<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>dolore | Una Maia per amica</title>
	<atom:link href="https://unamaiaperamica.it/tag/dolore/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://unamaiaperamica.it</link>
	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Apr 2020 14:12:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.2</generator>

<image>
	<url>https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2018/11/cropped-UMPA_marchio-32x32.png</url>
	<title>dolore | Una Maia per amica</title>
	<link>https://unamaiaperamica.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Aborto Spontaneo: Cause, Tipologie, Sintomi e Trattamento</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/aborto-spontaneo-cause-tipologie-sintomi-e-trattamento/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/aborto-spontaneo-cause-tipologie-sintomi-e-trattamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 14:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[aborto interno]]></category>
		<category><![CDATA[aborto tardivo]]></category>
		<category><![CDATA[conduzione d’attesa]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[ecografia]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[minaccia d’aborto]]></category>
		<category><![CDATA[misoprostolo]]></category>
		<category><![CDATA[perdita]]></category>
		<category><![CDATA[perdite ematiche]]></category>
		<category><![CDATA[pluriabortività]]></category>
		<category><![CDATA[primo trimestre]]></category>
		<category><![CDATA[raschiamento]]></category>
		<category><![CDATA[rcu]]></category>
		<category><![CDATA[revisione]]></category>
		<category><![CDATA[spontaneo]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento farmacologico]]></category>
		<category><![CDATA[utero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=7321</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f296473186"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row top-level"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081732208" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Ben tornati e ben tornate su questi schermi! Oggi, come avrete potuto intuire dal titolo, tratteremo un <strong>argomento</strong> che può risultare <strong>difficile</strong> da affrontare, ma che ha lo scopo di rendervi tutti più consapevoli a suo riguardo: l’<strong>aborto</strong>. Se lo state vivendo o lo avete vissuto, forse questo articolo non servirà a confortarvi nell’animo, ma magari vi può aiutare nell’affrontare questo avvenimento con più coscienza e, speriamo davvero, un pochino di tranquillità in più.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img fetchpriority="high" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1630" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-emozioni_unamaiaperamica.jpg" alt="" srcset="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-emozioni_unamaiaperamica.jpg 1630w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-emozioni_unamaiaperamica-300x199.jpg 300w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-emozioni_unamaiaperamica-1024x678.jpg 1024w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-emozioni_unamaiaperamica-768x509.jpg 768w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-emozioni_unamaiaperamica-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1630px) 100vw, 1630px" />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1588081739305 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Cause</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Iniziamo subito dicendo che questo fenomeno, per quanto difficile e nella maggior parte dei casi mai apprezzato, avviene circa nel <strong>15-20% delle gravidanze</strong>, per lo più nel <strong>primo trimestre</strong>. Vi sono alcuni <strong>fattori predisponenti</strong>, ovvero fattori che possono o meno favorire l’insorgenza di un aborto ma che non ne sono causa diretta, ed essi sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Età materna &gt; 35 anni</li>
<li>Aver avuto più gravidanze</li>
<li>Concepimento solo dopo 3 mesi dal precedente parto</li>
<li>Alcol e fumo</li>
<li>Esposizione a radiazioni ionizzanti (come raggi X e Gamma)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Invece tra i fattori causali riconosciamo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Anomalie cromosomiche</li>
<li>Difetti genetici</li>
<li>Fattori endocrini: es ovaio policistico, diabete mellito scompensato, deficit del progesterone, disfunzioni tiroidee</li>
<li>Fattori infettivi: es infezioni renali ed epatiche, Toxoplasmosi, Rosolia, Herpes Simplex, Citomegalovirus, HIV etc.</li>
<li>Fattori autoimmuni</li>
<li>Difetti della coagulazione e patologie trombofiliche</li>
<li>Abuso di sostanze stupefacenti, alcol e farmaci</li>
<li>Fattori anatomici: es anomalie uterine, aderenze, miomi etc.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Infine, è bene ricordare che circa il <strong>30-40%</strong> degli aborti avvengono <strong>senza una causa specifica</strong>.</p>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1588081839407 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Tipologie</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081849459" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Per capire ancora meglio la complessità di questo fenomeno bisogna fare altre differenziazioni, che riguardano le modalità con cui esso si manifesta. Sappiamo infatti che <strong>ogni donna</strong> fa esperienza di un aborto <strong>può vivere qualcosa di diverso</strong>, sicuramente sul piano emotivo, ma anche su quello fisico. Vi sono infatti diverse tipologie di aborto:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Minaccia d’aborto</strong>: è una condizione in cui si riscontrano perdite ematiche, difficilmente abbondanti, talvolta associate a contrazioni che tuttavia non comportano nessuna modifica del collo dell’utero o riduzione delle beta HCG, e nonostante le quali all’ecografia è presente il battito cardiaco fetale.</li>
<li><strong>Inevitabile</strong>: è un aborto che presenta abbondanti perdite ematiche, attività contrattile, modificazione del collo dell’utero; inoltre, il quadro sintomatologico continua a peggiorare.</li>
<li><strong>In atto</strong>: è una condizione in cui si ha già un’espulsione parziale o totale della camera ovulare e del sacco gestazionale.</li>
<li><strong>Interno</strong>: in questo caso abbiamo un’assenza del battito cardiaco (o una vera e propria assenza dell’embrione) ma non si è ancora instaurato il meccanismo di espulsione; l’unica sintomatologia possibile è la comparsa di qualche piccola perdita di sangue e la graduale scomparsa dei fenomeni simpatici della gravidanza.</li>
<li><strong>Incompleto</strong>: è ciò che avviene quando il meccanismo abortivo non “ripulisce” del tutto l’utero, motivo per il quale all’ecografia non sarà più individuabile il sacco gestazionale ma si potranno scorgere materiali che ad esempio avrebbero costituito la placenta.</li>
<li><strong>Settico</strong>: è una condizione grave per cui dall’aborto scaturiscono sintomi sistemici (ossia di tutto il corpo) come febbre, brivido, perdite maleodoranti, utero contratto, ipotensione… Questa situazione è rara, accade soprattutto quando un aborto interno non viene diagnosticato e il meccanismo espulsivo fisiologico, che di solito avviene entro due settimane, non si attiva.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le tempistiche, si definisce:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Tardivo</strong>: aborto che avviene dalla 13° settimana gestazionale fino alla 20° settimana gestazionale (conclusa).</li>
<li><strong>Ripetuto</strong>: si definisce tale una condizione in cui la donna/coppia ha già alle spalle due aborti consecutivi.</li>
<li><strong>Ricorrente</strong>: si definisce tale una condizione in cui la donna/coppia ha già alle spalle tre aborti consecutivi.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-dolore_unamaiaperamica.jpg" alt="" srcset="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-dolore_unamaiaperamica.jpg 1620w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-dolore_unamaiaperamica-300x200.jpg 300w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-dolore_unamaiaperamica-1024x683.jpg 1024w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-dolore_unamaiaperamica-768x512.jpg 768w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-dolore_unamaiaperamica-1536x1024.jpg 1536w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-dolore_unamaiaperamica-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px" />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1588081873881 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Campanelli d'Allarme: Segni e Sintomi</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081882011" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Quali sono quindi i campanelli d’allarme che ci possono portare a pensare ad un aborto?</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente perdite di sangue <strong>abbondanti </strong>e <strong>rosso vivo, </strong>soprattutto se associate a <strong>contrazioni</strong> uterine, che causano <strong>dolore</strong> simil mestruale e sono prolungate.</p>
<p style="text-align: justify;">Fate perciò attenzione alle tipologie di perdite ma soprattutto non fatevi prendere subito dal panico: gocce/poche quantità di sangue, soprattutto se rosa/rosso scuro/marrone possono essere normali, ad esempio in caso di polipi, ectropion sul collo dell’utero, in concomitanza dell’impianto o a causa dell’influenza delle fluttuazioni ormonali sulla mucosa uterina (es donne che hanno perdite di sangue in concomitanza di quelli che sarebbero stati i giorni delle mestruazioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia anche di fronte a perdite rosso vivo, è <strong>bene sempre non trarre conclusioni affrettate</strong> ma recarsi in pronto soccorso, dove valuteranno ascoltandovi, mediante esami del sangue e con una visita accompagnata da un’ecografia, il quadro dei vostri sintomi.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-spontaneo_unamaiaperamica.jpg" alt="" srcset="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-spontaneo_unamaiaperamica.jpg 1620w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-spontaneo_unamaiaperamica-300x200.jpg 300w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-spontaneo_unamaiaperamica-1024x683.jpg 1024w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-spontaneo_unamaiaperamica-768x512.jpg 768w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-spontaneo_unamaiaperamica-1536x1024.jpg 1536w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/aborto-spontaneo_unamaiaperamica-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px" />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1588081935535 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Trattamento</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081950658" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Una volta accertata l’effettiva condizione di aborto, le strade che verranno percorse sono diverse, perché abbiamo visto che diverse sono le tipologie d’aborto. Di seguito tratteremo diversi management di aborto entro le 12 settimane gestazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrà dunque procedere con una <strong>conduzione d’attesa</strong> quando la donna/coppia lo consente, non vi sono perdite di sangue abbondanti e segni di infezione. Si attendono quindi <strong>due settimane</strong>, in cui ci si aspetta un’espulsione spontanea del prodotto del concepimento. In questo caso è importantissimo il <em>counselling</em> che viene fatto alla donna, che dovrà esser cosciente dell’insorgenza di perdite simil-mestruali, accompagnate dall’espulsione dell’embrione, e possibile comparsa di dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due modalità di <strong>trattamento “attivo”</strong> sono invece il trattamento <strong>farmacologico</strong> e <strong>chirurgico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo consiste nella somministrazione di un farmaco per via vaginale che ha lo scopo di stimolare la contrattilità uterina e la modificazione della cervice. La donna viene quindi ricoverata in ospedale in regime di Day Hospital e di solito, in assenza di complicanze, in 4-6 ore dalla somministrazione del farmaco (durante le quali potrebbero insorgere perdite di sangue o meno) viene dimessa. È un trattamento poco invasivo, ripetibile al massimo due volte, ma non possibile sempre (es è controindicato in donne anemiche, con alterazioni della coagulazione, patologie epatiche e renali…).</p>
