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	<title>ecografia | Una Maia per amica</title>
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	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
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		<title>Aborto Spontaneo: Cause, Tipologie, Sintomi e Trattamento</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 14:05:35 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Ben tornati e ben tornate su questi schermi! Oggi, come avrete potuto intuire dal titolo, tratteremo un <strong>argomento</strong> che può risultare <strong>difficile</strong> da affrontare, ma che ha lo scopo di rendervi tutti più consapevoli a suo riguardo: l’<strong>aborto</strong>. Se lo state vivendo o lo avete vissuto, forse questo articolo non servirà a confortarvi nell’animo, ma magari vi può aiutare nell’affrontare questo avvenimento con più coscienza e, speriamo davvero, un pochino di tranquillità in più.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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		<p style="text-align: justify;">Iniziamo subito dicendo che questo fenomeno, per quanto difficile e nella maggior parte dei casi mai apprezzato, avviene circa nel <strong>15-20% delle gravidanze</strong>, per lo più nel <strong>primo trimestre</strong>. Vi sono alcuni <strong>fattori predisponenti</strong>, ovvero fattori che possono o meno favorire l’insorgenza di un aborto ma che non ne sono causa diretta, ed essi sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Età materna &gt; 35 anni</li>
<li>Aver avuto più gravidanze</li>
<li>Concepimento solo dopo 3 mesi dal precedente parto</li>
<li>Alcol e fumo</li>
<li>Esposizione a radiazioni ionizzanti (come raggi X e Gamma)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Invece tra i fattori causali riconosciamo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Anomalie cromosomiche</li>
<li>Difetti genetici</li>
<li>Fattori endocrini: es ovaio policistico, diabete mellito scompensato, deficit del progesterone, disfunzioni tiroidee</li>
<li>Fattori infettivi: es infezioni renali ed epatiche, Toxoplasmosi, Rosolia, Herpes Simplex, Citomegalovirus, HIV etc.</li>
<li>Fattori autoimmuni</li>
<li>Difetti della coagulazione e patologie trombofiliche</li>
<li>Abuso di sostanze stupefacenti, alcol e farmaci</li>
<li>Fattori anatomici: es anomalie uterine, aderenze, miomi etc.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Infine, è bene ricordare che circa il <strong>30-40%</strong> degli aborti avvengono <strong>senza una causa specifica</strong>.</p>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1588081839407 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Tipologie</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081849459" >
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		<p style="text-align: justify;">Per capire ancora meglio la complessità di questo fenomeno bisogna fare altre differenziazioni, che riguardano le modalità con cui esso si manifesta. Sappiamo infatti che <strong>ogni donna</strong> fa esperienza di un aborto <strong>può vivere qualcosa di diverso</strong>, sicuramente sul piano emotivo, ma anche su quello fisico. Vi sono infatti diverse tipologie di aborto:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Minaccia d’aborto</strong>: è una condizione in cui si riscontrano perdite ematiche, difficilmente abbondanti, talvolta associate a contrazioni che tuttavia non comportano nessuna modifica del collo dell’utero o riduzione delle beta HCG, e nonostante le quali all’ecografia è presente il battito cardiaco fetale.</li>
<li><strong>Inevitabile</strong>: è un aborto che presenta abbondanti perdite ematiche, attività contrattile, modificazione del collo dell’utero; inoltre, il quadro sintomatologico continua a peggiorare.</li>
<li><strong>In atto</strong>: è una condizione in cui si ha già un’espulsione parziale o totale della camera ovulare e del sacco gestazionale.</li>
<li><strong>Interno</strong>: in questo caso abbiamo un’assenza del battito cardiaco (o una vera e propria assenza dell’embrione) ma non si è ancora instaurato il meccanismo di espulsione; l’unica sintomatologia possibile è la comparsa di qualche piccola perdita di sangue e la graduale scomparsa dei fenomeni simpatici della gravidanza.</li>
<li><strong>Incompleto</strong>: è ciò che avviene quando il meccanismo abortivo non “ripulisce” del tutto l’utero, motivo per il quale all’ecografia non sarà più individuabile il sacco gestazionale ma si potranno scorgere materiali che ad esempio avrebbero costituito la placenta.</li>
