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	<title>alimentazione | Una Maia per amica</title>
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	<description>Ostetriche al fianco di ragazze, donne &#38; mamme</description>
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		<title>FALSI MITI: Come Sopravvivere nella Trincea del Post-Partum!</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 10:56:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="fws_673f9bd2c2e37"  data-column-margin="default" data-midnight="dark"  class="wpb_row vc_row-fluid vc_row top-level"  style="padding-top: 30px; padding-bottom: 0px; "><div class="row-bg-wrap" data-bg-animation="none" data-bg-animation-delay="" data-bg-overlay="false"><div class="inner-wrap row-bg-layer" ><div class="row-bg viewport-desktop"  style=""></div></div></div><div class="row_col_wrap_12 col span_12 dark left">
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		<p style="text-align: justify;">Ben tornati in questa rubrica! Come abbiamo visto per i <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/falsi-miti-la-gravidanza-quel-mistero-della-natura/">falsi miti in gravidanza</a>, quando si parla di maternità sono tantissime le leggende, le tradizioni e le convinzioni popolari che vengono diffuse di generazione in generazione, senza però avere delle basi scientifiche. Se poi si tratta del post partum, un periodo di adattamento molto delicato, vale un po’ la legge non scritta del “purché funzioni, tutto va bene”!</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo infatti che l’arrivo di un bambino, per quanto momento meraviglioso, porta con sé tante difficoltà e sfide quotidiane, che una mamma, stanca e spesso non adeguatamente supportata, ogni tanto vorrebbe riuscire a superare senza troppa fatica. Ed è qui che entra il gioco tutto il bagaglio di tradizioni, dicerie e consigli del tipo “si è sempre fatto così”. Ma non sempre quello che “tutti fanno” è corretto ma soprattutto utile e non dannoso.</p>
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Tic tac, tic tac… è ora!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono due principali preoccupazioni che arrovellano gli amici e i parenti di una neomamma: che il bambino non mangi a sufficienza e che la madre si stanchi troppo. E ciò porta a sentire di tutto e di più: “Sveglia la creatura, che poi non mangia e non cresce!”; o ancora: “Ma non vedi come sei stanca, sei sempre lì con sta tetta!”. E, preoccupati per voi, vi consigliano di allattare a orari così il bambino si regolarizza, assumendo le giuste quantità (stabilite da chi poi?) di latte e vi dà un po’ di tregua.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamo che <strong>l’OMS</strong> (e anche noi) supporta <strong>l’allattamento A RICHIESTA.</strong> Richiesta di chi? <strong>Del bambino</strong>! Infatti, sarà lui che ciucciando stimolerà il seno a produrre la quantità di latte adatta al suo fabbisogno, e per fare ciò ci saranno alcuni periodi (soprattutto appena nato e durante le fasi di maggior crescita) in cui dovrà star attaccato al seno più frequentemente. Non temete, il vostro bambino, seppur così piccolo, sa quel che fa!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il latte materno non è abbastanza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È convinzione comune, perfino di alcuni pediatri, che il latte materno sia un alimento dalle dubbie proprietà nutritive ma soprattutto sempre in difetto per quanto riguarda le quantità. E i dubbi di una mamma che ha intrapreso il percorso dell’allattamento al seno vengono confermati quando, usando il tiralatte per i più svariati motivi, le viene detto: “Eh ma guarda quanto poco hai tirato, il tuo latte non sarà mai abbastanza!”. Ecco, vogliamo rassicurarvi che non c’è niente di più sbagliato:<strong> il latte materno è abbastanza</strong>, soprattutto se avete intrapreso un allattamento esclusivo a richiesta. Come sopra, è il bambino che ciucciando stimola il seno a produrre le quantità di latte necessarie alla sua crescita. Quindi più ciuccia, più stimolerà. E come mai quando il latte viene tirato o spremuto, sembra sempre poco? Perché la stimolazione di un bambino è diversa da quella di una macchina. Infine, ricordiamo sempre che la tetta non è solo alimento, ma è amore, conforto, contatto, calore… Come fa a non essere abbastanza?</p>
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		<p style="text-align: justify;">Questo è il dilemma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Birra </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sfatiamo questo grande mito! La birra <strong>non aumenta la produzione di latte</strong>, ma anzi essendo una bevanda alcolica passa nel latte e, se introdotta poco prima della poppata, può essere assunta dal bambino. Quindi che cosa aumenta la produzione di latte? Solo ed esclusivamente la frequenza delle poppate!</p>
