante, oltre che per i suoi incomparabili benefici “fisici”, soprattutto perché permette al bambino di ricevere affetto e di adattarsi gradualmente ad un mondo esterno in cui lui non ha ancora realizzato di vivere.  Il padre in tutto ciò, come abbiamo detto prima, è la figura garante di questo nuovo legame ma è anche colui che permette al bambino, quando sarà pronto, di staccarsi da questa simbiosi e di fare esperienza del mondo esterno, che visto attraverso gli occhi del padre, sarà fonte di interesse e curiosità. Il viaggio prosegue fino all’adolescenza, proprio per far comprendere che l’esperienza affettiva con i genitori è quella che plasma la nostra persona, la nostra identità.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguono poi due capitoli in cui viene fatto un excursus di teorie scientifiche e filosofiche, un approfondimento di culture, arti e scienze, a sostegno della necessità di una rivoluzione culturale che permetta il passaggio da una società volta a negare costantemente gli affetti, ad una società che riconosca questi affetti come fondamentali<strong>.</strong> A questo proposito scrive: “<em>E’ necessario un cambiamento non solo per evitare la distruzione definitiva dell’ambiente terrestre, ma anche e soprattutto per uscire dalla miseria psichica e morale degli essere umani </em>contemporanei.”</p>
<p style="text-align: justify;">L’autrice conclude con un capitolo che riporta più nel concreto cosa si potrebbe fare per riconoscere la necessità degli affetti nella maternità. Rivolgendosi soprattutto ai professionisti, se si è in grado di comprendere e gestire la naturalità degli affetti, che durante gravidanza, parto e dopo parto naturalmente mutano, riemergono, si consolidano, si sarà sicuramente più abili nel conoscere le disfunzioni di questi affetti, andando così a prevenire e/o individuare precocemente molti disturbi psicologici.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi no, non serve un libretto di istruzioni. Non serve per crescere un bambino, ma soprattutto è inutile di fronte alle nostre emozioni e ai nostri vissuti profondi. Questo libro piuttosto ci regala un nuovo modo di osservarci, dall’interno e dall’esterno, per capire cosa ci succede, in particolar modo in una sfera come la maternità. E vuole anche essere uno stimolo al cambiamento, che può avvenire solo se, ascoltandoci e regalandoci tempo e dedizione, riusciremo noi in primis a riconoscere l’importanza che le emozioni hanno nella nostra esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci scusiamo in anticipo per la quantità di citazioni, ma le nostre parole non sarebbero mai state così adatte. Immagino abbiate capito il valore che per noi ha questo libro, in primis come professioniste. Lo consigliamo? Assolutamente sì! Lo reputiamo una risorsa fondamentale per i nostri colleghi e per tutte le coppie che si approcciano alla maternità, perché un bambino non ha solo bisogno di cibo e di un tetto, ma di un legame indissolubile di <strong>amore</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/libreria/il-bambino-non-e-un-elettrodomestico-gli-affetti-che-contano-per-crescere-curare-educare/">Il Bambino Non è un Elettrodomestico. Gli Affetti che Contano per Crescere, Curare, Educare</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/libreria/il-bambino-non-e-un-elettrodomestico-gli-affetti-che-contano-per-crescere-curare-educare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Ruolo del Papà: dalla Gravidanza all’Esogestazione</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/il-ruolo-del-papa-dalla-gravidanza-allesogestazione/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/il-ruolo-del-papa-dalla-gravidanza-allesogestazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 12:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
		<category><![CDATA[auguri]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[diventare padre]]></category>
		<category><![CDATA[elettrodomestico]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del papà]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitore]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[padri]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6697</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_6737969e848cf"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552477545235" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Per celebrare l’imminente Festa del papà, Maia ha pensato di guidare i neopapà nella scoperta del ruolo paterno in momenti di simbiosi, fisica e emotiva, tra la mamma e il bambino, quali la gravidanza, il travaglio-parto e l’esogestazione (ovvero i 9 mesi che seguono la nascita).