<p style="text-align: justify;">Il trattamento chirurgico prevede un intervento di <strong>isterosuzione</strong>, ovvero l’aspirazione del prodotto del concepimento e degli annessi con apposita cannula introdotta nell’utero, che nel 50% dei casi, soprattutto se non eseguita in epoche precoci, è seguita dalla revisione della cavità uterina per controllare che sia stato tutto rimosso. È un intervento efficace nel 99% dei casi, adatto soprattutto se la donna si trova in condizioni critiche (vedi aborto settico), è abbastanza breve (circa 30 minuti, in sedazione profonda) e che permette la dimissione a 6 ore, in assenza di complicanze.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta della tipologia di trattamento spetta al ginecologo, in base all’anamnesi e al quadro sintomatologico della donna, ma sicuramente vede protagonista colei/coloro che vivono questo difficile momento.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap center" data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1619" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/supporto-coppia_unamaiaperamica.jpg" alt="" srcset="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/supporto-coppia_unamaiaperamica.jpg 1619w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/supporto-coppia_unamaiaperamica-300x200.jpg 300w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/supporto-coppia_unamaiaperamica-1024x683.jpg 1024w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/supporto-coppia_unamaiaperamica-768x512.jpg 768w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/supporto-coppia_unamaiaperamica-1536x1025.jpg 1536w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/04/supporto-coppia_unamaiaperamica-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 1619px) 100vw, 1619px" />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1588081991947" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;"><em>Le emozioni</em></p>
<p style="text-align: justify;">Come avrete intuito leggendo questo articolo, abbiamo trattato l’aborto in maniera didattica. Non perché le <strong>emozioni e la psiche</strong> non siano importanti, ma anzi proprio perché in caso di aborto giocano un <strong>ruolo centrale</strong> e delicato. Motivo per il quale pensiamo che il benessere emotivo e psicologico meritino un articolo a sé stante, ricordando sempre che anche l’aborto è un’esperienza emotivamente personale. Quello che però la nostra esperienza ci ha insegnato è che, indipendentemente da quanto la gravidanza fosse desiderata o indesiderata, l’aborto rimane un momento difficile per ogni donna/coppia e troppo spesso viene vissuto in piena solitudine. Noi con questo articolo vi abbiamo voluto dare qualche informazione pratica, ma sicuramente ci rendiamo disponibili su tutti i nostri canali per colmare anche solo un pochino la solitudine e le difficoltà che questo momento porta con sé, senza giudizio alcuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A braccia aperte, Maia</em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/aborto-spontaneo-cause-tipologie-sintomi-e-trattamento/">Aborto Spontaneo: Cause, Tipologie, Sintomi e Trattamento</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/aborto-spontaneo-cause-tipologie-sintomi-e-trattamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CUT IT OFF: Stop alla Mutilazione Genitale Femminile</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/cut-it-off-stop-alla-mutilazione-genitale-femminile/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/cut-it-off-stop-alla-mutilazione-genitale-femminile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 19:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[bambine]]></category>
		<category><![CDATA[cicatrice]]></category>
		<category><![CDATA[clitoride]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[forza]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni]]></category>
		<category><![CDATA[infibulazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mutilazione]]></category>
		<category><![CDATA[mutilazione genitale femminile]]></category>
		<category><![CDATA[oms]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vulva]]></category>
		<category><![CDATA[who]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=7219</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f296475888"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1580912198202" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">In occasione della <strong>Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili</strong>, abbiamo deciso di scrivere un articolo per informarvi e sensibilizzarvi al tema. Molto spesso ciò che è lontano dagli occhi e dal cuore diventa impossibile da credere, ma vi garantiamo che <strong>nel 2020</strong> si tratta purtroppo di una <strong>pratica adottata ancora in molti paesi</strong> &#8211; dove è vista come una tradizione e non come una violazione dei diritti umani. Per noi professionisti sanitari inoltre, è un fenomeno importante da conoscere dato il numero sempre più alto di donne, provenienti da tali paesi, che accedono alle nostre cure.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1442" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/defloration-opera-fmg_unamaiaperamica.jpg" alt="" srcset="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/defloration-opera-fmg_unamaiaperamica.jpg 1442w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/defloration-opera-fmg_unamaiaperamica-300x225.jpg 300w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/defloration-opera-fmg_unamaiaperamica-1024x767.jpg 1024w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/defloration-opera-fmg_unamaiaperamica-768x575.jpg 768w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/defloration-opera-fmg_unamaiaperamica-1536x1150.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1442px) 100vw, 1442px" />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1580912209445 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Di Cosa si Tratta?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1580913060522" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Ma che cosa si intende con mutilazione genitale femminile? Con tale termine si fa riferimento a <strong>tutte le procedure che implicano una parziale o totale rimozione dei genitali femminili esterni o altro danno agli organi genitali per ragioni non mediche</strong>. La severità del danno e, di conseguenza, le implicazioni sulla salute della donna dipendono dalla tipologia di mutilazione e dalla quantità di tessuto tagliato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco le 4 tipologie principali (abbiamo escluso le sotto-categorie per rendere meno didattica la lettura):</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Tipo I: </strong>Parziale o totale rimozione del glande della clitoride e/o del prepuzio (e se non sapete di cosa stiamo parlando, vi invito a leggere “<a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/come-e-fatto-la-vulva/">Come è fatto: la vulva</a>”);</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Tipo II: </strong>Parziale o totale rimozione del glande della clitoride e delle piccole labbra, comprendendo o meno anche la rimozione delle grandi labbra;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Tipo III: </strong>Questa tipologia è conosciuta ai più con il nome di infibulazione. Prevede il restringimento dell’introito vaginale, ottenuto tagliando e riposizionando le piccole e/o grandi labbra, con o senza la rimozione della clitoride. Molto spesso i lembi cutanei delle piccole labbra sono strettamente cuciti insieme;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Tipo IV: </strong>Quest’ultima tipologia include tutte le pratiche difficili da categorizzare ma che hanno come comuni denominatori il fatto di essere dannose per i genitali e non avere alcuno scopo terapeutico.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap center" data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1617" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/Infibulation-opera-credit_unamaiaperamic.jpg" alt="" srcset="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/Infibulation-opera-credit_unamaiaperamic.jpg 1617w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/Infibulation-opera-credit_unamaiaperamic-300x200.jpg 300w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/Infibulation-opera-credit_unamaiaperamic-1024x684.jpg 1024w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/Infibulation-opera-credit_unamaiaperamic-768x513.jpg 768w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/Infibulation-opera-credit_unamaiaperamic-1536x1026.jpg 1536w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/Infibulation-opera-credit_unamaiaperamic-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 1617px) 100vw, 1617px" />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1580915419727 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Rischi</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1580913094431" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Come potete leggere dal titoletto, <strong>qualsiasi delle suddette tipologie, prevede solo rischi e nessun beneficio. </strong>I rischi possono avere conseguenze <strong>a breve ma anche a lungo termine</strong> su tutti gli aspetti della salute della donna: salute fisica, mentale e anche sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A breve termine</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i rischi a breve termine credo sia facile e immediato includere il <strong>dolore</strong>, causato sia dalla recisione delle terminazioni nervose che dalla lesione di una parte del corpo femminile così intima. Molto spesso questi “interventi” vengono eseguiti in <strong>assenza</strong> totale di <strong>norme</strong> <strong>igieniche</strong> e di <strong>sicurezza</strong> e ciò può portare ad importanti <strong>emorragie</strong>, <strong>infezioni</strong>, <strong>shock</strong> e persino <strong>morte</strong>. Le infezioni sono causate soprattutto dall’utilizzo di strumenti “della tradizione” e, per questo motivo, mai sterilizzati e riutilizzati per più bambine/donne, favorendo quindi anche la trasmissione di malattie come l’AIDS. Inoltre, le <strong>ferite sono spesso mal chiuse</strong> e ciò porta ad un processo riparativo alterato che può causare nuovamente dolore, infezioni, anomalie nel tessuto cicatriziale ma anche semplicemente eccessivo <strong>gonfiore</strong>. Quest’ultimo fattore, insieme al dolore e ad un’anatomia alterata, può causare <strong>problemi nel tratto urinario</strong> fino all’estrema difficoltà nel permettere la fuoriuscita dell’urina. E se fino ad ora ci siamo concentrati sui rischi fisici, è di fondamentale importanza sottolineare il <strong>trauma psicologico</strong> legato all’atto in sé e alle condizioni in cui l’atto avviene: l’uso della forza e l’assenza totale di consenso, il tradimento da parte dei familiari che consentono e/o addirittura organizzano e celebrano la pratica.