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Il Sapore del Latte</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Mamma non mangiare gli asparagi, che il latte cambia sapore”, “Non mangiare i legumi, che il bimbo si riempie di aria”. In realtà il bambino è già abituato alla vostra alimentazione e ai suoi sapori, grazie al liquido amniotico in cui è stato immerso per 9 mesi. Quindi durante l’allattamento <strong>non è necessario precludersi nulla</strong>, tutto sempre con <strong>moderazione</strong> e accompagnato da <strong>un’adeguata idratazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamo solo che alcol, fumo di sigaretta e droghe passano nel latte e possono danneggiare il vostro bambino. Ma se vi suggeriamo caldamente di eliminare sigarette e sostanze stupefacenti, non siamo però nessuno per negarvi un bicchiere di vino se lo desiderate: vi ricordiamo però di assumere solo piccole quantità di alcol lontano dalle poppate e, per una maggiore sicurezza, potete anche spremere il latte “contaminato” e gettarlo via.</p>
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Addominali: Back to the 6Pack</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il parto, che sia vaginale o cesareo, il corpo non ritorna al suo stato pregravidico come per magia, ma, come per ogni cosa, bisogna aiutarlo in questo processo. Per quanto riguarda entrambe le modalità di parto, consigliamo di astenersi da un’attività fisica intensa immediata, ma lasciare spazio (quando ci si sente pronte) ad esercizi per il pavimento pelvico e qualche camminata. Per riprendere un’<strong>attività fisica regolare </strong>e di svariata intensità, suggeriamo di <strong>attendere le 6 settimane</strong>, e soprattutto in caso di parto cesareo attendere la conferma del proprio ginecologo o ostetrica. Quindi gli addominali si possono fare? Sì, ma meglio dopo le 6 settimane dal parto, quando l’utero dovrebbe essere del tutto involuto e gli organi ritornati nella loro posizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E il Latte?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Occhio ad andare in palestra, che poi perdi il latte!”. Chi vi dice una cosa del genere o è male informato o invidioso! <strong>Lo sport non riduce la produzione di latte</strong>. Ciò che può farlo è invece lo stress, che viene alleviato con dell’attività, un ottimo modo per ritagliarvi del tempo per voi, prendervi cura di voi stesse e rilasciare endorfine nel corpo.</p>
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Mens Sana Oltre che Corpore Sano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se tutte le donne del mondo hanno avuto bambini e ce l’hanno fatta senza problemi, non vuol dire che anche per voi debba essere lo stesso. Richiedete sempre un supporto adeguato, ma soprattutto non sottovalutate il vostro stato mentale e emotivo. Se non vi riconoscete più, non sono solo gli ormoni. È vero che una madre fisiologicamente subisce un processo di “regressione” per poter rispondere in modo adeguato ai bisogni del proprio bambino, ma è anche vero che una mamma che non sta bene non riuscirà a rispondere a questi bisogni in maniera ottimale. <strong>Non vergognatevi di chiedere aiuto, per qualsiasi cosa</strong>. E se sospettate che il vostro comportamento sia fin troppo diverso, rivolgetevi senza paura ad un professionista che sarà in grado di aiutarvi.</p>
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Future Gravidanze</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se vi hanno detto che allattando non si rimane incinta, allora queste gravidanze potrebbero non essere tanto future. L’allattamento può fungere da contraccettivo solo in determinate e ferree condizioni (per cui vi rimandiamo all’<a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/contraccezione-i-metodi-naturali/">articolo sui metodi naturali</a>). Ma allora perché si dice ciò? Perché la prolattina in alte concentrazioni interferisce con l’attività degli ormoni ovarici, andando a sopprimere l’ovulazione. Ma come vi dicevamo, ciò accade solo in condizioni specifiche. E se non vedete la comparsa della prima mestruazione dopo il parto (capoparto), diffidate: si può aver ovulato (e quindi essere rimaste incinta), senza mestruare. Quindi, se non rientrate nei criteri del LAM (Lactation Amenorrhea Method), utilizzate sempre un altro metodo contraccettivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Farmaci</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I farmaci passano nel latte materno, ma questo non vuol dire che siano tutti nocivi. Citando Guadagnare Salute: “<em>l’uso dei farmaci rappresenta una controindicazione all’allattamento al seno solo quando esistano prove documentate in merito”</em>. Vi sono infatti alcune categorie di farmaci che vanno assolutamente evitati in allattamento per gli eccessivi effetti collaterali nel lattante, come i farmaci antitumorali e le sostanze radioattive, o altri in cui l’allattamento si può proseguire, ma con delle modifiche o precauzioni, come alcuni (NON TUTTI) farmaci psicotropi, antibiotici, anticonvulsivanti, diuretici.