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	<title>bacino | Una Maia per amica</title>
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	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
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	<title>bacino | Una Maia per amica</title>
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		<title>Il Movimento Libero Durante il Travaglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 10:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
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		<p style="text-align: justify;">Eccoci con un nuovo articolo, questa volta dedicato al momento del travaglio, quindi futuri mamme e papà, parenti e professionisti: leggere attentamente! Partiamo subito con una notizia shock: <strong>se le condizioni di benessere materno e fetale lo permettono, la mamma durante il travaglio può essere libera di muoversi come meglio preferisce e sente</strong>. Ebbene sì, non è assolutamente obbligatorio rimanere sdraiate per tutta la durata del travaglio o dover spingere per forza con le gambe sui gambali, in quella che viene definita <em>posizione litotomica o ginecologica </em>(quella in cui ci mettiamo durante le visite ginecologiche per l’appunto). Le posizioni supine (a pancia in su) infatti bloccano il bacino posteriormente, riducendo gli spazi di movimento e progressione del feto e non permettono l’allineamento dell’utero con la cervice e l’ingresso pelvico, rendendo così necessarie contrazioni più intense – e quindi più dolorose- per poter essere efficaci in termini di dilatazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversi invece sono gli effetti del movimento libero e della postura sull’andamento del travaglio:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Rendono più sostenibile il dolore e possono facilitare il riposo durante la pausa tra una contrazione e l’altra;</li>
<li style="text-align: justify;">Rendono partecipe chi accompagna e sostiene la donna;</li>
<li style="text-align: justify;">Favoriscono il benessere fetale e il suo corretto posizionamento;</li>
<li style="text-align: justify;">Facilitano l’evoluzione del travaglio</li>
<li style="text-align: justify;">Aumentano il grado di soddisfazione materna e della coppia.</li>
</ul>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1572791552881" >
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		<p style="text-align: justify;">Come avete visto, poco fa abbiamo parlato di movimento libero e postura; le due cose infatti sono differenti. Si parla di <em>movimento libero</em> quando la <em>donna è completamente libera di muoversi, assecondando il suo sentire, e l’Ostetrica non attua nessuna imposizione</em>, ma anzi crea le condizioni affinché la donna possa muoversi in piena libertà. In tutto ciò entra in gioco anche la disposizione della stanza, qualora si dovesse decidere di partorire in ospedale: il letto non dovrebbe mai essere al centro, in quanto alla donna che entra in sala parto può arrivare il messaggio che la prima e unica cosa da fare sia sdraiarsi sul letto; se il letto assume una posizione marginale, la donna avrà più spazio per muoversi e si sentirà più libera di farlo, sfruttando anche oggetti che possono esserle utili e perciò dovrebbero trovarsi in ogni sala parto (es sedie, sgabelli, palle, liane…).</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla invece di <em>postura</em> quando <em>alla donna è richiesto di mettersi in precise posizioni/di compiere determinati movimenti in base alla necessità clinica</em>. Perciò le posture sono a tutti gli effetti pratiche assistenziali non invasive che possono essere utilizzate per migliorare l’andamento del travaglio e il benessere materno-fetale.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi oggi cercheremo di concentrarci sul movimento libero, in quanto le diverse posture variano in base ad ogni singolo caso, anche se a volte la linea fra essi è molto sottile, in quanto l’Ostetrica può guidare la donna verso determinati movimenti per favorire il suo benessere e quello fetale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima premessa, ma non per importanza: tutto ciò che troverete scritto riguarda movimenti e posizioni che le donne nella pratica clinica più frequentemente adottano, in quanto è dimostrato che, se le condizioni assistenziali, relazionali e ambientali lo favoriscono, le donne assumono spontaneamente le posizioni che leggerete di seguito. Tuttavia, durante il travaglio non è in alcun modo obbligatorio seguire alla lettera i movimenti e le posizioni elencate: come sempre è importante farsi guidare dal proprio sentire.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1572792106093" >
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		<p style="text-align: justify;">Dopo tutto ciò che abbiamo visto, è chiaro quindi che la posizione obbligata è uno degli elementi che rendono meno tollerabile il dolore del travaglio, poiché sotto una stimolazione dolorifica ci viene spontaneo assumere determinate posizioni (basti pensare alla posizione fetale assunta durante i dolori mestruali – che ricordiamo non essere fisiologici se necessitano di un antidolorifico). Infatti, a seconda della localizzazione del dolore, molte donne istintivamente individuano le seguenti posizioni:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Se il dolore e la pressione sono posteriori, la donna fisiologicamente sarà portata ad appoggiarsi in avanti, sostenuta da un muro, una palla, dal petto della persona di fiducia o dell’Ostetrica, a mettersi a carponi, in piedi, in ginocchio;</li>
