<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>candida | Una Maia per amica</title>
	<atom:link href="https://unamaiaperamica.it/tag/candida/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://unamaiaperamica.it</link>
	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
	<lastBuildDate>Mon, 05 Aug 2019 10:44:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.2</generator>

<image>
	<url>https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2018/11/cropped-UMPA_marchio-32x32.png</url>
	<title>candida | Una Maia per amica</title>
	<link>https://unamaiaperamica.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Infezione da Candida: Quel Fungo&#8230; Maledetto!</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezione-da-candida-quel-fungo-maledetto/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezione-da-candida-quel-fungo-maledetto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 10:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[azolitici]]></category>
		<category><![CDATA[bianche]]></category>
		<category><![CDATA[bruciore]]></category>
		<category><![CDATA[candida]]></category>
		<category><![CDATA[candidiasi]]></category>
		<category><![CDATA[candidosi]]></category>
		<category><![CDATA[canesten]]></category>
		<category><![CDATA[complicata]]></category>
		<category><![CDATA[dense]]></category>
		<category><![CDATA[diflucan]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[eritema]]></category>
		<category><![CDATA[fluconazolo]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologo]]></category>
		<category><![CDATA[grige]]></category>
		<category><![CDATA[gynocanesten]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[inodori]]></category>
		<category><![CDATA[non complicata]]></category>
		<category><![CDATA[Ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[perdite]]></category>
		<category><![CDATA[prurito]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[ricotta]]></category>
		<category><![CDATA[vaginite]]></category>
		<category><![CDATA[vaginosi]]></category>
		<category><![CDATA[vulvovaginite]]></category>
		<category><![CDATA[VVC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6837</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f636a49479"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row top-level"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Rieccoci signore e signorine al nostro appuntamento con le infezioni vaginali! Nel <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/">precedente articolo</a> vi abbiamo parlato della differenza tra vaginite e <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/">vaginosi</a>, soffermandoci poi su quest’ultima: oggi parleremo di candida (candidiasi o candidosi vulvovaginale), perciò se siete qui per cercare di capire che cosa siano quelle perdite strane che avete da qualche giorno, cosa vi causi quel prurito, quel bruciore quando fate pipì, il dolore e il disagio ai rapporti, e non vi sembrano simili a ciò che verrà descritto di seguito, vi consigliamo di leggere attentamente anche il precedente articolo!</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, come abbiamo sottolineato in precedenza, la diagnosi differenziale è fondamentale per curarvi al meglio e scrollarvi di dosso questi fastidiosi disturbi!</p>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558872662885 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>La Candidosi Vulvovaginale</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558870196077" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Anche la candida, come la vaginosi batterica, è una delle infezioni vaginali più diffuse e rientra nelle Malattie Sessualmente Trasmesse (anche se non tutti sono d’accordo su questo aspetto): essa colpisce circa il 70% delle donne almeno una volta nella vita e circa il 20% delle donne in gravidanza; non solo, questo fungo può essere trasmesso anche agli uomini, trattandosi appunto di una MST, perciò ometti, leggete anche voi!</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;infezione è causata da questo microrganismo, solitamente della specie <em>Candida Albicans</em>, che è un fungo normalmente presente in maniera inoffensiva, ossia come <em>saprofita,</em> nel nostro organismo, in particolare nell’apparato gastrointestinale.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcune condizioni, però, il fungo può passare dalla forma di saprofita a quella di agente infettivo: quando può accadere? Ad esempio, dopo una terapia antibiotica che, come spiegato nell’<a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/">articolo precedente</a>, va a distruggere la flora batterica “buona” sia a livello intestinale che vaginale, lasciando indifeso l’ambiente; più in generale, quando le difese immunitarie sono più deboli, come durante un periodo di malattia o in caso di immunodeficienza; in alcuni casi, anche l’uso di contraccettivi orali può contribuire; anche durante il ciclo mestruale si può essere più suscettibili all’insorgere dell’infezione grazie al cambiamento del pH vaginale; oppure ancora, in caso di stress intenso o in particolari condizioni metaboliche o glicemiche, come ad esempio il diabete mellito. Ma, essendo una MST, anche i rapporti non protetti possono causare l’infezione, albergando le spore del fungo a livello prepuziale nell’uomo, anche in quello asintomatico. Inoltre, esistono dei comportamenti abituali che possono contribuire alla proliferazione del fungo, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Indossare biancheria intima in microfibra e vestiti molto attillati che non lasciano traspirare la pelle;</li>