<li><strong>Settico</strong>: è una condizione grave per cui dall’aborto scaturiscono sintomi sistemici (ossia di tutto il corpo) come febbre, brivido, perdite maleodoranti, utero contratto, ipotensione… Questa situazione è rara, accade soprattutto quando un aborto interno non viene diagnosticato e il meccanismo espulsivo fisiologico, che di solito avviene entro due settimane, non si attiva.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le tempistiche, si definisce:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Tardivo</strong>: aborto che avviene dalla 13° settimana gestazionale fino alla 20° settimana gestazionale (conclusa).</li>
<li><strong>Ripetuto</strong>: si definisce tale una condizione in cui la donna/coppia ha già alle spalle due aborti consecutivi.</li>
<li><strong>Ricorrente</strong>: si definisce tale una condizione in cui la donna/coppia ha già alle spalle tre aborti consecutivi.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081882011" >
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		<p style="text-align: justify;">Quali sono quindi i campanelli d’allarme che ci possono portare a pensare ad un aborto?</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente perdite di sangue <strong>abbondanti </strong>e <strong>rosso vivo, </strong>soprattutto se associate a <strong>contrazioni</strong> uterine, che causano <strong>dolore</strong> simil mestruale e sono prolungate.</p>
<p style="text-align: justify;">Fate perciò attenzione alle tipologie di perdite ma soprattutto non fatevi prendere subito dal panico: gocce/poche quantità di sangue, soprattutto se rosa/rosso scuro/marrone possono essere normali, ad esempio in caso di polipi, ectropion sul collo dell’utero, in concomitanza dell’impianto o a causa dell’influenza delle fluttuazioni ormonali sulla mucosa uterina (es donne che hanno perdite di sangue in concomitanza di quelli che sarebbero stati i giorni delle mestruazioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia anche di fronte a perdite rosso vivo, è <strong>bene sempre non trarre conclusioni affrettate</strong> ma recarsi in pronto soccorso, dove valuteranno ascoltandovi, mediante esami del sangue e con una visita accompagnata da un’ecografia, il quadro dei vostri sintomi.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081950658" >
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		<p style="text-align: justify;">Una volta accertata l’effettiva condizione di aborto, le strade che verranno percorse sono diverse, perché abbiamo visto che diverse sono le tipologie d’aborto. Di seguito tratteremo diversi management di aborto entro le 12 settimane gestazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrà dunque procedere con una <strong>conduzione d’attesa</strong> quando la donna/coppia lo consente, non vi sono perdite di sangue abbondanti e segni di infezione. Si attendono quindi <strong>due settimane</strong>, in cui ci si aspetta un’espulsione spontanea del prodotto del concepimento. In questo caso è importantissimo il <em>counselling</em> che viene fatto alla donna, che dovrà esser cosciente dell’insorgenza di perdite simil-mestruali, accompagnate dall’espulsione dell’embrione, e possibile comparsa di dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due modalità di <strong>trattamento “attivo”</strong> sono invece il trattamento <strong>farmacologico</strong> e <strong>chirurgico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo consiste nella somministrazione di un farmaco per via vaginale che ha lo scopo di stimolare la contrattilità uterina e la modificazione della cervice. La donna viene quindi ricoverata in ospedale in regime di Day Hospital e di solito, in assenza di complicanze, in 4-6 ore dalla somministrazione del farmaco (durante le quali potrebbero insorgere perdite di sangue o meno) viene dimessa. È un trattamento poco invasivo, ripetibile al massimo due volte, ma non possibile sempre (es è controindicato in donne anemiche, con alterazioni della coagulazione, patologie epatiche e renali…).</p>