<li>Se il dolore e la pressione sono anteriori, potrebbe scegliere di stare seduta, semiseduta, rannicchiata sul fianco o su uno sgabello, cercando di alleviare la pressione in quel punto.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Al fine di tollerare al meglio il dolore, è fondamentale anche potersi <strong>riposare</strong> tra una contrazione e l’altra o comunque potersi abbandonare e lasciarsi andare, con un appoggio sicuro, che permetta anche di rilassare la muscolatura. Quindi ricordiamo l’importanza delle persone di fiducia presenti al parto, che ci possono sostenere in pausa se scegliamo una posizione in piedi o verticale, mentre per quanto riguarda altre posizioni non esitiamo a chiedere il supporto dell’Ostetrica e dell’oggettistica presente nella stanza (letto, sgabello, sedie, palla, liane…).</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo vediamo come il movimento libero renda più partecipi le persone di fiducia presenti al parto, permettendo loro di essere parte attiva dell’esperienza. La libertà della donna e la partecipazione attiva delle persone di fiducia non possono quindi che aumentare il grado di soddisfazione relativo all’esperienza del travaglio.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1572791698624" >
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		<p style="text-align: justify;">Un altro motivo per cui la posizione supina, citata sopra, viene sconsigliata se mantenuta durante tutto il travaglio, riguarda il benessere fetale: il peso dell’utero gravido va a comprimere la vena cava, riducendo l’apporto di sangue all’utero e quindi al feto. Inoltre, tutto quello che abbiamo visto sopra circa la tolleranza del dolore e il rilassamento in pausa, è benefico anche per il feto, poiché in questo modo la produzione di ormoni dello stress viene bilanciata dalla produzione di ormoni benefici, come le endorfine, generando quello che viene definito <em>eustress </em>o stress “buono”.  In questa condizione il travaglio non può che progredire correttamente, andando a ridurre la necessità di pratiche mediche che possono portare a complicanze dello stato di salute materno- fetale. Ricordiamo poi che il feto deve attraversare un canale osseo, ovvero il bacino, e con il movimento (anche semplicemente camminare un po’ per la stanza o perché no, anche una danza) vengono ampliati gli spazi che deve attraversare, riducendo i fenomeni di compressione della testa e favorendo un suo corretto posizionamento.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1572791754860" >
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		<p style="text-align: justify;">La letteratura è concorde nell’affermare che se la donna è libera di muoversi, la durata della fase attiva del travaglio si riduce di 1-5 ore. Un bel vantaggio eh?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo come mai? Perché una donna libera di muoversi sceglierà istintivamente posizioni che sfruttano la forza di gravità e allineano l’utero e l’ingresso pelvico (in piedi, in piedi sostenendo l’utero, a carponi, in ginocchio, seduta in avanti…). Come abbiamo visto prima, tutto ciò permette alle contrazioni di agire meglio sul collo dell’utero, quindi sulla dilatazione, e aiutano il feto a progredire nel canale del parto.</p>
	</div>
</div>



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		<p style="text-align: justify;">Siamo giunti alla conclusione di questo articolo, fiduciose che sia per voi spunto di riflessione e non un manuale da seguire alla lettera. Fidatevi del vostro sentire, del vostro bambino o bambina e di chi vi accompagna e sostiene in questo viaggio. Sarà sicuramente la scelta migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Lawrence, A., Lewis, L., Hofmeyr, G. J., Styles C. (2013). Maternal positions and mobility during first stage labour. Cochrane Database Syst Rev.</li>
<li style="text-align: justify;">Spandrio, R., Regalia, A., Bestetti, G. (2014). Fisiologia della Nascita. Dai prodromi al post partum. Carocci Faber.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">*pics courtesy of the internet</span></em></p>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/il-movimento-libero-durante-il-travaglio/">Il Movimento Libero Durante il Travaglio</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Feto &#038; Musica: il Mio Bimbo Ascolta?</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/feto-musica-il-mio-bimbo-ascolta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 11:06:49 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Ciao Mamme!</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Maia è qui per parlare con voi di musica: vi sarete chieste se quando fate ascoltare al feto che cresce nella pancia la vostra musica preferita questo possa sentirla. La risposta è si, ed ora vi spieghiamo quando e come succede.</p>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551263579958" >
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		<p style="text-align: justify;">Secondo alcuni studiosi (Lòpez-Teijon et al., Pirhadi) il feto avrebbe una capacità uditiva adeguatamente sviluppata già a 16 settimane gestazionali, quando è grande come un avocado per intenderci. Altri si affidano alla crescita dell’apparato come da libro di anatomia, e ci dicono che l’orecchio è completo intorno alle 18 settimane. Infine abbiamo Gerhardt e Abrams, Gonzàlez e Pirhadi che ci dicono che il feto risponde meccanicamente al suono intorno alle 24 settimane – quando ormai è grande come un melone – ma la risposta, per così dire, “senziente” avviene solo nell’ultimo trimestre di gravidanza, quando il nostro feto ha già le dimensioni di una zucca!</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza niente di definito, tranne il fatto che tutti concludono che dalle 32 settimane gestazionali di una gravidanza fisiologica si possa star certi che il feto ci possa sentire ed eventualmente risponderci.</p>