<li>Utilizzare assiduamente salvaslip, in particolare non quelli di cotone;</li>
<li>Utilizzare detergenti aspecifici per l’igiene intima, eseguendo quest’ultima troppo assiduamente o troppo di rado;</li>
<li>Scambiare abitualmente la biancheria da bagno con un’altra persona;</li>
<li>Frequentare ambienti a rischio come piscine e spiagge;</li>
<li>Consumare zuccheri e lieviti in maniera non controllata.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo ricordare, poi, che non esiste solo la Candida Albicans, nonostante sia la più diffusa: infatti, questo microrganismo ha diverse declinazioni, come la Candida Glabrata e altre specie non-albicans, come la Candida Krusei, la Candida Dubliniensis o la Candida Auris. Questi funghi, a livello sistemico, in forme invasive ad alta carica infettiva possono essere addirittura letali, andando ad infettare diversi organi e apparati.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img fetchpriority="high" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1280" width="1920" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/ricotta_perdite_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558870216354 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Sintomi</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558870226168" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">I principali sintomi dell’infezione da candida vaginale possono comparire anche dopo qualche tempo dall’inizio della proliferazione fungina. Questi includono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Perdite bianche dense</strong>, tipo “latte cagliato”, alle volte grigiastre, solitamente abbondanti con attecchimento alle pareti vaginali, <strong>non maleodoranti</strong>;</li>
<li>Forte <strong>prurito</strong> a livello vulvare e vaginale, in particolare a livello della commissura vulvare posteriore;</li>
<li><strong>Disuria</strong>: solitamente compare un fastidioso bruciore alla minzione;</li>
<li>Irritazione, bruciore, sensazione di disagio continua;</li>
<li><strong>Dolore durante i rapporti</strong> sessuali;</li>
<li><strong>pH vaginale nella norma, </strong>alle volte iperacido rispetto alla fisiologia (pH&lt;3,5).</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/pruritointimo_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558870239704 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Prevenzione</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558870250399" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Cosa possiamo fare preventivamente per evitare l’insorgenza della candida? Gli accorgimenti sono semplici e di facile applicazione:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Indossare intimo di cotone, preferibilmente bianco, evitando pizzi, merletti e rifiniture che possono diventare un nido per gli agenti patogeni;</li>
<li>Evitare di consumare dolci, zuccheri semplici, farine troppo lavorate, alcolici;</li>
<li>Utilizzare un detergente intimo dedicato per la propria età e condizione di fertilità lavandosi almeno 1 volta al giorno;</li>
<li>Evitare di utilizzare deodoranti intimi e profumi a livello vaginale;</li>
<li>Ridurre al massimo lo stress partendo dalle sue cause;</li>
<li>Cambiare frequentemente gli assorbenti e i salvaslip, optando per quelli di cotone o per la coppetta mestruale;</li>
<li>Al bagno, pulirsi dall’avanti verso l’indietro e applicare le buone norme igieniche.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1434" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/candida-microscopio_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558873467188 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Trattamento</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1559556997547" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Il trattamento della candida dipende anche dal tipo di infezione in corso: difatti, vengono distinte due principali “classi”: la vulvovaginite da candida non complicata (VVCNC) e la vulvovaginite da candida complicata (VVCC).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VVC Non Complicata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Può essere diagnosticata semplicemente attraverso l’osservazione delle ife fungine nel secreto vaginale su vetrino oppure grazie ad un esame colturale. Se il pH vaginale risulta nella norma (&lt;4,5) e si rileva un’assenza di sintomi non è indicato il trattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">I trattamenti topici di breve durata (singola dose o 1-3 giorni di terapia) si sono dimostrati efficaci nel trattamento della VVC non complicata e in caso di una prima infezione acuta.<br />
I farmaci per via topica vaginale consigliati sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>miconazolo</strong> (farmaco topico di prima scelta);</li>
<li>clotrimazolo;</li>
<li>nistatina, meno efficace degli imidazolitici;</li>
<li>tioconazolo;</li>
<li>butoconazolo (non in commercio in Italia);</li>