<p style="text-align: justify;">Il trattamento chirurgico prevede un intervento di <strong>isterosuzione</strong>, ovvero l’aspirazione del prodotto del concepimento e degli annessi con apposita cannula introdotta nell’utero, che nel 50% dei casi, soprattutto se non eseguita in epoche precoci, è seguita dalla revisione della cavità uterina per controllare che sia stato tutto rimosso. È un intervento efficace nel 99% dei casi, adatto soprattutto se la donna si trova in condizioni critiche (vedi aborto settico), è abbastanza breve (circa 30 minuti, in sedazione profonda) e che permette la dimissione a 6 ore, in assenza di complicanze.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta della tipologia di trattamento spetta al ginecologo, in base all’anamnesi e al quadro sintomatologico della donna, ma sicuramente vede protagonista colei/coloro che vivono questo difficile momento.</p>
	</div>
</div>



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		<p style="text-align: justify;"><em>Le emozioni</em></p>
<p style="text-align: justify;">Come avrete intuito leggendo questo articolo, abbiamo trattato l’aborto in maniera didattica. Non perché le <strong>emozioni e la psiche</strong> non siano importanti, ma anzi proprio perché in caso di aborto giocano un <strong>ruolo centrale</strong> e delicato. Motivo per il quale pensiamo che il benessere emotivo e psicologico meritino un articolo a sé stante, ricordando sempre che anche l’aborto è un’esperienza emotivamente personale. Quello che però la nostra esperienza ci ha insegnato è che, indipendentemente da quanto la gravidanza fosse desiderata o indesiderata, l’aborto rimane un momento difficile per ogni donna/coppia e troppo spesso viene vissuto in piena solitudine. Noi con questo articolo vi abbiamo voluto dare qualche informazione pratica, ma sicuramente ci rendiamo disponibili su tutti i nostri canali per colmare anche solo un pochino la solitudine e le difficoltà che questo momento porta con sé, senza giudizio alcuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A braccia aperte, Maia</em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/aborto-spontaneo-cause-tipologie-sintomi-e-trattamento/">Aborto Spontaneo: Cause, Tipologie, Sintomi e Trattamento</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Prevenzione: Il Tumore della Mammella</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 10:55:21 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Per quelli di voi che “frequentano” i nostri social, sanno quanto sia importante la prevenzione del tumore della mammella: se ve lo siete persi e siete curiosi, andate sul <a href="https://www.instagram.com/unamaiaperamica/?hl=it">nostro profilo</a> e troverete ciò che cercate nelle storie in evidenza! La settimana scorsa, infatti, abbiamo visto che cos’è l’autopalpazione del seno, come si esegue e con quali finalità. Oggi invece vorremmo entrare più nel dettaglio riguardo ai controlli necessari per una salute della mammella consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma partiamo dal principio…</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1563270105716" >
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		<p style="text-align: justify;">Il tumore della mammella (carcinoma mammario) è la <em>formazione di tessuto neoplastico</em>, ovvero costituito da cellule che crescono in modo incontrollato e anomalo, <em>all’interno della ghiandola mammaria</em>. In base a dove è confinato il tumore, avremo differenti stadi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Stadio 1</strong>: confinato nel tessuto adiposo della mammella;</li>
<li><strong>Stadio 2</strong>: diffuso nelle immediate vicinanze;</li>
<li><strong>Stadio 3</strong>: esteso ai tessuti sottostanti (della parete toracica);</li>
<li><strong>Stadio 4</strong>: diffuso in altre parti del corpo (metastatico).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, vi sono diversi tipi di carcinoma della mammella, in base alle caratteristiche delle cellule che lo compongono e in base alla loro velocità di crescita.</p>
	</div>
</div>



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<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1563271375587" >