</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1626" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/dad_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552477709298 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Gravidanza</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552477766082" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Iniziamo parlando della gravidanza. Durante questo periodo le emozioni che un papà può provare sono tante, tra cui gioia, felicità e stupore, ma il tutto può essere contornato da una sensazione di ignoto che lo fa sentire un po&#8217; tagliato fuori. La mamma infatti è quella che vive sì le difficoltà di una gravidanza, e che nessun uomo di certo vorrebbe provare, ma è anche colei che sente crescere la vita dentro di sé, è colei che percepisce i movimenti e quindi ha prova della concreta esistenza di questo bambino prima ancora che nasca, creando un contatto unico e profondo con il nascituro. Allora papà come puoi essere il più possibile partecipe all’esperienza della gravidanza?</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Conosci il tuo bambino</em>: puoi toccare e baciare la pancia, percepire con la guida materna i movimenti, scoprire le diverse parti del corpo del bambino attraverso l’aiuto di un’Ostetrica/o;</li>
<li><em>Fatti conoscere</em>: puoi parlare con il tuo bambino facendogli conoscere la tua voce, cosìcché già nella pancia la possa associare al suo papà e trarne beneficio; <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/feto-musica-il-mio-bimbo-ascolta/">puoi cantargli una canzone</a>, e ricorda che, se la canzone sarà sempre la stessa per tutta la gravidanza, il bambino ne avrà memoria persino da adulto;</li>
<li><em>Rendi felice la mamma</em>: gli abbracci, i baci e i momenti intimi di piacere che condividete permettono il rilascio di endorfine nel circolo materno e attraverso la placenta, raggiungono il bambino;</li>
<li><em>Informati</em>: cimentanti in letture più variegate sulla gravidanza, sul parto, sul mondo del bambino (puoi iniziare facendo un salto nella <a href="https://unamaiaperamica.it/libreria/">libreria di Maia</a>);</li>
<li><em>Sii partecipe</em>: compatibilmente con il lavoro, sii presente alle visite e alle ecografie, dove sentirai il suo cuoricino e potrai vederlo; puoi frequentare gli incontri di accompagnamento alla nascita (esistono incontri specifici per le coppie) e a casa puoi preparare insieme alla tua compagna il nido che lo accoglierà.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/papà-travaglio_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552477996110 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Travaglio &amp; Parto</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552478149688" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Ma arriviamo al momento tanto temuto, quello del travaglio-parto. Se in gravidanza regna una sensazione di ignoto, in questa fase è il senso di impotenza a farla da padrone. Vedere la persona che si ama sofferente e vulnerabile non è semplice, soprattutto se si pensa di non poter fare nulla per aiutarla. A volte questo pensiero è così forte e spaventoso, che impedisce di fare qualsiasi cosa, immobilizza a tal punto che si preferisce rimanere in un angolo della sala parto, o persino fuori dalla sala stessa. Per questo reputiamo molto importante vivere insieme i corsi di accompagnamento alla nascita e essere affiancati da un’Ostetrica/o in sala parto: infatti un papà che fa queste esperienze, conosce quello che la mamma sta vivendo e riesce a liberarsi del senso di paura e impotenza, oltre a rendersi soggetto partecipe e co-protagonista del momento nascita. Papà, solo tu conosci intimamente la tua compagna, e questa conoscenza profonda è la chiave per un valido supporto e sostegno durante il parto. Quindi che fare?</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Non preoccuparti </em>di riuscire a guidare il più veloce (e sicuro!!!) possibile per arrivare in ospedale, il tuo ruolo non è quello di un autista né tantomeno di un pilota di rally;</li>
<li><em>Sii d’aiuto a casa</em>: cerca di capire insieme alla tua compagna qual è il momento giusto per andare in ospedale, cercate di distrarla quando le contrazioni sono ancora deboli, ma fastidiose, preparale un bagno caldo e falle un bel massaggio;</li>
<li><em>Sii partecipe durante il travaglio</em>: non diventare tappezzeria, ma chiedi, anzi <em>pretendi</em>, di essere parte attiva di questa esperienza; ricorda alla tua compagna di bere e di sgranocchiare qualcosa ogni tanto, massaggiala nei punti giusti, che solo tu consoci, permettile di appoggiarsi a te tra una contrazione e l’altra e favorisci il suo riposo, sostieni il peso del suo corpo quando non avrà più forze, aiutala a concentrarsi e dalle grinta quando arriverà il momento di spingere;</li>
<li>Se partorirete in ospedale, <em>dalle sicurezza</em>: baciala, accarezzala, falla sentire al sicuro; riproduci una musica da lei gradita e cerca di ricreare il vostro ambiente casalingo. Abbi per lei la forza di una roccia, la delicatezza di un cuscino, lo sguardo di un guardiano.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">E per quanto riguarda la relazione con il bambino al momento del parto?</p>