<li>terconazolo (non in commercio in Italia).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la terapia orale, secondo alcuni gold standard, è consigliata l’assunzione di <strong>Fluconazolo 150 mg in singola dose</strong>: questa è da somministrare anche al partner in caso di infezione ricorrente o sintomi (solitamente associati a balanite, con prurito e microulcere a livello del glande).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VVC Complicata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In quanto complicata, appunto, non ha una semplice definizione, ma tre quadri clinici differenti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>VVC ricorrente;</li>
<li>VVC severa;</li>
<li>VVC non-albicans.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><u>VVC Ricorrente</u></p>
<p style="text-align: justify;">Un’infezione da candida si definisce ricorrente quando la donna presenta episodi di infezione <strong>sintomatica 4 o più volte in un anno</strong>, e questa colpisce meno del 5% delle donne.</p>
<p style="text-align: justify;">La patogenesi di questo tipo di VVC è poco compresa, in quanto la maggior parte delle donne non presenta particolari fattori di rischio predisponenti l’insorgere dell’infezione: nel 10-20% dei casi si osserva quindi un’isolamento di una specie non-albicans resistente agli azolitici, tuttavia i ceppi Albicans, più frequenti, sono raramente resistenti e nella maggior parte dei casi sensibili agli antimicotici.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si tratta?</p>
<p style="text-align: justify;">La terapia prevede gli stessi principi attivi utilizzati per la VVC non complicata ma con una posologia prolungata: solitamente la terapia topica si effettua per circa due settimane; il fluconazolo orale 150 mg, invece, per tre volte, una volta al giorno ogni tre giorni (giorno 1, giorno 4, giorno 7). Ma questo non basta, infatti è prevista una terapia di mantenimento di 6 mesi o con clotrimazolo vaginale o sempre con fluconazolo orale.</p>
<p style="text-align: justify;"><u>VVC Severa</u></p>
<p style="text-align: justify;">L’infezione fa così in profondità da portare ad un peggioramento estremo dei sintomi: si può trovare un eritema esteso a mappa geografica, un edema importante, escoriazioni, fissurazioni. Il trattamento prevede una terapia assimilabile a quella della VVC ricorrente, valutata sempre dal professionista di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><u>VVC Non-albicans</u></p>
<p style="text-align: justify;">Le specie di candida di cui parlavamo in precedenza (Krusei, Glabrata, Dubliniensis…) non sono facili da curare con i normali azolitici: la Candida Krusei, infatti, è resistente al fluconazolo e nel 31% dei casi anche all’itriconazolo; la Glabrata è resistente nel 10-15% dei casi al fluconazolo e nel 50% ca. dei casi all’itraconazolo. Entrambe stanno mostrando una sensibilità diminuita al trattamento con amphotericina B, per cui il trattamento ottimale per queste specie è tuttora sconosciuto. Si tende ad applicare un trattamento prolungato (7-14 gg) con un farmaco azolico diverso dal fluconazolo: è utile nel 70% dei casi, in caso di fallimento, il trattamento con ovuli di acido borico 600 mg per 14 gg.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo ricordare che a qualsiasi tipo di trattamento ci si debba sottoporre, è importante prendersi cura del microbiota vaginale: come? Correggendo i comportamenti di cui parliamo nella Prevenzione ed utilizzando dei <strong>fermenti lattici vaginali</strong>, che siano in crema, gel od ovuli, che vadano a riequilibrare la flora batterica vaginale fisiologica che con l&#8217;infezione è venuta meno.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/pregnant5_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1558870310228 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>E in Gravidanza?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558872397671" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">L’infezione, se contratta in gravidanza, non viene trasmessa direttamente al bambino, ma è importante assumere al terapia anche in questo periodo: molti dei farmaci ad uso topico esterno possono essere utilizzati, in relazione alla severità della VVC, mentre è controindicata la terapia orale.</p>
	</div>
</div>




<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1558874133057" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Maia spera di aver reso abbastanza chiaro il quadro generale di quest’infezione: ci teniamo a ricordare che in ogni caso la valutazione dell’infezione, la sua diagnosi differenziale e la cura devono essere effettuate e prescritte da un professionista sanitario dedicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel prossimo articolo vi parleremo della tricomoniasi, sempre con sintomi e trattamenti: per domande, dubbi o curiosità non esitate a contattarci!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Bolis, G. (2017). Manuale di Ginecologia e Ostetricia. II edizione, EdiSES, Napoli.</li>