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli estrogeni, è stata documentata una riduzione della quantità di latte prodotto, per cui si consigliano sempre contracettivi che ne sono privi. In qualsiasi caso vi suggeriamo di non precludervi un farmaco e trascurare la vostra salute, ma <strong>piuttosto documentatevi chiedendo ad un professionista esperto o rivolgendovi a centri antiveleni certificati</strong> (es UOSD Centro Antiveleni e Tossicologia di Bergamo, disponibile 24/24 h al numero 800 883 300).</p>
	</div>
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Ma le Colichette?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non facciamo di una mosca un elefante! Le coliche sono un sintomo di specifiche patologie (es. la colite, infiammazione del colon) che solo alcuni neonati hanno. Quindi non tutti i bimbi soffrono di coliche! Anche perché pensateci, un disturbo del genere comparirebbe sempre alla stessa ora, magari la sera? Innegabilmente il bambino esprime un disagio quando piange in un modo che sembra inconsolabile, ma non è quasi mai dovuto ad un dolore intestinale riconducibile al passaggio dell’aria. E perché allora mentre piange spesso agita le gambe, la pancia diventa dura, e poco dopo fa aria? Perché il pianto per un neonato non è solo un suono, ma è espresso anche attraverso il corpo. Così facendo entra in un circolo vizioso in cui il pianto, che si scatena per diversi motivi (tra cui l’eccessiva stanchezza serale o l’eccesso di stimoli), gli fa ingurgitare un’abbondante quantità di aria che lo porta a doverla eliminare in qualche modo, con un movimento delle gambe e uno sforzo corporeo. Quindi a meno che non ci siano delle motivazioni concomitanti che vi possano far pensare ad una patologia vera e propria, cercate di eliminare la causa primaria del pianto, che ricordiamo essere l’unico strumento che un neonato ha per comunicare qualsiasi cosa. Se vi interessa, in un altro articolo vedremo insieme come fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Vizietti!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La tetta a richiesta, la risposta tempestiva al pianto, il dormire insieme… tutto crea vizio no? In realtà il vizio è una cosa che si sviluppa quando il bambino è più grande, non di certo nel primo anno o addirittura nei primi mesi di vita! Inoltre, i bambini hanno bisogno del contatto e di un accudimento sempre pronto e presente, anche se culturalmente per noi questo è difficile da accettare. Anzi, come dice un articolo di UPPA, <em>il </em><em>distacco e l’indipendenza nascono dal contatto, dalla sicurezza di essere accolti e ascoltati nel momento del bisogno, e dalla fiducia in chi si prende cura di noi, non il contrario</em>. Quindi non temete di viziare i vostri bambini, ma create per loro delle basi di attaccamento solide, su cui poter fare affidamento per tutta la vita per poi camminare sicuri anche da soli!</p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre, i miti da sfatare sarebbero tanti, noi ci limitiamo a diffondere delle informazioni che siano per voi fonte di sicurezza nel difficile mondo della maternità e più in generale della genitorialità. Come sempre speriamo di esservi state d’aiuto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Credits:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="https://www.uppa.it/nascere/neonato/coliche-neonato/">https://www.uppa.it/nascere/neonato/coliche-neonato/</a></li>
<li><a href="https://www.uppa.it/educazione/vizi-o-pregiudizi/">https://www.uppa.it/educazione/vizi-o-pregiudizi/</a></li>
<li>Bettinelli, M.B., Giusti, A. <em><u><a href="http://www.ginecologo-ostetrica.it/wp-content/uploads/2017/05/AS_1Allattamento_al_seno_tra_arte_scienza_natura.pdf">Allattamento al seno: tra arte, scienza e natura. Guadagnare salute dossier</a></u></em>. Zadig editore.</li>
</ul>
	</div>