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap center" data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1440" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/infibulazione-lametta-mutilazione-femminile_unamaiaperamica.jpg" alt="" srcset="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/infibulazione-lametta-mutilazione-femminile_unamaiaperamica.jpg 1440w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/infibulazione-lametta-mutilazione-femminile_unamaiaperamica-300x225.jpg 300w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/infibulazione-lametta-mutilazione-femminile_unamaiaperamica-1024x768.jpg 1024w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/infibulazione-lametta-mutilazione-femminile_unamaiaperamica-768x576.jpg 768w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/infibulazione-lametta-mutilazione-femminile_unamaiaperamica-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1580915520384" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;"><em>Nel lungo termine</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i rischi a lungo termine primeggia ancora il <strong>dolore</strong> fisico, dovuto al danno tissutale, a brutte <strong>cicatrici</strong> e <strong>cheloidi</strong>, a <strong>terminazioni nervose esposte</strong>, e il <strong>dolore emotivo</strong>, che sfocia spesso in disturbi da stress post traumatico, ansia, depressione… Altri rischi sono ovviamente consequenziali a quelli a breve termine: le <strong>infezioni</strong> diventano <strong>croniche</strong> e possono espandersi a tutto l’apparato urogenitale, causando quindi dolore alla minzione, dolore pelvico cronico, ulcere ed ascessi, pielonefriti, insufficienza renale fino a sepsi e morte. <strong>L’ostruzione dell’introito vaginale</strong> e <strong>l’alterazione dell’imene</strong> causano poi <strong>problematiche</strong> <strong>mestruali</strong> e <strong>dismenorrea</strong> (dolore) dovuti alla raccolta di sangue mestruale che fatica a fuoriuscire, soprattutto nelle donne che hanno subito infibulazione. Le mutilazioni causano anche <strong>danni alla salute sessuale</strong>, impedendo non solo il raggiungimento del piacere (anorgasmia) ma, a causa del danno e dall’alterazione dell’anatomia, generando vero e proprio dolore, difficoltà alla penetrazione, assenza di desiderio sessuale e lubrificazione, aumentata possibilità di contrarre malattie a trasmissione sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo ha <strong>conseguenze</strong> anche sul <strong>piano ostetrico-neonatale</strong>: le donne che subiscono una mutilazione sono più a rischio di travagli prolungati, taglio cesareo, necessità di episiotomia e/o lacerazioni severe, parti operativi, emorragia del post parto; i loro bambini invece, a causa delle precarie condizioni di salute durante tutta la vita materna, rischiano morte in utero o al parto e/o necessità di rianimazione e cure intensive (che spesso non possono essere garantite).</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap center" data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1384" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/mappa-unicef-prevalenza-mgf_unamaiaperamica.jpg" alt="" srcset="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/mappa-unicef-prevalenza-mgf_unamaiaperamica.jpg 1384w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/mappa-unicef-prevalenza-mgf_unamaiaperamica-300x234.jpg 300w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/mappa-unicef-prevalenza-mgf_unamaiaperamica-1024x799.jpg 1024w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/mappa-unicef-prevalenza-mgf_unamaiaperamica-768x599.jpg 768w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/mappa-unicef-prevalenza-mgf_unamaiaperamica-1536x1199.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1384px) 100vw, 1384px" />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1580913129022 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Dimensione del Problema</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1580913137020" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Ora che abbiamo analizzato il fenomeno, cerchiamo di capire nel concreto quante donne soffrono di questa violazione dei diritti umani e in quali parti del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le bambine, <strong>ragazze e donne che hanno subito una tale violenza</strong> si aggirano tra i <strong>100-140 milioni</strong>. <strong>L’Africa</strong> purtroppo rimane il continente di <strong>maggior diffusione</strong> delle mutilazioni genitali femminili: in alcuni stati come Eritrea, Somalia, Gibuti, ma anche Egitto e Guinea il fenomeno tocca circa il 90% della popolazione femminile; in altri paesi come Zambia, Ugana, Ghanda le mutilazioni riguardano una minoranza. Non vi sono indagini statistiche attendibili, ma si pensa che anche in altri stati come India, Indonesia, Iraq, Malesia, Emirati Arabi Uniti, Israele, Colombia, Perù etc, alcuni gruppi etnici minoritari effettuino ancora questa pratica. Infine, dati i flussi migratori, alcuni casi sono stati segnalati anche in paesi occidentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le mutilazioni vengono praticate principalmente su <strong>bambine dai 4 ei 14 anni </strong>di età, ma in alcuni paesi non sono escluse bambine con meno di un anno di vita o donne adulte. Nota è la pratica della <em>reinfibulazione</em>, ovvero la richiusura dell’introito vaginale e/o il ripetersi della mutilazione; da non confondersi con la <em>deinfibulazione</em> ovvero l’apertura della cicatrice per permettere i rapporti sessuali finalizzati al concepimento e il parto.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap center" data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1440" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/deflowered-rose-white_unamaiaperamica.jpg" alt="" srcset="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/deflowered-rose-white_unamaiaperamica.jpg 1440w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/deflowered-rose-white_unamaiaperamica-300x225.jpg 300w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/deflowered-rose-white_unamaiaperamica-1024x768.jpg 1024w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/deflowered-rose-white_unamaiaperamica-768x576.jpg 768w, https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2020/02/deflowered-rose-white_unamaiaperamica-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1580913155282 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Perchè?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1580915103807" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Concludiamo questo lungo e intenso articolo (ma l’argomento si merita tale trattamento) con le motivazioni che spingono un popolo a effettuare una brutale pratica:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>intenzione di manipolare a violare la sessualità femminile</li>
<li>creare un rito di iniziazione e di integrazione sociale</li>
<li>alcune culture reputano i genitali femminili osceni motivo per il quale vanno recisi e nascosti</li>
<li>altre pensano erroneamente che una mutilazione favorisca la fertilità della donna</li>
<li>altre credono che i testi sacri prevedano questa pratica</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">È ovvio, ma ci teniamo comunque a sottolinearlo, che <strong>non supportiamo in alcun modo le suddette motivazioni e ci mostriamo totalmente a sfavore delle mutilazioni genitali femminili, condannandole come una pratica atroce che viola i diritti più fondamentali e sacri di una donna</strong>. E speriamo che dopo aver letto questo articolo, il sentimento sia condiviso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><a href="https://www.unicef.it/doc/371/mutilazioni-genitali-femminili.htm">Unicef, Mutilazioni Genitali Femminili</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="http://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&amp;id=4499&amp;area=Salute%20donna&amp;menu=societa">Ministero della Salute</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="https://www.unicef.it/doc/375/mutilazioni-genitali-femminili-ancora-lafrica-la-patria-del-fenomeno.htm">Unicef, MGF: ancora l’Africa patria del fenomeno</a></li>
<li style="text-align: justify;"><a href="https://www.who.int/health-topics/female-genital-mutilation#tab=tab_1">WHO, Female Genital Mutilation</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>*pics courtesy of the internet</em></span></p>
<p><a href="https://phmuseum.com/tinepoppe/story/deflowered-a98d262e99">DEFLOWERED photographic operas</a></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/cut-it-off-stop-alla-mutilazione-genitale-femminile/">CUT IT OFF: Stop alla Mutilazione Genitale Femminile</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/cut-it-off-stop-alla-mutilazione-genitale-femminile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Infezione da Candida: Quel Fungo&#8230; Maledetto!</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezione-da-candida-quel-fungo-maledetto/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezione-da-candida-quel-fungo-maledetto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 10:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[azolitici]]></category>
		<category><![CDATA[bianche]]></category>
		<category><![CDATA[bruciore]]></category>
		<category><![CDATA[candida]]></category>
		<category><![CDATA[candidiasi]]></category>
		<category><![CDATA[candidosi]]></category>
		<category><![CDATA[canesten]]></category>
		<category><![CDATA[complicata]]></category>
		<category><![CDATA[dense]]></category>
		<category><![CDATA[diflucan]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[eritema]]></category>
		<category><![CDATA[fluconazolo]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologo]]></category>
		<category><![CDATA[grige]]></category>
		<category><![CDATA[gynocanesten]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[inodori]]></category>
		<category><![CDATA[non complicata]]></category>
		<category><![CDATA[Ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[perdite]]></category>
		<category><![CDATA[prurito]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[ricotta]]></category>
		<category><![CDATA[vaginite]]></category>
		<category><![CDATA[vaginosi]]></category>
		<category><![CDATA[vulvovaginite]]></category>
		<category><![CDATA[VVC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6837</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f296477f02"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Rieccoci signore e signorine al nostro appuntamento con le infezioni vaginali! Nel <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/">precedente articolo</a> vi abbiamo parlato della differenza tra vaginite e <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/">vaginosi</a>, soffermandoci poi su quest’ultima: oggi parleremo di candida (candidiasi o candidosi vulvovaginale), perciò se siete qui per cercare di capire che cosa siano quelle perdite strane che avete da qualche giorno, cosa vi causi quel prurito, quel bruciore quando fate pipì, il dolore e il disagio ai rapporti, e non vi sembrano simili a ciò che verrà descritto di seguito, vi consigliamo di leggere attentamente anche il precedente articolo!</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, come abbiamo sottolineato in precedenza, la diagnosi differenziale è fondamentale per curarvi al meglio e scrollarvi di dosso questi fastidiosi disturbi!</p>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558872662885 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>La Candidosi Vulvovaginale</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558870196077" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Anche la candida, come la vaginosi batterica, è una delle infezioni vaginali più diffuse e rientra nelle Malattie Sessualmente Trasmesse (anche se non tutti sono d’accordo su questo aspetto): essa colpisce circa il 70% delle donne almeno una volta nella vita e circa il 20% delle donne in gravidanza; non solo, questo fungo può essere trasmesso anche agli uomini, trattandosi appunto di una MST, perciò ometti, leggete anche voi!</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;infezione è causata da questo microrganismo, solitamente della specie <em>Candida Albicans</em>, che è un fungo normalmente presente in maniera inoffensiva, ossia come <em>saprofita,</em> nel nostro organismo, in particolare nell’apparato gastrointestinale.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcune condizioni, però, il fungo può passare dalla forma di saprofita a quella di agente infettivo: quando può accadere? Ad esempio, dopo una terapia antibiotica che, come spiegato nell’<a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/">articolo precedente</a>, va a distruggere la flora batterica “buona” sia a livello intestinale che vaginale, lasciando indifeso l’ambiente; più in generale, quando le difese immunitarie sono più deboli, come durante un periodo di malattia o in caso di immunodeficienza; in alcuni casi, anche l’uso di contraccettivi orali può contribuire; anche durante il ciclo mestruale si può essere più suscettibili all’insorgere dell’infezione grazie al cambiamento del pH vaginale; oppure ancora, in caso di stress intenso o in particolari condizioni metaboliche o glicemiche, come ad esempio il diabete mellito. Ma, essendo una MST, anche i rapporti non protetti possono causare l’infezione, albergando le spore del fungo a livello prepuziale nell’uomo, anche in quello asintomatico. Inoltre, esistono dei comportamenti abituali che possono contribuire alla proliferazione del fungo, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Indossare biancheria intima in microfibra e vestiti molto attillati che non lasciano traspirare la pelle;</li>