<li><a href="http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/313">http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/313</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>*pics courtesy of the internet</em></span></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezione-da-candida-quel-fungo-maledetto/">Infezione da Candida: Quel Fungo… Maledetto!</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezione-da-candida-quel-fungo-maledetto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Infezioni Vaginali: Vaginosi Batterica</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2019 10:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[abbondanti]]></category>
		<category><![CDATA[amsel]]></category>
		<category><![CDATA[arrossamento]]></category>
		<category><![CDATA[bianche]]></category>
		<category><![CDATA[bruciore]]></category>
		<category><![CDATA[candida]]></category>
		<category><![CDATA[clindamicina]]></category>
		<category><![CDATA[clue cells]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo intimo]]></category>
		<category><![CDATA[gardnerella]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologo]]></category>
		<category><![CDATA[grigiastre]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
		<category><![CDATA[irritazione]]></category>
		<category><![CDATA[leucorrea]]></category>
		<category><![CDATA[metronidazolo]]></category>
		<category><![CDATA[mycoplasma]]></category>
		<category><![CDATA[Ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[perdite]]></category>
		<category><![CDATA[perdite maleodoranti]]></category>
		<category><![CDATA[perdite pesce avariato]]></category>
		<category><![CDATA[prurito]]></category>
		<category><![CDATA[rotten fish]]></category>
		<category><![CDATA[segni]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[vaginale]]></category>
		<category><![CDATA[vaginosi batterica]]></category>
		<category><![CDATA[vulva]]></category>
		<category><![CDATA[vulvovaginite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6807</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f636a4bd1c"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1565001864033" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Buongiorno a tutte signore e signorine! Se siete capitate su questa pagina probabilmente è perché, ahimè, come capita quasi a tutte le donne almeno una volta nella vita, avete qualche disturbo a livello vaginale, un fastidio tanto intenso da farvi cercare informazioni sul web per scoprire come debellarlo. Prurito? Dolore? Bruciore quando fate la pipì? Perdite vaginali che sembrano uscite dal bozzolo di Alien? Non allarmatevi, Maia è qui per aiutarvi a superare con serenità i mille dubbi che possono essere insorti, le difficoltà createsi per colpa di questi disturbi e… per capire di cosa si tratta!</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto non preoccupatevi: questi disturbi sono piuttosto frequenti, soprattutto nelle donne in età riproduttiva, sia grazie allo stile di vita più attivo ma anche a causa dei livelli ormonali.</p>
<p style="text-align: justify;">La diagnosi differenziale tra le diverse infezioni vaginali è fondamentale per capire come debellare il problema: non pensiate che siano tutte uguali! Una vaginosi batterica è totalmente diversa da una vulvovaginite da lievito come la candida: pensare il contrario è un errore frequente, è vero, e alle volte è proprio quest’idea che va a pregiudicare una rapida e buona guarigione!</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, quali sono le principali infezioni vaginali? Maia nei prossimi articoli vi parlerà di:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Vaginosi Batterica</li>
<li><a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezione-da-candida-quel-fungo-maledetto/">Vulvovaginite da Candida</a></li>
<li><a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/tricomoniasi-vaginale-cause-sintomi-e-cura/">Tricomoniasi</a></li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1620" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/IDK_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1556899970336 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Vaginite o Vaginosi?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1556899980021" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Generalmente il termine “vaginite” sta ad indicare una condizione infiammatoria o un’infezione della vagina e, alle volte, della vulva (perché si, sono due cose diverse: la vagina è il canale interno che porta all’apparato riproduttivo vero e proprio, mentre la vulva è la parte esterna e quindi visibile dei genitali femminili). Questa condizione pertanto è attribuibile ad un’infezione da parte di un agente patogeno che scatena la condizione infiammatoria: un esempio di vulvovaginite è quindi la candida.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la vaginosi batterica, invece, questa va sì a colpire lo stesso ambiente vaginale, ma è causata da una semplice alterazione dell’equilibrio della sua microflora batterica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che differenzia questi due tipi di infezioni vaginali, tuttavia, non è solo la loro causa, bensì giocano un ruolo importantissimo i loro sintomi e i trattamenti per la cura!</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1051" width="1920" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/Bacterial-Vaginosis_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1556899991664 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Vaginosi Batterica</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1556900160955" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Si tratta dell’infezione vaginale più diffusa nelle donne in età fertile.</p>