	</div>
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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1551263599697 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Come?</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551263613497" >
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		<p style="text-align: justify;">Ci sono due diverse teorie su come il feto possa ascoltare. La prima afferma che essendo il suono una vibrazione, questa possa diffondersi nel liquido amniotico fino ad arrivare all’orecchio fetale e diffondersi con le stesse caratteristiche di quell’onda nel liquido presente nell’orecchio stesso, in quanto questo e il liquido amniotico hanno caratteristiche fisiche simili. La seconda teoria, più accreditata, è quella secondo cui il suono si diffonda come vibrazione nelle ossa, quindi è come se il vostro bacino, mamme, facesse da cassa sonora.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi la risposta al vostro quesito è sì, il vostro bimbo sente la musica che ascoltate e vi sente parlare, cantare, ridere e con questo suono si culla. Fare ascoltare la musica ai bimbi nelle vostre pance è sicuro, rilassante e può avere molti effetti benefici per loro ma anche per voi!</p>
	</div>
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    </div><div class="vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_custom_1551263641585 vc_separator-has-text" ><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_l"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span><h4>Buone Abitudini per l'Ascolto</h4><span class="vc_sep_holder vc_sep_holder_r"><span  style="border-color:#f39daa;" class="vc_sep_line"></span></span>
</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551263656073" >
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		<p style="text-align: justify;">Quali sono le buone abitudini da mettere in pratica quando si ascolta la musica perché questo stimolo sia efficace per il vostro cucciolo? Molti autori per i loro studi hanno testato le più diverse situazioni, posizioni e strumenti: Maia vi indicherà quali sono le migliori indicazioni secondo la letteratura disponibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, care mamme, dovete trovare una stanza tranquilla e che vi dia serenità: in questo modo vi rilasserete e anche il vostro bimbo sarà più tranquillo e predisposto all’ascolto. Al-Qahtani suggerisce che il livello di rumore di fondo sia di 40-45dB, quindi una stanza abbastanza silenziosa (normalmente in un ospedale il rumore di fondo è di 80dB, per esempio). L’ambiente ideale risulta perciò quello familiare, casalingo, o un posto tranquillo che voi sentiate sicuro e confortevole, che sia lontano da distrazioni e stimolazioni esterne.</p>
<p style="text-align: justify;">In letteratura ci sono opinioni contrastanti rispetto l’orario migliore in cui far ascoltare la musica al vostro bimbo, per cui il nostro consiglio è quello di farlo quando desiderate, quando sentite che è il momento giusto per voi.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto dovete trovare la posizione per voi più comoda: potete scegliere la più indicata per le donne gravide, ossia sul fianco sinistro (per evitare la compressione della vena cava), oppure optare per una posizione Semi-Fowler, ossia con la schiena appoggiata su un piano inclinato tra i 30° e i 45°; insomma, il consiglio è quello di stare semplicemente sdraiate o sedute nella posizione per voi più comoda e confortevole!</p>
	</div>
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<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1551264215250" >
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		<p style="text-align: justify;">Trovate il vostro posto speciale e preparatevi ad ascoltare! Nei prossimi articoli parleremo dei dispositivi da utilizzare, il genere musicale, gli effetti della musica… tutto l’occorrente per un’esperienza musicale ottimale!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Al-Qahtani, H. (2005). <em>Foetal response to music and voice</em>. Australian and New Zealand Journal of Obstetrics and Gynaecology, 45(5), 414–417.</li>
<li>Araki, M., Nishitani, S., Miyamura, T., Masuzaki, H., Oishi, K., Shinohara, K. (2010). <em>Fetal response to Mozart’s music</em>. Acta Medica Nagasakiensia, 55(1), 7-13.</li>
<li>Gerhardt, K. J., Abrams, R. M. (2000). <em>Fetal Exposures to Sound and Vibroacoustic Stimulation</em>. Journal of Perinatology, 20(8), S21-S30.</li>
<li>Kafalİ, H., Derbent, A., Keskİn, E., Sİmavlİ, S., Gözdemİr, E. (2010). <em>Effect of maternal anxiety and music on fetal movements and fetal heart rate patterns</em>. The Journal of Maternal-Fetal &amp; Neonatal Medicine, 24(3), 461-464.</li>
<li>Kisilevsky, B.S., Hains, S.M.J., Jacquet, A.Y., Granier-Deferre, C., Lecanuet, J.P. (2004). <em>Maturation of fetal responses to music</em>. Developmental Science, 7(5), 550- 559.</li>
<li>Lòpez-Teijòn, M., Garcìa-Faura, A., Prats-Galino, A. (2015). <em>Fetal facial expression in response to intravaginal music emission. </em>Ultrasound, 23(4), 216–223.</li>
<li>“<em>Lo stimolo musicale come strumento di promozione del benessere fetale in gravidanza: revisione della letteratura</em>”, Tesi di Laurea non pubblicata di Francesca Andreotti.</li>
</ul>
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