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Ci Sono dei Fattori di Rischio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I fattori di rischio individuati sono diversi, alcuni modificabili (come l’obesità, una dieta ipercalorica, una scarsa attività fisica, il consumo eccessivo di alcol e il fumo), altri non modificabili (età tra i 40-65 anni, la familiarità e la predisposizione genetica) e altri ancora legati a fattori riproduttivi (menarca precoce, nulliparità, età al primo parto &gt; 30 anni, menopausa tardiva &gt; 54 anni, contraccettivi ormonali – anche in menopausa –).</p>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1563270208386 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Prevenzione Primaria: Stili di Vita ed Esami</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1563270218352" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Per prima cosa dobbiamo intervenire su tutti quei fattori di rischio <em>modificabili</em>, attraverso una <strong>dieta</strong> varia ed equilibrata, un’<strong>attività fisica</strong> regolare (bastano anche i famosi 30 minuti di camminata al giorno) e l’astinenza da <strong>fumo</strong> e <strong>alcol</strong> consumato in grandi quantità. Inoltre, vi sono alcuni fattori protettivi come il numero di figli e l’età in cui si rimane gravide (prima avviene, più è basso il rischio), a causa dei livelli inferiori di estrogeni che quindi stimolano meno la ghiandola mammaria, e l’allattamento, che consente alla cellula mammaria di maturare e completare il suo sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli esami da effettuare, è auspicabile iniziare a <strong>partire dai 20 anni con l’autopalpazione mensile</strong>, da integrare con una <strong>visita annuale</strong> del seno da un ginecologo competente o da un senologo. L’ecografia invece viene effettuata solo per approfondire sintomatologie riferite dalla paziente, esami senologici positivi, familiarità o predisposizione genetica. Nelle donne più giovani (dai 20 ai 40 anni) infatti si predilige l’ecografia perché il tessuto ghiandolare è più denso e i risultati sono migliori rispetto alla mammografia; mentre dai <strong>40 ai 50 anni l’ecografia va associata a mammografia</strong>.</p>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1563270250939 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Prevenzione Secondaria: i Test di Screening</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1563270266103" >
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		<p style="text-align: justify;">Attualmente in Italia, le donne di età compresa fra i <strong>50 a i 69 anni</strong>, vengono invitate <strong>ogni 2 anni</strong> a sottoporsi ad un esame gratuito chiamato <strong>mammografia</strong>, per ridurre del 35% il proprio rischio di morire per il cancro alla mammella. La fascia d’età è stata scelta in quanto vi si concentra la maggior parte dei tumori al seno. La mammografia è un esame radiografico che consente di visualizzare precocemente la presenza di noduli, non ancora palpabili, che <em>possono</em> essere dovuti alla presenza di tumore. Viene eseguito in due proiezioni, dall’alto e lateralmente, che vengono poi sottoposte ad una doppia lettura, ovvero vengono valutate separatamente da due radiologi. I radiologi che operano nel programma di screening devono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Essere dedicati all’attività senologica per almeno il 50% della loro attività;</li>
<li>Leggere almeno 5000 esami di screening ogni anno;</li>
<li>Partecipare all’approfondimento delle lesioni identificate mediante screening e alla discussione dei casi clinici nelle periodiche riunioni multidisciplinari;</li>
<li>Partecipare alla revisione periodica della propria performance (tasso diagnostico, tasso di richiami, revisione cancri di intervallo).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Capite bene che la formazione, la competenza e l’esperienza nel settore fanno la differenza!</p>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1563270311403 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Gravidanza e Allattamento</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1563358277195" >
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		<p style="text-align: justify;">Abbiamo visto che la <strong>gravidanza e l’allattamento sono due fattori protettivi</strong> contro il tumore alla mammella e che quindi il rischio di insorgenza del tumore è minore, ma rimane comunque molto importante non trascurare il seno, prendendo anche in considerazione le modifiche che esso subisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la gravidanza il seno si “prepara” ad allattare: gli estrogeni stimolano la crescita del sistema dei dotti galattofori, il progesterone aumenta le dimensioni degli alveoli e dei lobi e la prolattina favorisce l’aumento di volume della mammella. Anche i vasi sanguigni sottocutanei diventano visibili e aumenta la pigmentazione e la grandezza dell’areola e del capezzolo. Questo significa che durante l’autopalpazione già in gravidanza potremo sentire un tessuto nodulare ancor più rappresentato: risulta perciò <strong>fondamentale conoscere a fondo il proprio seno</strong>, attraverso un’autopalpazione corretta a partire dai 20 anni, per comprendere le fisiologiche differenze. Per di più, la tensione mammaria caratteristica del primo trimestre e degli ultimi mesi di gravidanza potrebbero rendere l’esame poco piacevole: in questo caso meglio prediligere l’esecuzione dell’esame durante il secondo trimestre (nulla vieta comunque di effettuarlo mensilmente).</p>