<p style="text-align: justify;">Come detto sopra, la vaginosi batterica nasce dall’alterazione del normale equilibrio dell’ambiente vaginale: in questo ambiente, difatti, fisiologicamente proliferano batteri aerobi chiamati <strong>lattobacilli </strong>(per circa il 95%) e piccole quantità innocue di batteri aerobi. Quando questo equilibrio si rompe, e quindi il rapporto aerobi/anaerbi si inverte, andiamo incontro alla proliferazione di batteri come la <em>Gardnerella Vaginalis</em>, la <em>Prevotella spp</em>, il <em>Mycoplasma Hominis</em> e molti altri che portano ad una condizione, per l’appunto, di disturbo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo quando può succedere? Per esempio se vengono assunti farmaci come gli antibiotici, che vanno ad eliminare tutta la microflora di lattobacilli presente nel corpo, non solo  a livello intestinale, ma anche vaginale; a volte succede a causa della presenza della <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/contraccezione-la-spirale-o-iud/">spirale</a>, per la presenza dei suoi fili in vagina (riconosciuti dal microambiente come corpo estraneo); a volte semplicemente per rapporti sessuali frequenti (anche se si può riscontrare anche nelle donne sessualmente inattive), igiene intima scarsa o esagerata con un detergente intimo inadeguato, frequenti lavande vaginali.</p>
<p style="text-align: justify;">La vaginosi è associata, in numerosi studi epidemiologici, alle infezioni del tratto genitale superiore tra cui l’endometrite e la malattia infiammatoria pelvica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la gravidanza, quest’infezione colpisce il 9-23% delle donne ed è associata a parto pretermine, corionamniosite, rottura prematura delle membrane, endometrite postpartum e aborto spontaneo. Pertanto, numerosi studi cercano di capire se lo screening o il suo trattamento migliorino l’esito della gravidanza: sulla base delle evidenze presenti in letteratura, lo <strong>screening sulle gravide asintomatiche non è raccomandato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sintomi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i sintomi, non tutte le donne li manifestano, oppure lo fanno in maniera molto lieve. Tuttavia, almeno una donna su due prova i sintomi classici della vaginosi, quali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Odore sgradevole</strong>, o “rotten fish” (pesce avariato): questo diventa via via più intenso soprattutto nei giorni delle mestruazioni, dopo i rapporti (il pH alcalino dello sperma fa aumentare il rilascio di amine aromatiche) o l’igiene intima;</li>
<li><strong>Secrezioni più o meno abbondanti di colore bianco/grigiastro</strong> di consistenza lattiginosa e omogenea (leucorrea) che ricoprono le pareti vaginali;</li>
<li><strong>pH vaginale alterato (&gt;4,5)</strong>: questo perché i batteri anaerobi nella loro proliferazione vanno ad alcalinizzare l’ambiente vaginale, innalzando i livelli di pH;</li>
<li>solitamente sono <strong>assenti, o quasi, prurito, bruciore e arrossamento</strong>; probabilmente il prurito è il sintomo più comune tra questi per alcune specie batteriche, il che può portare ad arrossamento e lesioni da grattamento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per la diagnosi clinica solitamente si fa riferimento ai <strong>criteri clinici di Amsel</strong> che comprendono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>caratteristiche delle perdite (di cui sopra);</li>
<li>presenza di<em> clue cells</em> (cellule epiteliali ai cui bordi aderiscono numerosi batteri) all’osservazione microscopica per almeno il 20% rispetto alle normali cellule epiteliali;</li>
<li>odore di pesce al <em>whiff test</em> con KOH al 10%;</li>
<li>pH vaginale &gt;4,5.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">La presenza di almeno tre di questi segni pone diagnosi di vaginosi batterica.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap center" data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1405" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/05/gardnerella_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1557079706025" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;"><strong>Trattamento</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Solitamente la cura consta di un regime di trattamento a base di Metronidazolo, un antibiotico a struttura nitroimidazolica, solo per la donna: infatti, in caso di vaginosi batterica, il trattamento del partner non è necessario.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il Center of Disease and Control and Prevention ci sono diverse alternative:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Metronidazolo orale, 2g in singola dose (scelta con i maggiori vantaggi) </strong><em>oppure</em></li>
<li>Metronidazolo orale 500mg, 2vv al dì/7gg <em>oppure</em></li>
<li>Metronidazolo gel 0,75%, una applicazione in vagina/5gg <em>oppure</em></li>
<li>Clindamicina crema 2%, una applicazione in vagina/5gg (solitamente non utilizzato perché meno efficace e più costoso) <em>oppure</em></li>