<li>Utilizzare assiduamente salvaslip, in particolare non quelli di cotone;</li>
<li>Utilizzare detergenti aspecifici per l’igiene intima, eseguendo quest’ultima troppo assiduamente o troppo di rado;</li>
<li>Scambiare abitualmente la biancheria da bagno con un’altra persona;</li>
<li>Frequentare ambienti a rischio come piscine e spiagge;</li>
<li>Consumare zuccheri e lieviti in maniera non controllata.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo ricordare, poi, che non esiste solo la Candida Albicans, nonostante sia la più diffusa: infatti, questo microrganismo ha diverse declinazioni, come la Candida Glabrata e altre specie non-albicans, come la Candida Krusei, la Candida Dubliniensis o la Candida Auris. Questi funghi, a livello sistemico, in forme invasive ad alta carica infettiva possono essere addirittura letali, andando ad infettare diversi organi e apparati.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1280" width="1920" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/ricotta_perdite_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558870216354 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Sintomi</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558870226168" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">I principali sintomi dell’infezione da candida vaginale possono comparire anche dopo qualche tempo dall’inizio della proliferazione fungina. Questi includono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Perdite bianche dense</strong>, tipo “latte cagliato”, alle volte grigiastre, solitamente abbondanti con attecchimento alle pareti vaginali, <strong>non maleodoranti</strong>;</li>
<li>Forte <strong>prurito</strong> a livello vulvare e vaginale, in particolare a livello della commissura vulvare posteriore;</li>
<li><strong>Disuria</strong>: solitamente compare un fastidioso bruciore alla minzione;</li>
<li>Irritazione, bruciore, sensazione di disagio continua;</li>
<li><strong>Dolore durante i rapporti</strong> sessuali;</li>
<li><strong>pH vaginale nella norma, </strong>alle volte iperacido rispetto alla fisiologia (pH&lt;3,5).</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/pruritointimo_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558870239704 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Prevenzione</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558870250399" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Cosa possiamo fare preventivamente per evitare l’insorgenza della candida? Gli accorgimenti sono semplici e di facile applicazione:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Indossare intimo di cotone, preferibilmente bianco, evitando pizzi, merletti e rifiniture che possono diventare un nido per gli agenti patogeni;</li>
<li>Evitare di consumare dolci, zuccheri semplici, farine troppo lavorate, alcolici;</li>
<li>Utilizzare un detergente intimo dedicato per la propria età e condizione di fertilità lavandosi almeno 1 volta al giorno;</li>
<li>Evitare di utilizzare deodoranti intimi e profumi a livello vaginale;</li>
<li>Ridurre al massimo lo stress partendo dalle sue cause;</li>
<li>Cambiare frequentemente gli assorbenti e i salvaslip, optando per quelli di cotone o per la coppetta mestruale;</li>
<li>Al bagno, pulirsi dall’avanti verso l’indietro e applicare le buone norme igieniche.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1434" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/candida-microscopio_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558873467188 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Trattamento</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1559556997547" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Il trattamento della candida dipende anche dal tipo di infezione in corso: difatti, vengono distinte due principali “classi”: la vulvovaginite da candida non complicata (VVCNC) e la vulvovaginite da candida complicata (VVCC).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VVC Non Complicata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Può essere diagnosticata semplicemente attraverso l’osservazione delle ife fungine nel secreto vaginale su vetrino oppure grazie ad un esame colturale. Se il pH vaginale risulta nella norma (&lt;4,5) e si rileva un’assenza di sintomi non è indicato il trattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">I trattamenti topici di breve durata (singola dose o 1-3 giorni di terapia) si sono dimostrati efficaci nel trattamento della VVC non complicata e in caso di una prima infezione acuta.<br />
I farmaci per via topica vaginale consigliati sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>miconazolo</strong> (farmaco topico di prima scelta);</li>
<li>clotrimazolo;</li>
<li>nistatina, meno efficace degli imidazolitici;</li>
<li>tioconazolo;</li>
<li>butoconazolo (non in commercio in Italia);</li>
<li>terconazolo (non in commercio in Italia).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la terapia orale, secondo alcuni gold standard, è consigliata l’assunzione di <strong>Fluconazolo 150 mg in singola dose</strong>: questa è da somministrare anche al partner in caso di infezione ricorrente o sintomi (solitamente associati a balanite, con prurito e microulcere a livello del glande).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VVC Complicata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In quanto complicata, appunto, non ha una semplice definizione, ma tre quadri clinici differenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>VVC ricorrente;</li>
<li>VVC severa;</li>
<li>VVC non-albicans.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><u>VVC Ricorrente</u></p>
<p style="text-align: justify;">Un’infezione da candida si definisce ricorrente quando la donna presenta episodi di infezione <strong>sintomatica 4 o più volte in un anno</strong>, e questa colpisce meno del 5% delle donne.</p>
<p style="text-align: justify;">La patogenesi di questo tipo di VVC è poco compresa, in quanto la maggior parte delle donne non presenta particolari fattori di rischio predisponenti l’insorgere dell’infezione: nel 10-20% dei casi si osserva quindi un’isolamento di una specie non-albicans resistente agli azolitici, tuttavia i ceppi Albicans, più frequenti, sono raramente resistenti e nella maggior parte dei casi sensibili agli antimicotici.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si tratta?</p>
<p style="text-align: justify;">La terapia prevede gli stessi principi attivi utilizzati per la VVC non complicata ma con una posologia prolungata: solitamente la terapia topica si effettua per circa due settimane; il fluconazolo orale 150 mg, invece, per tre volte, una volta al giorno ogni tre giorni (giorno 1, giorno 4, giorno 7). Ma questo non basta, infatti è prevista una terapia di mantenimento di 6 mesi o con clotrimazolo vaginale o sempre con fluconazolo orale.</p>
<p style="text-align: justify;"><u>VVC Severa</u></p>
<p style="text-align: justify;">L’infezione fa così in profondità da portare ad un peggioramento estremo dei sintomi: si può trovare un eritema esteso a mappa geografica, un edema importante, escoriazioni, fissurazioni. Il trattamento prevede una terapia assimilabile a quella della VVC ricorrente, valutata sempre dal professionista di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><u>VVC Non-albicans</u></p>
<p style="text-align: justify;">Le specie di candida di cui parlavamo in precedenza (Krusei, Glabrata, Dubliniensis…) non sono facili da curare con i normali azolitici: la Candida Krusei, infatti, è resistente al fluconazolo e nel 31% dei casi anche all’itriconazolo; la Glabrata è resistente nel 10-15% dei casi al fluconazolo e nel 50% ca. dei casi all’itraconazolo. Entrambe stanno mostrando una sensibilità diminuita al trattamento con amphotericina B, per cui il trattamento ottimale per queste specie è tuttora sconosciuto. Si tende ad applicare un trattamento prolungato (7-14 gg) con un farmaco azolico diverso dal fluconazolo: è utile nel 70% dei casi, in caso di fallimento, il trattamento con ovuli di acido borico 600 mg per 14 gg.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo ricordare che a qualsiasi tipo di trattamento ci si debba sottoporre, è importante prendersi cura del microbiota vaginale: come? Correggendo i comportamenti di cui parliamo nella Prevenzione ed utilizzando dei <strong>fermenti lattici vaginali</strong>, che siano in crema, gel od ovuli, che vadano a riequilibrare la flora batterica vaginale fisiologica che con l&#8217;infezione è venuta meno.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/pregnant5_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558870310228 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>E in Gravidanza?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558872397671" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">L’infezione, se contratta in gravidanza, non viene trasmessa direttamente al bambino, ma è importante assumere al terapia anche in questo periodo: molti dei farmaci ad uso topico esterno possono essere utilizzati, in relazione alla severità della VVC, mentre è controindicata la terapia orale.</p>
	</div>
</div>




<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558874133057" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Maia spera di aver reso abbastanza chiaro il quadro generale di quest’infezione: ci teniamo a ricordare che in ogni caso la valutazione dell’infezione, la sua diagnosi differenziale e la cura devono essere effettuate e prescritte da un professionista sanitario dedicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel prossimo articolo vi parleremo della tricomoniasi, sempre con sintomi e trattamenti: per domande, dubbi o curiosità non esitate a contattarci!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Bolis, G. (2017). Manuale di Ginecologia e Ostetricia. II edizione, EdiSES, Napoli.</li>
<li><a href="http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/313">http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/313</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>*pics courtesy of the internet</em></span></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezione-da-candida-quel-fungo-maledetto/">Infezione da Candida: Quel Fungo… Maledetto!</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezione-da-candida-quel-fungo-maledetto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patologie del Seno in Allattamento: Quali Sono e Come Intervenire (Parte 3)</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-3/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-3/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 10:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[ascesso]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[candida]]></category>
		<category><![CDATA[capezzolo]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[eczema]]></category>
		<category><![CDATA[galattocele]]></category>
		<category><![CDATA[herpes]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