<p style="text-align: justify;">Come scrive Giuliana Mieli in <em>Il bambino non è un elettrodomestico. Gli affetti che contano per crescere, curare, educare</em>, “mentre la madre spinge nella vita il piccolo, e dunque compie un gesto maschile, il padre al momento della nascita ha un ruolo femminile: accoglie il bambino tra le sue braccia, gli offre la prima straordinaria rassicurazione affettiva proveniente dal mondo esterno”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il parto infatti è il tempo della nascita di un bambino, ma è anche quello della nascita di una mamma e di un papà, che per primo dimostra al bambino quanto sia valso lo sforzo di essere venuto al mondo.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="720" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/papà3_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552478311339 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Esogestazione</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552502399067" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">E dopo la nascita? Chi ci è già passato saprà che, soprattutto se si opta per l’allattamento al seno, il legame esclusivo della diade mamma-bambino viene ulteriormente rafforzato. Infatti, agli occhi di un padre, l’allattamento può risultare un’esperienza totalmente materna che, come la gravidanza, sembra di nuovo escluderlo. Come vivere quindi il ruolo di padre?</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Se la mamma allatta al seno, <em>tutela la diade</em>, proteggila dagli attacchi del mondo esterno, supporta e sostieni le sue scelte anche quando questo costa nuova fatica e sofferenza;</li>
<li>Se la mamma non allatta al seno, tutela comunque il loro rapporto esclusivo e favoriscilo, ma ogni tanto renditi partecipe, chiedendo di potergli offrire il latte tu stesso;</li>
<li><em>Rendi sano l’attaccamento</em> tra la mamma e il neonato: al rientro dal lavoro offri le tue braccia, crea un contatto pelle a pelle, trova un modo tutto tuo per tranquillizzare un neonato che in braccio alla mamma sembra un demonio; il bambino infatti percepisce la stanchezza materna, e a volte è persino saturo della sua presenza, che sì riconosce come fondamentale per la sua sopravvivenza, ma non come unica;</li>
<li><em>Porta il tuo bimbo in fascia</em>: la fascia infatti ha numerosi benefici per il bambino, tra cui il sentirsi contenuto, e può regalare a voi un momento di bonding, che possa, in piccola parte, farvi recuperare il tempo perduto durante la gravidanza;</li>
<li><em>Ritaglia degli spazi solo vostri</em>: più il bambino crescerà più per lui sarà importante relazionarsi con voi e non solo con la mamma, quindi cantagli la famosa canzone cantata in gravidanza, leggi dei libri (ve ne sono alcuni adatti anche per bambini da 0-3 mesi), uscite a fare delle passeggiate… E perchè no, fagli un bel massaggio! Se non sai come, potresti frequentare un corso di massaggio infantile tenuto dalle Ostetriche della tua zona.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ricorda che non sei un’appendice della mamma e nemmeno il tuo ruolo si riduce a essere il suo aiutante, tu <strong>sei il papà</strong>, e per quanto ti toccherà cambiare qualche pannolino, non è su quello che si baserà la relazione con tuo figlio. E anche se ti sembra che nei primi mesi il tuo contributo, in termini relazionali, sia ridotto, sei la figura primaria che permette al bambino di conoscere il mondo esterno, di emergere dalla simbiosi con la madre, per poter vivere una vita tutta sua.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito, per concludere, citiamo sempre Giuliana Mieli: “<em>Il padre dunque non è importante soltanto per il suo contributo genetico, è essenziale per il suo ruolo nell’emancipazione del bambino dalla dipendenza. [..] </em><em>È il terzo rispetto al due della relazione simbiotica, che il bambino scoprirà e riconoscerà come interlocutore preferenziale per i propri passi di crescita. La sua presenza fisica ed emotiva fornirà al bambino il primo spazio di relazione diverso e alternativo a quello della madre: sarà la prima scoperta di un “altro” cui potersi riferire con fiducia, sarà l’ampliamento di un ambito di certezze entro il quale muoversi.”</em></p>
	</div>
</div>




<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552478376915" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Questo fiume di parole giunge al termine, ma non prima di aver fatto gli auguri a tutti i fantastici papà del mondo, nuovi e già collaudati! Ricordate che l’unica cosa fondamentale per un bambino è il vostro amore, e se avete quello, allora avete tutto! Buona festa del papà!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Mieli, G., (2010). <em>Il bambino non è un elettrodomestico. Gli affetti che contano per curare, crescere, educare.</em> Universale Economica Feltrinelli.</li>
</ul>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/il-ruolo-del-papa-dalla-gravidanza-allesogestazione/">Il Ruolo del Papà: dalla Gravidanza all’Esogestazione</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/il-ruolo-del-papa-dalla-gravidanza-allesogestazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