<li>Clindamicina orale 300mg 2 vv al dì/7gg <em>oppure</em></li>
<li>Clindamicina ovuli 100mg, 1v al dì/3gg <em>oppure</em></li>
<li>Tinidazolo, 2g al dì/2gg <em>oppure</em></li>
<li>Tinidazolo, 1g al dì/5 gg.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per prevenire le recidive a breve termine e ripristinare il pH e l’equilibrio della flora vaginale è efficace la somministrazione locale di preparati con pool di lattobacilli e glicogeno. Anche una dieta equilibrata e l&#8217;assunzione di fermenti lattici possono aiutare, ma è importante ricordare che la flora vaginale (o meglio, il microbiota vaginale) è davvero florido e diversificato, e la maggior parte di fermenti lattici in commercio contengono solo alcuni dei batteri presenti normalmente in vagina, e non andrebbero quindi a prevenire future recidive. Molto spesso infatti un corpo in salute e ben curato ripristina da solo il suo microbiota!</p>
<p style="text-align: justify;">Se doveste quindi presentare qualcuno di questi sintomi, non ricorrete al fai da te! Rivolgetevi ad un professionista competente che saprà fornirvi la giusta cura per questo disturbo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono gli aspetti fondamentali che caratterizzano la vaginosi batterica: Maia spera di esservi stata di aiuto e vi invita a seguirci per scoprire le differenze con le altre infezioni vaginali nei prossimi articoli!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="https://amzn.to/2DNDUvr">Bolis, G. (2017). Manuale di Ginecologia e Ostetricia. II edizione, EdiSES, Napoli.</a></li>
<li><a href="http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/311">http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/311</a></li>
<li><a href="https://www.cdc.gov/std/bv/default.htm">https://www.cdc.gov/std/bv/default.htm</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">*pics courtesy of the internet</span></em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/">Infezioni Vaginali: Vaginosi Batterica</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/infezioni-vaginali-vaginosi-batterica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patologie del Seno in Allattamento: Quali Sono e Come Intervenire (Parte 3)</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-3/</link>
					<comments>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-3/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 10:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[ascesso]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[candida]]></category>
		<category><![CDATA[capezzolo]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[eczema]]></category>
		<category><![CDATA[galattocele]]></category>
		<category><![CDATA[herpes]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
		<category><![CDATA[latte materno]]></category>
		<category><![CDATA[mammella]]></category>
		<category><![CDATA[mughetto]]></category>
		<category><![CDATA[Neonato]]></category>
		<category><![CDATA[Ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[rimedi]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[spremitura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://unamaiaperamica.it/?p=6780</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f636a4d964"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
	<div  class="vc_col-sm-12 wpb_column column_container vc_column_container col no-extra-padding"  data-padding-pos="all" data-has-bg-color="false" data-bg-color="" data-bg-opacity="1" data-animation="" data-delay="0" >
		<div class="vc_column-inner" >
			<div class="wpb_wrapper">
				
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917362783" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Bentornati con l’ultimo appuntamento sulle patologie che possono colpire il seno di una mamma che allatta: se vi siete persi la <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire/">Parte 1</a> e la <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-2/">Parte 2</a> potete cliccare sulle paroline in rosa!</p>
<p style="text-align: justify;">Pur essendo state trattate per ultime, queste problematiche non sono meno importanti. Vediamo insieme quali sono.</p>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1621" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/04/candida_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554917376161 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Infezione da Candida Albicans</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917662890" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">La <em>Candida Albicans</em> è un<em>&#8216;infezione micotica che colpisce i capezzoli o il seno</em> e si diffonde tramite il latte. Tale microrganismo è normalmente presente nell&#8217;organismo umano in basse concentrazioni poiché è tenuto sotto controllo dalla flora batterica endogena. Se questo equilibrio viene danneggiato, la candida può proliferare passando da saprofita a patogeno, causando l’infezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ispezionando la mammella, possiamo osservare <strong>capezzoli o areola rosa-arancio</strong>, <strong>desquamati e pruriginosi oppure rossi</strong>; capezzoli <strong>screpolati</strong> che <strong>bruciano</strong> anche dopo aver migliorato attacco e posizione; la madre può riportare <strong>fitte o punture al seno</strong> che <strong>perdurano anche dopo la poppata</strong> (talvolta descritte come dolori nella profondità della ghiandola mammaria, simili a punture di spillo); spesso si possono osservare nel <strong>bambino</strong> uno <strong>sfogo da pannolino, macchie bianche dentro la bocca</strong> (<em>mughetto</em>) e <strong>riluttanza</strong> a poppare.