		<category><![CDATA[latte materno]]></category>
		<category><![CDATA[mammella]]></category>
		<category><![CDATA[mughetto]]></category>
		<category><![CDATA[Neonato]]></category>
		<category><![CDATA[Ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[rimedi]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[spremitura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6780</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f29647a284"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917362783" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Bentornati con l’ultimo appuntamento sulle patologie che possono colpire il seno di una mamma che allatta: se vi siete persi la <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire/">Parte 1</a> e la <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-2/">Parte 2</a> potete cliccare sulle paroline in rosa!</p>
<p style="text-align: justify;">Pur essendo state trattate per ultime, queste problematiche non sono meno importanti. Vediamo insieme quali sono.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1621" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/04/candida_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554917376161 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Infezione da Candida Albicans</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917662890" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">La <em>Candida Albicans</em> è un<em>&#8216;infezione micotica che colpisce i capezzoli o il seno</em> e si diffonde tramite il latte. Tale microrganismo è normalmente presente nell&#8217;organismo umano in basse concentrazioni poiché è tenuto sotto controllo dalla flora batterica endogena. Se questo equilibrio viene danneggiato, la candida può proliferare passando da saprofita a patogeno, causando l’infezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ispezionando la mammella, possiamo osservare <strong>capezzoli o areola rosa-arancio</strong>, <strong>desquamati e pruriginosi oppure rossi</strong>; capezzoli <strong>screpolati</strong> che <strong>bruciano</strong> anche dopo aver migliorato attacco e posizione; la madre può riportare <strong>fitte o punture al seno</strong> che <strong>perdurano anche dopo la poppata</strong> (talvolta descritte come dolori nella profondità della ghiandola mammaria, simili a punture di spillo); spesso si possono osservare nel <strong>bambino</strong> uno <strong>sfogo da pannolino, macchie bianche dentro la bocca</strong> (<em>mughetto</em>) e <strong>riluttanza</strong> a poppare.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause sono plurime: può derivare da un&#8217;infezione presente nella bocca del bambino (<em>candidiasi orale</em>); può far seguito ad una terapia antibiotica o cortisonica per il trattamento di una mastite o di un&#8217;altra infezione o a seguito di un taglio cesareo; se la donna è affetta da <em>candidiasi vaginale</em>, questa si può presentare anche al seno; può derivare da <em>traumi al capezzolo</em> che fanno da veicolo per l’infezione; si può presentare in madri <em>portatrici croniche di HIV, Diabete o Anemia</em> a causa di una diminuzione delle difese immunitarie; può derivare da <em>condizioni “ambientali</em>” quali un eccesso di carboidrati nella dieta materna, abuso di alcol, stress e allergie.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>mantenere il capezzolo asciutto, poiché l’ambiente caldo umido ne favorisce la crescita (alcune donne preferiscono farlo asciugare all’aria e lasciare per qualche minuto al giorno il seno libero ed esposto alla luce);</li>
<li>evitare di dare al bambino il ciuccio o le tettarelle e di usare il mastosuttore, perché potrebbe favorire il trasferimento del fungo (se non si può evitare l’uso, bollirli per 20 minuti e cambiarli settimanalmente);</li>
<li>evitare di conservare il latte perché questa procedura potrebbe favorire la reinfezione del bambino;</li>
<li>il reggiseno va cambiato ogni giorno e lavato in acqua calda saponata;</li>
<li>spiegare alla mamma la tecnica corretta di lavaggio delle mani per prevenire infezioni crociate tra mamma e bambino;</li>
<li>trattamento con farmaco antimicotico da somministrare sia alla madre sia al bambino; a volte anche al padre o partner se si sospetta un ciclo di infezione/reinfezione; usare un farmaco per capezzoli/bocca del bambino che non debba essere lavato via dai capezzoli prima di ogni poppata; continuare il trattamento per 7 giorni dopo che il dolore è passato;</li>
<li>se il trattamento antimicotico non porta a miglioramento, sospettare un’infezione batterica da trattare con antibiotici.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1279" width="1920" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/04/eczemaprurito_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554917744312 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Eczema e Allergia</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917753971" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Si tratta di <em>un’irritazione nelle zone di capezzolo e areola che provoca prurito e dolore</em>, oltre che <em>arrossamento</em>. Lo si può confondere con la candida per via dei sintomi simili, ma individuare le cause può essere d’aiuto nella diagnosi differenziale. Queste possono essere legate alla <em>cura della persona</em> come l’utilizzo di creme e unguenti farmacologici o cosmetici, detergenti topici, tiralatte o paracapezzoli, abiti sintetici e/o coppette assorbi-latte sintetiche, detersivi per lavare biancheria. Oppure possono essere legate <em>al bambino</em>, che potrebbe attaccarsi al seno con residui di cibi solidi; potrebbe dipendere dai medicinali assunti o dal cambio nella composizione della saliva causato dalla dentizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Trovare la causa dell’eczema e rimuoverla;</li>
<li>Educare alle normali pratiche di igiene e cura del capezzolo (tenerli asciutti, biancheria di cotone, lavarli solo con acqua tiepida);</li>
<li>La terapia prevede l’uso di una crema cortisonica da applicare preferibilmente dopo la poppata per minimizzare l’ingestione del farmaco da parte del bambino;</li>
<li>Esistono anche cure erboristiche e omeopatiche, in questi casi ci si deve rivolgere al terapista di fiducia;</li>
<li>Se l’eczema non migliora e la zona del capezzolo si infiamma e si gonfia è meglio consultare un medico perché in rarissimi casi potrebbe trattarsi della Malattia di Paget, ovvero una forma di carcinoma che dai dotti può infiltrare areola e capezzolo.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554919140652 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Herpes</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917827009" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">L’infezione da <em>Herpes Simplex virus</em> è un tipo di infezione che si può contrarre facilmente e, come per la candida, la trasmissione al bambino può avvenire durante il parto con il passaggio nel canale vaginale, nel caso in cui si abbiano lesioni erpetiche nella zona vaginale. Una volta contratta rimane permanente e alterna fasi di latenza a fasi in cui si manifesta con lesioni in varie parti del corpo. L’herpes si manifesta sul seno con <strong>vescicole acquose di forma regolare</strong>, simili a quella della varicella, molto <strong>dolorose</strong>, che provocano <strong>bruciori lancinanti</strong>. Esse tendono a rompersi e a formare delle croste. La certezza della diagnosi si ha solo in seguito all’esame colturale delle lesioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>È necessario sospendere temporaneamente l’allattamento dalla mammella in cui sono presenti sull’areola vesciche, aperte o chiuse, e proporre al bambino il latte spremuto fino a guarigione;</li>
<li>Educare ad un’igiene scrupolosa, per evitare il contagio in altre zone del corpo;</li>
<li>Trattare con farmaci antivirali per ridurre la sintomatologia e far guarire le lesioni, tuttavia ad oggi non esiste una cura che debelli il virus dall’organismo.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1920" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/04/galattocele_unamaiaperamica.png" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554917872295 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Galattocele</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917883141" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Per galattocele si intende una <em>tumefazione cistica della ghiandola mammaria</em>, che si può manifestare durante l’allattamento. Si tratta di una formazione rotondeggiante, di solito non dolorosa, da cui fuoriesce pus misto a latte. Si presenta come complicanza di un dotto ostruito.</p>
<p style="text-align: justify;">La diagnosi viene stabilita con l’esecuzione di un ago aspirato o con tecnica ultrasonografica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire</em>?</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il trattamento è chirurgico poiché queste cisti tendono a riempirsi nuovamente di latte una volta aspirate.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554919173017 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Ascesso Mammario</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554918543130" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">L&#8217;ascesso mammario è una <em>raccolta di pus che si forma appena sotto la cute, come risultato di un&#8217;infezione batterica</em>. Si presenta con <strong>seni arrossati e caldi</strong>, con un <strong>gonfiore doloroso</strong>, a volte è persino possibile notare una <strong>simil-contusione</strong> a livello della raccolta di pus e rilevare <strong>iperpiressia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella maggior parte dei casi deriva da una complicanza di una mastite, soprattutto se la madre smette di allattare dalla mammella colpita.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>drenaggio dell’ascesso: se è minimo lo si drena attraverso l&#8217;uso di una siringa, se l&#8217;ascesso è importante si procede con l&#8217;incisione della cute sotto guida ecografica, dopo aver anestetizzato il tessuto mammario (drenaggio chirurgico);</li>
<li>la madre può continuare ad allattare dal seno sano e anche dal seno interessato dall’ascesso, se il tubo di drenaggio o l’incisione sono abbastanza lontani dall’areola e non interferiscono con l’attacco;</li>
<li>se la madre non può o non vuole allattare dal seno colpito, è importante spremere il latte; ricordarle poi che potrà riprendere ad allattare dopo la guarigione (2-3 giorni dopo il drenaggio).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Maia vi ringrazia per averle dedicato del tempo e spera di aver fatto chiarezza riguardo le patologie del seno in allattamento. VI ricordiamo inoltre che, sebbene queste siano indicazioni per i professionisti, possono essere utili anche per una mamma che vorrà allattare o che allatta, perchè dopo aver letto questi articoli, avrà degli strumenti in più per individuare delle problematiche e soprattutto per chiedere tempestivamente l’aiuto di un’Ostetrica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Bettinelli, M.B., Giusti, A. <em><a href="http://www.ginecologo-ostetrica.it/wp-content/uploads/2017/05/AS_1Allattamento_al_seno_tra_arte_scienza_natura.pdf">Allattamento al seno: tra arte, scienza e natura. Guadagnare salute dossier</a></em>. Zadig editore.</li>
<li><a href="https://unamaiaperamica.it/libreria/allattare-un-gesto-damore-di-tiziana-catanzani-paola-negri/">Catanzani, T., Negri, P. (2015). <em>Allattare: un gesto d’amore. </em>Bonomi Editore, Pavia.</a></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>*pics courtesy of the internet</em></span></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-3/">Patologie del Seno in Allattamento: Quali Sono e Come Intervenire (Parte 3)</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-3/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patologie del Seno in Allattamento: Quali Sono e Come Intervenire (Parte 2)</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-2/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2019 12:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[capezzoli]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[dotto ostruito]]></category>