<p style="text-align: justify;">Durante i primi mesi di allattamento invece i dotti galattofori sono pieni di latte e vi potrebbero essere linfonodi ingrossati a causa dell’aumentato ritorno linfatico, il che rende difficile una corretta percezione con l’autopalpazione. Ma con il passare dei mesi il seno impara a calibrare la produzione di latte e a diventare via via più morbido e palpabile, soprattutto dopo l’introduzione dopo il 6° mese dell’alimentazione complementare.</p>
<p style="text-align: justify;">In presenza di <strong>sospetto diagnostico</strong> o in caso di allattamento prolungato è sempre possibile effettuare una <strong>visita senologica e un’ecografia</strong>, valutata da personale esperto (sia in radiografie che in allattamento); infatti il latte presente nei dotti appare di color bianco opaco e denso, confondibile con un nodulo. Ma questa difficoltà di lettura dell’esame non ci deve scoraggiare dall’esecuzione dello stesso in caso di necessità, perché come esame in quanto tale è <strong>sicuro in allattamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Maia spera di essere stata esaustiva e di aver soddisfatto ogni vostra curiosità in merito, e come sempre rimane disponibile per qualsiasi domanda!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.airc.it/cancro/affronta-la-malattia/guida-agli-esami/ecografia-mammaria">AIRC, Ecografia Mammaria</a></li>
<li><a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-del-seno">AIRC, Tumore al Seno</a></li>
<li><a href="https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/glossario-delle-malattie/tumore-al-seno">Fondazione Umberto Veronesi, Tumore al Seno</a></li>
</ul>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/prevenzione-il-tumore-della-mammella/">Prevenzione: Il Tumore della Mammella</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Curve di Crescita Fetali: Curiosità e Linee Guida</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/curve-di-crescita-fetali-curiosita-e-linee-guida/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 10:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_6737b7e4b91d1"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
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		<p style="text-align: justify;">Ciao a tutti!</p>
<p style="text-align: justify;">Anche oggi Maia vuole raccontarvi qualcosa di più su quelle maledette curve di crescita che tanto fanno dannare neo e futuri genitori una volta usciti dalla struttura in cui sono seguiti. Cosa saranno mai queste curve? Perché non rientro nella perfetta media? Se vi siete persi l’articolo in cui vi abbiamo spiegato cosa sono le curve di crescita potete trovarlo <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/curve-di-crescita-come-interpretarle-e-non-odiarle/">a questo link</a>!</p>
<p style="text-align: justify;">In quello stesso articolo vi abbiamo parlato delle <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/curve-di-crescita-come-interpretarle-e-non-odiarle/">curve di crescita neonatali</a>, quindi dei vostri bimbi già fuori dalla pancia, mentre in questo articolo, come vi avevamo promesso, vi spiegheremo qualcosa di più sulle curve di crescita in gravidanza. Continuate a leggere!</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1562273102383" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Così come dopo la nascita, anche prima di venire al mondo è importante monitorare la crescita del feto: grazie ad anni di studi è stato possibile redigere diverse linee guida per definire tabelle e curve di normalità nei limiti delle quali la crescita di un feto può essere considerata fisiologica. Questo permetterà ai professionisti di programmare la miglior assistenza disponibile in gravidanza e al parto: infatti, non solo a voi genitori interesserà tanto sapere il peso del vostro bimbo appena nato!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come si definisce un neonato in base al suo peso? (Società Italiana di Neonatologia)</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Appropriate for Gestational Age (AGA): tra il 10° e il 90° percentile;</li>