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause sono plurime: può derivare da un&#8217;infezione presente nella bocca del bambino (<em>candidiasi orale</em>); può far seguito ad una terapia antibiotica o cortisonica per il trattamento di una mastite o di un&#8217;altra infezione o a seguito di un taglio cesareo; se la donna è affetta da <em>candidiasi vaginale</em>, questa si può presentare anche al seno; può derivare da <em>traumi al capezzolo</em> che fanno da veicolo per l’infezione; si può presentare in madri <em>portatrici croniche di HIV, Diabete o Anemia</em> a causa di una diminuzione delle difese immunitarie; può derivare da <em>condizioni “ambientali</em>” quali un eccesso di carboidrati nella dieta materna, abuso di alcol, stress e allergie.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>mantenere il capezzolo asciutto, poiché l’ambiente caldo umido ne favorisce la crescita (alcune donne preferiscono farlo asciugare all’aria e lasciare per qualche minuto al giorno il seno libero ed esposto alla luce);</li>
<li>evitare di dare al bambino il ciuccio o le tettarelle e di usare il mastosuttore, perché potrebbe favorire il trasferimento del fungo (se non si può evitare l’uso, bollirli per 20 minuti e cambiarli settimanalmente);</li>
<li>evitare di conservare il latte perché questa procedura potrebbe favorire la reinfezione del bambino;</li>
<li>il reggiseno va cambiato ogni giorno e lavato in acqua calda saponata;</li>
<li>spiegare alla mamma la tecnica corretta di lavaggio delle mani per prevenire infezioni crociate tra mamma e bambino;</li>
<li>trattamento con farmaco antimicotico da somministrare sia alla madre sia al bambino; a volte anche al padre o partner se si sospetta un ciclo di infezione/reinfezione; usare un farmaco per capezzoli/bocca del bambino che non debba essere lavato via dai capezzoli prima di ogni poppata; continuare il trattamento per 7 giorni dopo che il dolore è passato;</li>
<li>se il trattamento antimicotico non porta a miglioramento, sospettare un’infezione batterica da trattare con antibiotici.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1279" width="1920" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/04/eczemaprurito_unamaiaperamica.jpg" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554917744312 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Eczema e Allergia</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917753971" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Si tratta di <em>un’irritazione nelle zone di capezzolo e areola che provoca prurito e dolore</em>, oltre che <em>arrossamento</em>. Lo si può confondere con la candida per via dei sintomi simili, ma individuare le cause può essere d’aiuto nella diagnosi differenziale. Queste possono essere legate alla <em>cura della persona</em> come l’utilizzo di creme e unguenti farmacologici o cosmetici, detergenti topici, tiralatte o paracapezzoli, abiti sintetici e/o coppette assorbi-latte sintetiche, detersivi per lavare biancheria. Oppure possono essere legate <em>al bambino</em>, che potrebbe attaccarsi al seno con residui di cibi solidi; potrebbe dipendere dai medicinali assunti o dal cambio nella composizione della saliva causato dalla dentizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Trovare la causa dell’eczema e rimuoverla;</li>
<li>Educare alle normali pratiche di igiene e cura del capezzolo (tenerli asciutti, biancheria di cotone, lavarli solo con acqua tiepida);</li>
<li>La terapia prevede l’uso di una crema cortisonica da applicare preferibilmente dopo la poppata per minimizzare l’ingestione del farmaco da parte del bambino;</li>
<li>Esistono anche cure erboristiche e omeopatiche, in questi casi ci si deve rivolgere al terapista di fiducia;</li>
<li>Se l’eczema non migliora e la zona del capezzolo si infiamma e si gonfia è meglio consultare un medico perché in rarissimi casi potrebbe trattarsi della Malattia di Paget, ovvero una forma di carcinoma che dai dotti può infiltrare areola e capezzolo.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554919140652 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Herpes</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917827009" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">L’infezione da <em>Herpes Simplex virus</em> è un tipo di infezione che si può contrarre facilmente e, come per la candida, la trasmissione al bambino può avvenire durante il parto con il passaggio nel canale vaginale, nel caso in cui si abbiano lesioni erpetiche nella zona vaginale. Una volta contratta rimane permanente e alterna fasi di latenza a fasi in cui si manifesta con lesioni in varie parti del corpo. L’herpes si manifesta sul seno con <strong>vescicole acquose di forma regolare</strong>, simili a quella della varicella, molto <strong>dolorose</strong>, che provocano <strong>bruciori lancinanti</strong>. Esse tendono a rompersi e a formare delle croste. La certezza della diagnosi si ha solo in seguito all’esame colturale delle lesioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>È necessario sospendere temporaneamente l’allattamento dalla mammella in cui sono presenti sull’areola vesciche, aperte o chiuse, e proporre al bambino il latte spremuto fino a guarigione;</li>