		<category><![CDATA[febbre]]></category>
		<category><![CDATA[impacchi]]></category>
		<category><![CDATA[ingorgo]]></category>
		<category><![CDATA[mammella]]></category>
		<category><![CDATA[mastite]]></category>
		<category><![CDATA[Neonato]]></category>
		<category><![CDATA[Ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>
		<category><![CDATA[poppata]]></category>
		<category><![CDATA[ragadi]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
		<category><![CDATA[spremitura]]></category>
		<category><![CDATA[suzione]]></category>
		<category><![CDATA[tiralatte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6747</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f29647c15e"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1553689546853" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Eccoci di nuovo ad affrontare le patologie che possono colpire una mamma e le sue mammelle durante il meraviglioso, ma complesso, percorso di allattamento al seno. Se vi siete persi il primo articolo, <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire/">cliccate qui per la Parte 1</a>!</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre qui ci contcentriamo su tutte quelle problematiche che non si limitano al capezzolo, ma coinvolgono la ghiandola mammaria in toto o alcuni suoi componenti.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/dottoostruitodam_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1553689558475 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Dotto Ostruito</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1553689643841" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Quando il latte prodotto in una certa zona del seno non riesce ad essere drenato, i dotti galattofori possono ostruirsi, dando luogo al cosiddetto <em>dotto ostruito</em>. Questo si manifesta con <strong>difficoltà a drenare il latte</strong> da una parte circoscritta del seno, che può comportare <strong>fastidio e dolore</strong>; <strong>arrossamento</strong> della cute nella zona interessata; formazione di un <strong>nodulo palpabile</strong>, quasi un cordone in corrispondenza del dotto. Tuttavia, la madre <strong>non ha febbre</strong> e le sue <strong>condizioni generali sono buone</strong>. Tra le principali cause notiamo poppate poco frequenti; uno svuotamento inadeguato di una zona del seno; una maggiore pressione su una zona del seno (causata ad esempio da posizioni di riposo notturne o biancheria intima sbagliata); una dieta ricca di grassi saturi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire? </em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>aumentare il numero di poppate;</li>
<li>alternare diverse posizioni per facilitare il drenaggio del latte in tutte le zone del seno;</li>
<li>eseguire impacchi caldo-umidi, che favoriscono la fuoriuscita del latte;</li>
<li>utilizzare analgesici (paracetamolo) ed antinfiammatori (ibuprofene) per ridurre la sintomatologia.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/ingorgo_unamaiaperamic.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1553689776428 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Ingorgo</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1553689789644" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">L’ingorgo mammario è una condizione, tipica soprattutto della prime fasi dell’allattamento, di infiammazione e congestione linfatica e vascolare dell&#8217;intera mammella (o di entrambi, può infatti essere bilaterale) o di un&#8217;ampia zona di essa, con presenza di edema interstiziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo il seno apparirà <strong>voluminoso, caldo, duro e dolente</strong>, e la <strong>cute</strong> può essere <strong>tesa e lucida</strong> con presenza di strie arrossate. I capezzoli tendono ad appiattarsi, a tendersi a causa dell’eccessivo volume, rendendo così ulteriormente difficoltoso l’attacco del neonato (rischiando di causare anche ragadi sovraimposte) e ostacolando la fuoriuscita di latte.</p>
<p style="text-align: justify;">La madre solitamente <strong>non ha febbre</strong> e le sue <strong>condizioni generali sono buone</strong>. In caso di ingorgo prolungato, la mammella piena di latte che non riesce a fuoriuscire, manda il segnale al fattore di inibizione della lattazione (FIL), per ridurre un ulteriore riempimento del seno, e se la mammella non viene svuotata, si crea un circolo vizioso che porta ad una ridotta produzione di latte. Le cause possono essere molteplici e tutte possono essere ricondotte a uno svuotamento incompleto o poco frequente della mammella, come ad esempio un ritardato inizio dell’allattamento dopo la nascita, un attacco inadeguato, poppate poco frequenti e troppo brevi, una mancanza di poppate notturne, causate anche dall’assenza di rooming in, la presenza di dolore mammario, irritazioni, infezioni o ragadi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>rimuovere il latte attraverso la spremitura manuale, o una doccia/bagno/impacco caldo che favoriscono la fuoriuscita del latte;</li>
<li>favorire la lattazione incrementando la frequenza delle poppate (8-12 poppate in 24h);</li>
<li>facilitare l&#8217;attacco massaggiando delicatamente il seno ed eseguire la spremitura manuale per far fuoriuscire il latte e rendere quindi più morbida l&#8217;areola;</li>
<li>offrire al bambino prima il seno con l&#8217;ingorgo;</li>
<li>utilizzare reggiseni comodi che non comprimono il seno (no ai reggiseni “per l&#8217;allattamento”);</li>
<li>applicare impacchi freddi fra le poppate per ridurre il dolore, alternati a impacchi caldi per ridurre l’edema.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">NB: Non confondere l&#8217;ingorgo con la mammella piena di latte: quando c&#8217;è la montata lattea, arriva più sangue al seno, per produrre più latte. Quindi il seno verrà percepito fisiologicamente più caldo e pesante, ma senza causare complicanze o difficoltà di allattamento (se, come sempre, la mammella viene adeguatamente svuotata).</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1512" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/boobz_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1553690037609 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Mastite</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1553690725406" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">La mastite è un processo infiammatorio che colpisce la ghiandola mammaria, a cui si sovrappone un’infezione batterica (in genere causata da <em>Staphylococcus aureus, Staphylococcus albus</em> o più raramente <em>Escherichia coli</em>), favorita da eventuali lesioni del capezzolo che permettono l’ingresso dei germi. È <strong>sempre monolaterale</strong>, <strong>tranne </strong>quando è provocata da <strong>streptococchi</strong>, in cui troveremo entrambe le mammelle colpite. È molto frequente (circa 1/3 delle donne), soprattutto tra le donne che allattano per la prima volta. Si presenta spesso nel primo trimestre, ma può insorgere in qualsiasi momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa affezione provoca <strong>tensione mammaria e gonfiore</strong>, <strong>eritema</strong> locale, <strong>dolore profondo</strong> che si estende alla muscolatura toracica, <strong>malessere generale</strong> con presenza di sintomi sistemici simil-influenzali. Inoltre, osservando la mammella si possono notare delle <strong>aree cuneiformi arrossate</strong>, più <strong>calde, gonfie e doloranti</strong> (in corrispondenza dei lobi coinvolti nell’infezione).</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause sono quelle che determinano un ingorgo mammario o un dotto ostruito (riduzione frequenza e durata delle poppate) che se non trattati, portano alla mastite; ma poiché sappiamo che la mastite non è solo infiammazione, può essere anche causata da un’infezione secondaria a ragadi.  Vi sono poi alcune situazioni che possono predisporre alla mastite riducendo le difese immunitarie dell’organismo: tra queste trovimamo privazione del sonno, ripresa del lavoro, stress, stanchezza e affaticamento, anemia. Alcune sono legate alla mammella stessa come un’iperproduzione di latte e storia di chirurgia mammaria, mentre altre ancora sono legate al bambino che, per diversi motivi (come malattia o fasi di sonno notturno progressivamente sempre più lungo) non riesce a svuotare completamente la mammella.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, in caso di mastite, <strong>non è necessario interrompere l’allattamento al seno</strong>. I microorganismi secreti con il latte non sono infatti nocivi per il neonato, ed inoltre l’interruzione dell’allattamento causerebbe ulteriore ristagno con peggioramento del quadro infiammatorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei rari casi in cui bisogna interrompere l&#8217;allattamento, la donna deve continuare a rimuovere il latte dalla mammella con la spremitura manuale o con il mastosuttore (questa procedura ha anche il vantaggio di ridurre la sintomatologia).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>incoraggiare poppate frequenti (8-12 nelle 24h), offrendo prima il seno con l&#8217;infezione;</li>
<li>riposo;</li>
<li>impacchi caldo-umidi sul seno prima della poppata o dell’uso del tiralatte;</li>
<li>controllare posizione e attacco; correggerli nel caso in cui siano scorretti;</li>
<li>evitare pressioni eccessive da parte di indumenti stretti o delle dita;</li>
<li>massaggiare il seno per drenare la fuoriuscita del latte;</li>
<li>idratazione ed alimentazione adeguata;</li>
<li>terapia analgesica (es Ibuprofene);</li>
<li>la terapia antibiotica (con una antibiotico che sia compatibile con l’allattamento al seno) è indicata se è presente febbre per più di 24 ore o i sintomi non recedono dopo 24 ore di poppate frequenti ed efficaci (o spremitura del latte); la terapia antibiotica va prolungata fino a 10-14 giorni (per quanto non sia stata stabilita con sicurezza la durata appropriata del trattamento, è provato che cicli più brevi sono associati a rischio di recidiva).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">NB: Ciò che permette di fare diagnosi differenziale tra ingorgo e mastite è l&#8217;epoca di comparsa (l’ingorgo è più frequente nelle fasi iniziali, la mastite può colpire in qualsiasi momento); il rialzo della temperatura (&gt; 38.5 °C in caso di mastite, apiressia in caso di ingorgo); la monolateralità (la mastite riguarda in genere una sola mammella, l’ingorgo colpisce entrambe).</p>
<p style="text-align: justify;">Maia vi ringrazia per l’attenzione e spera di esservi stata utile, ma soprattutto vi aspetta con il prossimo, e ultimo, appuntamento riguardo le patologie del seno in allattamento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:</p>
<ul>
<li>Bettinelli, M.B., Giusti, A. <a href="http://www.ginecologo-ostetrica.it/wp-content/uploads/2017/05/AS_1Allattamento_al_seno_tra_arte_scienza_natura.pdf"><em>Allattamento al seno: tra arte, scienza e natura. Guadagnare salute dossier</em></a>. Zadig editore.</li>
<li><a href="https://unamaiaperamica.it/libreria/allattare-un-gesto-damore-di-tiziana-catanzani-paola-negri/">Catanzani, T., Negri, P. (2015).<em>Allattare: un gesto d’amore. </em>Bonomi Editore, Pavia.</a></li>
</ul>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-2/">Patologie del Seno in Allattamento: Quali Sono e Come Intervenire (Parte 2)</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che Dici, è Ora di Andare in Ospedale?</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/che-dici-e-ora-di-andare-in-ospedale/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/che-dici-e-ora-di-andare-in-ospedale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 12:50:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
		<category><![CDATA[contrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti fetali]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[partorire]]></category>
		<category><![CDATA[perdita di liquido]]></category>
		<category><![CDATA[prodromi]]></category>