<li>Small for Gestational Age (SGA): &lt;10° percentile;</li>
<li>Large for Gestational Age (LGA): &gt;90°percentile.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1562273178090 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Curve e Indici di Crescita Fetali </h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1562273188742" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Nel 2017 sono state pubblicate delle curve di crescita fetale su richiesta dell’OMS per ridurre la mortalità e la morbilità perinatale (prima e alla nascita), attraverso una diagnosi precoce data da una corretta interpretazione delle misure fetali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove curve di crescita emergono da uno studio multinazionale (Argentina, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, India, Norvegia e Thailandia) con una popolazione di 1387 donne in gravidanza, per poter rappresentare popolazioni multiple e più inclusive.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati antropometrici di queste curve, diverse per sesso e rilevabili mediante un’ecografia accurata, sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>circonferenza addominale</strong>;</li>
<li><strong>circonferenza cranica</strong>;</li>
<li><strong>lunghezza del femore</strong> e dell’<strong>omero</strong>;</li>
<li><strong>rapporto femore-diametro biparietale</strong>;</li>
<li><strong>rapporto femore-circonferenza cranica</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per rilevare la crescita di un feto non è però necessario effettuare ecografie mensili, poiché dalla 24esima settimana di gravidanza ad ogni visita prenatale viene rilavata la distanza sinfisi pubica-fondo uterino che, riportata su apposite curve (curva basata sui dati di Cardiff, International Symphysis-Fundal Height Standards di Oxford…), è un buon indicatore della crescita fetale, come sempre considerata in un complesso di dati clinici come i dati ecografici, la palpazione manuale del feto, l’anamnesi materna ecc&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, le linee guida RCOG riguardo la diagnosi e il management dei bimbi piccoli per epoca gestazionale (SGA) evidenziano la necessità di <strong>personalizzare le curve di crescita</strong> (sia della linea sinfisi-fondo che dei dati ecografici) con l’altezza, il peso, l’etnia e la parità (n° di parti) materne per identificare con più efficacia i feti SGA. Perché per quanto le nuove curve dell’OMS siano inclusive, come diceva la nostra docente di medicina perinatale all’università, da un fantino e una ginnasta cinese (piccoli per costituzione) non potrà mai nascere un bambino che si posiziona al 90° percentile, e se ciò accade è necessario indagare eventuali squilibri e patologie materne (es: diabete gestazionale). <strong>Percentili customizzati </strong>(personalizzati) <strong>ci permettono quindi di comprendere se la crescita fetale è alterata da fattori patologici o risulta diversa per fattori costituzionali dei genitori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualsiasi curva di riferimento si tenga in considerazione vale però sempre lo stesso principio delle curve post-natali: la <em>crescita di un bambino è normale se si mantiene nel tempo l’andamento della sua personalissima e individuale curva</em>!</p>
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		<p style="text-align: justify;">Maia ha voluto spiegarvi con pochi semplici concetti in cosa consiste la sorveglianza della crescita fetale: se voleste qualche approfondimento o avete qualche domanda non esitate a contattarci tramite l’apposito form o a lasciare un commento qui sotto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.1002220">&#8211; Kiserud, T., Piaggio, G. et al. (2017). The World Health Organization Fetal Growth Charts: A Multinational Longitudinal Study of Ultrasound Biometric Measurements and Estimated Fetal Weight. PLOS Medicine 14(3): e1002284.</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.rcog.org.uk/globalassets/documents/guidelines/gtg_31.pdf">&#8211; Royal College of Obstetricians and Gynaecologists</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/93">&#8211; Saperidoc</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://intergrowth21.tghn.org/symphysis-fundal-height/#sfh1">&#8211; The Global Health Network</a></p>
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