<li>Educare ad un’igiene scrupolosa, per evitare il contagio in altre zone del corpo;</li>
<li>Trattare con farmaci antivirali per ridurre la sintomatologia e far guarire le lesioni, tuttavia ad oggi non esiste una cura che debelli il virus dall’organismo.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="img-with-aniamtion-wrap " data-max-width="100%" data-max-width-mobile="100%" data-shadow="none" data-animation="fade-in" >
      <div class="inner">
        <div class="hover-wrap"> 
          <div class="hover-wrap-inner">
            <img loading="lazy" decoding="async" class="img-with-animation skip-lazy " data-delay="0" height="1080" width="1920" data-animation="fade-in" src="https://unamaiaperamica.it/wp-content/uploads/2019/04/galattocele_unamaiaperamica.png" alt=""  />
          </div>
        </div>
      </div>
    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554917872295 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Galattocele</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554917883141" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">Per galattocele si intende una <em>tumefazione cistica della ghiandola mammaria</em>, che si può manifestare durante l’allattamento. Si tratta di una formazione rotondeggiante, di solito non dolorosa, da cui fuoriesce pus misto a latte. Si presenta come complicanza di un dotto ostruito.</p>
<p style="text-align: justify;">La diagnosi viene stabilita con l’esecuzione di un ago aspirato o con tecnica ultrasonografica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire</em>?</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il trattamento è chirurgico poiché queste cisti tendono a riempirsi nuovamente di latte una volta aspirate.</li>
</ul>
	</div>
</div>



<div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1554919173017 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Ascesso Mammario</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1554918543130" >
	<div class="wpb_wrapper">
		<p style="text-align: justify;">L&#8217;ascesso mammario è una <em>raccolta di pus che si forma appena sotto la cute, come risultato di un&#8217;infezione batterica</em>. Si presenta con <strong>seni arrossati e caldi</strong>, con un <strong>gonfiore doloroso</strong>, a volte è persino possibile notare una <strong>simil-contusione</strong> a livello della raccolta di pus e rilevare <strong>iperpiressia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella maggior parte dei casi deriva da una complicanza di una mastite, soprattutto se la madre smette di allattare dalla mammella colpita.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come intervenire?</em></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>drenaggio dell’ascesso: se è minimo lo si drena attraverso l&#8217;uso di una siringa, se l&#8217;ascesso è importante si procede con l&#8217;incisione della cute sotto guida ecografica, dopo aver anestetizzato il tessuto mammario (drenaggio chirurgico);</li>
<li>la madre può continuare ad allattare dal seno sano e anche dal seno interessato dall’ascesso, se il tubo di drenaggio o l’incisione sono abbastanza lontani dall’areola e non interferiscono con l’attacco;</li>
<li>se la madre non può o non vuole allattare dal seno colpito, è importante spremere il latte; ricordarle poi che potrà riprendere ad allattare dopo la guarigione (2-3 giorni dopo il drenaggio).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Maia vi ringrazia per averle dedicato del tempo e spera di aver fatto chiarezza riguardo le patologie del seno in allattamento. VI ricordiamo inoltre che, sebbene queste siano indicazioni per i professionisti, possono essere utili anche per una mamma che vorrà allattare o che allatta, perchè dopo aver letto questi articoli, avrà degli strumenti in più per individuare delle problematiche e soprattutto per chiedere tempestivamente l’aiuto di un’Ostetrica.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Bettinelli, M.B., Giusti, A. <em><a href="http://www.ginecologo-ostetrica.it/wp-content/uploads/2017/05/AS_1Allattamento_al_seno_tra_arte_scienza_natura.pdf">Allattamento al seno: tra arte, scienza e natura. Guadagnare salute dossier</a></em>. Zadig editore.</li>
<li><a href="https://unamaiaperamica.it/libreria/allattare-un-gesto-damore-di-tiziana-catanzani-paola-negri/">Catanzani, T., Negri, P. (2015). <em>Allattare: un gesto d’amore. </em>Bonomi Editore, Pavia.</a></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>*pics courtesy of the internet</em></span></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-3/">Patologie del Seno in Allattamento: Quali Sono e Come Intervenire (Parte 3)</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://unamaiaperamica.it/didattica/patologie-del-seno-in-allattamento-quali-sono-e-come-intervenire-parte-3/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