		<category><![CDATA[quando andare]]></category>
		<category><![CDATA[rottura del sacco]]></category>
		<category><![CDATA[tappo mucoso]]></category>
		<category><![CDATA[Travaglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6720</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f29647dc0e"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552948532307" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Bentornate Mamme! In un <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/la-borsa-del-parto-un-bagaglio-per-unavventura/">articolo precedente</a> abbiamo visto tutto l’occorrente per preparare una <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/la-borsa-del-parto-un-bagaglio-per-unavventura/">borsa del parto</a> completa, così completa che magari qualche papà premuroso l’ha già sistemata nel bagagliaio della macchina, per non farsi cogliere impreparato. Dal canto vostro, probabilmente, siete già abituate a qualche contrazione non dolorosa e soprattutto non ritmica (<em>contrazioni di Braxton Hicks)</em>, ma poiché la data presunta del parto è vicina, vi state chiedendo se la sensazione di indurimento e tensione della pancia è la stessa che proverete in travaglio. Per questi e altri motivi, oggi cercheremo di capire insieme quale è il momento opportuno per recarsi in ospedale.</p>
<p style="text-align: justify;">Piccola premessa: in questo articolo ci rivolgiamo a coloro che hanno una <strong>gravidanza fisiologica</strong> e decidono di <strong>partorire in ospedale</strong>. Infatti, per <strong>gravidanze con qualche complicanza</strong> consigliamo <strong>sempre di chiedere al proprio medico e alla propria ostetrica</strong> consigli personalizzati sulle tempistiche di ammissione in ospedale, mentre per le mamme che decidono di <strong>partorire in casa</strong> questi consigli possono essere utili per capire <strong>quando chiamare le ostetriche</strong> che vi assisteranno.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/sveglia_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552948553431 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Perchè Attendere?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552948565225" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Partiamo subito precisando una cosa: l’ostetrica non vi consiglia di rimanere a casa più tempo possibile perché non ha voglia di lavorare! Tutt’altro, l’ostetrica è colei che <strong>vuole tutelare e proteggere il vostro benessere e quello del bambino</strong> e sa quanto un ambiente domestico, sicuro e familiare, sia in grado di far iniziare e/o progredire un travaglio nel modo più <em>normale </em>possibile. Con <em>normale</em> intendiamo sia fisiologico (quindi senza complicanze) ma anche più tollerabile; infatti nella propria casa ognuno è libero di fare quelle che vuole, ha accesso ad ambienti e oggetti comodi e privati (inutili negare gli evidenti benefici del proprio bagno e del proprio letto) ed è in grado di preservare un’intimità con il partner senza essere disturbato da interferenze esterne. Tutte cose che aiutano nella gestione del dolore, soprattutto quello delle contrazioni della fase latente del primo stadio del travaglio, che tutti conosciamo come “prodromi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, molte mamme che hanno partorito vi possono confermare quanto sia fisicamente faticoso ma soprattutto emotivamente frustrante essere rimandati a casa perché il travaglio non è ancora iniziato. Ma quindi come risparmiarci un inutile viaggio in ospedale? Iniziamo distinguendo le contrazioni da fase latente e quelle da fase attiva.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/travaglioprodromi_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552948592176 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Le Contrazioni "Prodromiche"</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552948604289" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Nella fase latente del travaglio, le contrazioni inizieranno a manifestarsi come piccoli dolori al basso ventre che si possono irradiare alle cosce, a volte dolorose come crampi mestruali, a volte più intense. La caratteristica di queste contrazioni è quella di <strong>non essere regolari</strong>, né per intensità e dolore (una contrazione è molto forte, di un’altra nemmeno vi accorgete), né per ritmo e per frequenza (potete avere una contrazione dopo l’altra, ma poi può passare mezz’ora prima della successiva). Tuttavia, non sono inutili! Hanno infatti l’arduo compito, soprattutto se è la prima gravidanza, di preparare il collo dell’utero, facendolo prima di tutto accorciare (da 3cm di lunghezza deve arrivare a essere <em>appianato</em>) e poi iniziare a dilatarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla prima gravidanza questo periodo “preparatorio” può durare anche qualche giorno. Benché sia del tutto normale, sappiamo quanto possa essere estenuante: per questo motivo in questa fase vi consigliamo di rimanere a casa. Questo è un momento di preparazione fisica e mentale, in cui è importante riuscire a rilassarsi e recuperare energie…E dove si possono fare tutte queste cose nel miglior modo possibile? Non certo in una stanza d’ospedale, con altre 3 donne che travagliano, un letto scomodo e senza l’aiuto del proprio compagno! A casa infatti potete dedicarvi alle vostre passioni, come cucinare qualche dolce, leggere un libro, fare delle passeggiate, ascoltare musica o anche solo rilassarvi sul divano guardando un film; potete fare un bagno o una doccia calda che vi aiuti a sopportare il dolore e che contribuisca a regolarizzare le contrazioni, o nel caso non sia arrivato ancora il momento giusto, a farle diradare; potete farvi fare un massaggio dal vostro compagno, chiedendogli di concentrarsi nella zona lombare e nella zona plantare; potete mangiare e bere quello che volete; potete muovervi liberamente, riposare ma soprattutto ascoltare con più attenzione i segnali che il vostro corpo e il vostro bambino vi comunicano.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo detto prima, in questa fase il dolore c’è ma nemmeno in ospedale potranno alleviarlo: anzi, l’ambiente ospedaliero sarà solo un’ulteriore fonte di stress e creerà in voi un senso di interminabile attesa che dilaterà i tempi, facendovi pesare ancora di più il dolore che state provando. Inoltre, se l’obiettivo di questa fase è quello di fare scorta di relax e energie, non ascoltate chi vi dice di monitorare e cronometrare le contrazioni: vi accorgerete da sole quando si faranno più vicine e dolorose!</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap center" data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1082" width="1920" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/rotturaacque_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552948626622 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>La Rottura del Sacco</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552948640220" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">E se tra una contrazione e l’altra, o anche in assenza di esse, vi sentite bagnate, di un liquido caldo e trasparente, che può farvi svegliare da un sonnellino per la sua abbondante quantità o al contrario, si caratterizza con una costante ma leggera sensazione di umidità? In questo caso probabilmente, come si dice in gergo popolare, vi si sono rotte “le acque”. Bisogna correre in ospedale? <em>Nel caso in cui non vi siano associate perdite di sangue abbondanti e rosso vivo, o il liquido non sia verde o maleodorante, allora NO, non c’è motivo di correre</em>. Prestate solo attenzione all’<strong>orario</strong>, che comunicherete all’arrivo in ospedale per un’eventuale terapia antibiotica o per l’induzione del travaglio, nel caso in cui alla rottura non sia conseguito l’inizio del travaglio. Per il resto fate una doccia calda, posizionate un assorbente per verificare l’effettiva rottura del sacco e il colore del liquido, preparate le vostre cose, mangiate qualcosa se ne avete voglia e, se dopo tutte queste accortezza, l’assorbente è bagnato da un liquido limpido, con molta calma recatevi in ospedale, soprattutto se le contrazioni non sono ancora iniziate (infatti anche se il tampone per lo streptococco beta emolitico -GBS- è positivo, in assenza di contrazioni regolari, avete un margine di qualche ora prima di iniziare la terapia antibiotica).</p>
<p style="text-align: justify;">Ci teniamo a ricordare una cosa: la <strong>perdita del tappo mucoso</strong> è diversa dalla rottura del sacco. Il tappo si può perdere qualche giorno prima dell’effettivo travaglio, si riconosce perché è appunto fatto di muco chiaro, gelatinoso e striato di rosso, può essere accompagnato da una sensazione di pressione al basso ventre e soprattutto <strong>non è una motivazione per recarsi in ospedale</strong>.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/pregnant2_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552948671437 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Contrazioni da Travaglio Attivo</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552948708331" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">A voi però il sacco non si è rotto, è 24 ore che cercate di riposare e a furia di docce calde state diventando delle sirene… Ma quando arriva il vostro momento? Quando le contrazioni diventano <strong>regolari </strong>ovvero separate fra loro da un intervallo di 3-4 minuti, che vi provochino un dolore forte e sempre simile perché simile è la loro intensità, che perdurino con queste caratteristiche per almeno 1 o 2 ore. Anche qui, vi consigliamo di non affrettarvi a meno che non sentiate la voglia di spingere… in quel caso potreste aver fatto il travaglio a casa e sarete l’orgoglio di ogni ostetrica!</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo salutarvi con dei Nota Bene:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Sappiamo che l’attesa e il dolore sono difficili da tollerale e a volte ci si reca in ospedale più per bisogno di sostegno che per altro: piuttosto può essere utile <strong>chiamare al pronto soccorso ostetrico</strong>, se presente, e farvi dare qualche rassicurazione o consiglio; in alternativa potete farvi supportare da <strong>un’ostetrica libera professionista</strong> che vi accompagni nel vostro percorso a casa.</li>
<li>Se, in qualsiasi delle fasi descritte, notate che state perdendo del sangue, rosso vivo e più abbondante di una mestruazione, <strong>recatevi in ospedale. </strong>Sapranno valutare la situazione e prendersi cura di voi.</li>
<li>Se, in qualsiasi delle fasi descritte, notate una riduzione dei movimenti, <strong>mettetevi in ascolto. </strong>A termine di gravidanza e durante le fasi del travaglio, i movimenti sono un po’ meno frequenti ma soprattutto più difficili da percepire. Bevete o mangiate qualcosa di zuccherato, sdraiatevi sul fianco per una buona mezz’oretta (magari facendo sentire un po’ di musica alla pancia) e cercate di percepire i movimenti. Se, dopo questi accorgimenti, ancora non li sentite, <strong>recatevi in ospedale. </strong>Vi faranno un monitoraggio per valutare il benessere fetale.</li>
<li>Se, in qualsiasi delle fasi descritte, rilevate una pressione maggiore di 140/90 mmHg, sdraiatevi sul fianco e rimisuratela dopo un quarto d’ora. Se si riconferma lo stesso valore pressorio, o più alto, <strong>recatevi in ospedale</strong>. Questo non vuol dire che dovete vivere con il rilevatore automatico della pressione addosso, ma ogni tanto, soprattutto se sapete di avere una pressione altalenante o se avete un forte mal di testa, repentini disturbi visivi e dolore allo stomaco, misuratela per sicurezza.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Maia come sempre spera di esservi stata utile!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/che-dici-e-ora-di-andare-in-ospedale/">Che Dici, è Ora di Andare in Ospedale?</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/che-dici-e-ora-di-andare-in-ospedale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patologie del Seno in Allattamento: Quali Sono e Come Intervenire (Parte 1)</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2019 12:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[capezzoli introflessi]]></category>
		<category><![CDATA[capezzoli piatti]]></category>
		<category><![CDATA[capezzolo]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeno]]></category>
		<category><![CDATA[mammella]]></category>
		<category><![CDATA[mastite]]></category>
		<category><![CDATA[Neonato]]></category>
		<category><![CDATA[Ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[paracapezzolo]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>
		<category><![CDATA[poppata]]></category>
		<category><![CDATA[ragadi]]></category>
		<category><![CDATA[raynaud]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
		<category><![CDATA[suzione]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6684</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f29647f915"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552041524244" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Studenti e lettori curiosi, ben tornati!</p>
<p style="text-align: justify;">Come saprete, la mammella è una ghiandola esocrina, organizzata in lobi e lobuli, la cui unità fondamentale è l’alveolo, al cui interno viene prodotto il latte. Questo, trasportato nei dotti, fuoriesce dal capezzolo. Poiché l’anatomia di questa ghiandola è articolata, diverse saranno anche le patologie e le problematiche che possono svilupparsi durante l’allattamento. Oggi analizzeremo quelle legate al capezzolo, mentre prossimi articoli tratteremo quelle legate alla ghiandola mammaria in toto o ad alcuni suoi componenti.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1495" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/tette-cupcake_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552041541505 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Capezzoli Piatti o Invertiti</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552504051405" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">I capezzoli introflessi consistono di una caratteristica anatomica congenita che si manifesta con dotti galattofori troppo brevi e con la presenza di tessuto fibroso all&#8217;interno del capezzolo.</p>
<p style="text-align: justify;">I capezzoli piatti o invertiti possono essere di diversi tipi, a seconda che il problema si presenti su entrambi i seni (bilaterale) o solo su uno (unilaterale) e secondo il grado dell’introflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei casi di capezzoli solo leggermente introflessi (<em>retrattili o ombelicati</em>) un bimbo con normali capacità di suzione non avrà grossi problemi ad attaccarsi al seno, basterà aiutarlo a posizionarsi correttamente e ad afferrare una buona porzione dell’areola. Con introflessione moderata o grave potrebbe invece essere compromesso l’instaurarsi dell’allattamento in quanto il capezzolo si ritrae proprio in seguito allo stimolo esercitato dalla suzione dell’areola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>supportare con particolare attenzione la donna che allatta fornendole maggiore rassicurazione (spiegare che il bambino può incontrare delle difficoltà perché anche lui deve imparare);</li>
<li>favorire una buona posizione e un buon attacco (suggerire posizioni come la presa a “rugby” o di “transizione” e controllare che il labbro inferiore e il mento siano ben adesi alla mammella);</li>
<li>suggerire di modificare delicatamente la forma del capezzolo (farla diventare a cono o a sandwich) per stimolare l’estroflessione del capezzolo prima di ogni poppata, attraverso diversi accorgimenti: aiutandosi con una presa a C per facilitare l&#8217;attacco del neonato e massaggiando con le mani i capezzoli; utilizzando il mastosuttore che eserciti una blanda trazione sul capezzolo; servendosi del metodo della siringa invertita;</li>
<li>suggerire di aspettare che la bocca del bambino sia ben aperta prima di portarlo al seno;</li>
<li>può essere necessario spremere il latte e darlo con una tazzina mentre il neonato impara l&#8217;attacco e la suzione dal seno;</li>
<li>prestare attenzione al corretto svuotamento del seno per prevenire l’ingorgo, perché renderebbe ancora più difficile l&#8217;attacco;</li>
<li>I paracapezzoli di silicone potrebbero esser un ausilio, ma solo come mezzo per facilitare l’attacco: il capezzolo infatti è necessario esclusivamente ad attivare il riflesso di suzione quando prende contatto con il palato; una volta avviato il riflesso, i paracapezzoli quindi si possono rimuovere (ricordiamo che il bambino si attacca all’<strong>areola</strong> non al capezzolo!).</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/legno-ragadi_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552041590614 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Ragadi</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552042768053" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Le ragadi sono piccole lesioni della cute del capezzolo o dell&#8217;areola che possono comparire durante l&#8217;allattamento: possono rappresentare un semplice fastidio temporaneo e sparire dopo qualche giorno, oppure possono aggravarsi fino a sanguinare, causando così forti dolori quando il bambino si attacca; possono rendere così difficile il proseguimento corretto dell’allattamento e predisporre ad un maggior rischio di infezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ragadi si manifestano con un dolore avvertito all&#8217;inizio della poppata che diminuisce con il progredire e/o termine della poppata stessa e con l’obbiettivata presenza di piccoli tagli che possono sanguinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause sono diverse, prima fra tutte una scorretta posizione o scorretto attacco che hanno portato il neonato a succhiare in modo inadeguato (al termine della poppata potremmo notare un capezzolo a “punta di rossetto”, quindi non omogeneo). Per questo motivo tutte quelle condizioni che portano ad una posizione, attacco e suzione inadeguati, come ingorghi e capezzoli piatti/invertiti, predispongono all’insorgenza di ragadi.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, quando il bambino viene staccato dal seno senza prima interrompere la suzione, c’è il rischio che incominci a ciucciare solo il capezzolo, e questa suzione superficiale causa la ragade. Anche un neonato con una suzione disorganizzata (a causa ad esempio di alcune malattie) o con anchiloglossia (frenulo linguale breve) può favorire questa condizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, un uso prolungato di copricapezzoli o coppette assorbilatte bagnate, un’eccessiva igiene anche con prodotti aggressivi (saponi e/o creme), possono contribuire alla formazione di ragadi poichè sono una fonte costante di umidità che rende più sensibile il capezzolo, eliminando la protezione lipidica che i tubercoli del Montgomery producono per idratare la cute di seno e capezzoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>correggere la causa (per esempio osservare la poppata e migliorare posizione e attacco);</li>
<li>non limitare la frequenza delle poppate e tantomeno smettere di allattare per far riposare il seno;</li>
<li>rassicurare la donna che il dolore può guarire e si può prevenire in futuro;</li>
<li>suggerire l&#8217;applicazione di latte spremuto manualmente dopo ogni poppata per lubrificare e ammorbidire i tessuti e facilitare la cicatrizzazione;</li>
<li>applicare un impacco caldo al seno prima delle poppate per stimolare il riflesso ossitocico, che faciliterà attacco e suzione e permetterà alla donna di sentire meno dolore;</li>
<li>iniziare ogni poppata dal seno meno colpito;</li>
<li>se il bambino si addormenta durante la poppata e non succhia attivamente pur rimanendo attaccato, staccarlo dolcemente dal seno aiutandosi con un dito;</li>
<li>lavare i capezzoli una sola volta al giorno per una normale igiene e non ad ogni poppata;</li>
<li>evitare sapone, unguenti e creme sui capezzoli ;</li>
<li>l&#8217;uso dei paracapezzoli va evitato perché non è dimostrata l&#8217;efficacia nella prevenzione delle ragadi (anzi il materiale di cui sono composti può causare irritazione e sfregamento, l’accumulo di latte nel paracapezzolo crea un terreno fertile per ospitare agenti patogeni);</li>
<li>limitare l’uso di copricapezzoli e coppette assorbilatte (o comunque non indossarle troppo a lungo) e anzi lasciare i capezzoli all’aria dopo la poppata per evitare il ristagno di umidità.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="720" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/03/Raynaud_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1552041623756 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Fenomeno di Raynaud</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1552504068541" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Il fenomeno di Raynaud (solitamente congenito) consiste in uno stato patologico caratterizzato da <em>vasospasmi</em> episodici dei vasi sanguigni periferici, con riduzione del flusso di sangue alle regioni coinvolte, seguiti da vasodilatazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spasmo, provocato in genere dall’esposizione al freddo e/o stress emotivo, genera dolore nel momento in cui riprende la circolazione (si possono percepire come delle piccole scosse o formicolii). Tale fenomeno si manifesta soprattutto nelle dita di mani e piedi ma può comparire anche in allattamento, spesso anche in seguito ad un attacco inadeguato del neonato al seno, che costringe il capezzolo a comprimersi contro il palato duro del lattante. Il fenomeno interessa entrambi i capezzoli e provoca fitte dolorose e bruciori che possono perdurare fino ad un’ora dopo la poppata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che caratterizza il fenomeno è un cambiamento del colore del capezzolo in modo trifasico: inizialmente il capezzolo sarà bianco (<em>fase ischemica</em>), successivamente blu (<em>fase cianotica</em>) e infine rosso (<em>fase eritematosa</em>). È importante saper individuare questa patologia poiché il dolore è così intenso da rappresentare una delle cause di interruzione dell’allattamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Eseguire una buona anamnesi, per capire se vi è una storia personale/familiare di questa patologia;</li>
<li>Indagare se la problematica si acutizza con il freddo, se interessa entrambi i capezzoli e se questi cambiano colore prima e dopo la poppata;</li>
<li>Consigliare alla donna di smettere di fumare, attraverso un buon counselling antitabagico che sottolinei alla donna gli effetti negativi del fumo in allattamento e ricordando che la nicotina vasocostringe ulteriormente i vasi periferici;</li>
<li>Consigliare di evitare brusche variazioni di temperatura (quindi suggerire di allattare in un luogo sufficientemente caldo e di asciugare il capezzolo al termine della poppata);</li>
<li>Suggerire di evitare sostanze, come la caffeina, che possono scatenare il vasospasmo;</li>
<li>Se il vasospasmo è generato da un attacco scorretto, sostenere la donna per correggerlo;</li>
<li>È stata dimostrata l’efficacia dei calcio-antagonisti, come la nifedipina, nel trattamento, poiché agiscono dilatando i vasi sanguigni periferici e aumentando il flusso di sangue.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Con questo approfondimento Maia vi apre le porte del mondo delle patologie della mammella e spera la seguiate in questo cammino!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Bettinelli, M.B., Giusti, A.<a href="http://www.ginecologo-ostetrica.it/wp-content/uploads/2017/05/AS_1Allattamento_al_seno_tra_arte_scienza_natura.pdf"><em> Allattamento al seno: tra arte, scienza e natura. Guadagnare salute dossier. </em></a>Zadig editore.</li>
<li style="text-align: justify;"><a href="https://unamaiaperamica.it/libreria/allattare-un-gesto-damore-di-tiziana-catanzani-paola-negri/">Catanzani, T., Negri, P. (2015).<em> Allattare: un gesto d’amore. </em>Bonomi Editore, Pavia.</a></li>
</ul>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire/">Patologie del Seno in Allattamento: Quali Sono e Come Intervenire (Parte 1)</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