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		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/falsi-miti-come-sopravvivere-nella-trincea-del-post-partum/">FALSI MITI: Come Sopravvivere nella Trincea del Post-Partum!</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>FALSI MITI: la Gravidanza, Quel Mistero della Natura!</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/falsi-miti-la-gravidanza-quel-mistero-della-natura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 11:55:55 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">Ben ritrovati nella nostra rubrica dei <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/falsi-miti-tanti-modi-in-cui-rimarrai-incinta-oppure-no/">falsi miti</a>! Oggi cercheremo di sfatare alcune errate credenze, opinioni e luoghi comuni legati alla gravidanza! Sappiamo tutti benissimo quanto questo momento della vita di una donna e di una coppia sia da sempre visto come un mistero della natura, e ciò ha portato alla formazione di credenze sempre più diffuse, che tuttavia non trovano un supporto medico e scientifico validato.</p>
<p style="text-align: justify;">La gravidanza poi è il regno delle altre mamme: nonne, suocere, zie, amiche che “ci sono già passate” e, molto spesso a fin di bene (si spera), condividono con voi il loro sapere e le loro esperienze. Ci teniamo a chiarire che questo mondo femminile è fondamentale per una neomamma, e colei che è circondata da donne pronte ad offrire il loro sostegno, dovrebbe riconoscere la fortuna che ha… Non sempre però tutto ciò che ci viene detto e tramandato è proprio corretto, e noi ci teniamo a fare un po’ di chiarezza.</p>
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</div>
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Mangiare per due</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla comparsa delle due linee del test di gravidanza, è convinzione comune che si debba mangiare per due, come se dentro il nostro utero stesse crescendo Hulk. Ebbene no, non vi è alcun bisogno di incrementare in modo spropositato l’introito calorico giornaliero, anzi non è salutare, soprattutto se le nostre scelte alimentari non sono delle migliori. La gravidanza dovrebbe essere un’occasione per nutrire il nostro corpo, e indirettamente il nostro bambino, nel modo migliore possibile, migliorando così le nostre abitudini alimentari. Ricordiamo inoltre che l’apporto calorico è strettamente personale e legato alle condizioni di peso, altezza e costituzione pre-gravidici. Non seguire perciò nessuna dieta (sia in eccesso che in difetto), se non quella suggerita dal proprio medico o ostetrica in caso di necessità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voglie</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Trovatemi una nonna che non si raccomanda di soddisfare assolutamente tutte le vostre voglie, pena un marchio indelebile sulla pelle del vostro bambino. Anche qui, stesso discorso fatto in precedenza. Mangiare in modo incontrollato un unico alimento non è salutare (nemmeno se avete voglia di insalata), e soprattutto non vi è alcun collegamento scientifico con aree di iperpigmentazione della cute del nascituro. Non vogliamo dire di non assecondare il vostro palato né di non far correre i vostri compagni ai supermercati alle 2 di notte, ma vr raccomandiamo di farlo con moderazione e senza il pensiero di far mutare il vostro cucciolo in leopardo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Caffè</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È davvero severamente vietato assumere caffè per evitare la maledizione del neonato incapace di dormire? Ovviamente no ma, lo ripetiamo, è sempre bene fare tuttto con moderazione. Le Linee Guida della Gravidanza Fisiologica redatte dal Ministero della Salute suggeriscono un consumo di caffeina (quindi anche tè, cola, cioccolato) che non superi i 300 mg/die. Per capirci, una tazzina di caffè può variare dai 50-85 mg di caffeina, una lattina di coca cola dai 35-40 mg e così via…</p>
	</div>
</div>



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		<p style="text-align: justify;"><strong>Alimenti off limits</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Molte appassionate di sushi, prosciutto crudo e gelato, in gravidanza soffrono delle vere pene… Da oggi non sarà più così. Il pesce crudo può infatti essere consumato, se è stato precedentemente abbattuto, perché questa procedura “abbatte” l’agente patogeno della toxoplasmosi. Informatevi perciò sui ristoranti che seguono con estrema correttezza le norme di abbattimento del pesce. Stesso discorso per il prosciutto crudo, se sottoposto a congelamento (o cottura) prolungato. Inoltre, non ci crederete ma gli insaccati stagionati a lungo sono alimenti sicuri in gravidanza, perché anche il processo di stagionatura elimina l’agente toxoplasmotico. E gelati e formaggi? Tutto ciò che contiene latte e uova pastorizzate, o ha subito processi di stagionatura aggiudicandosi così il via libera, perché anche la pastorizzazione elimina i diversi agenti patogeni. Il discorso si potrebbe prolungare per diversi alimenti, quindi teniamo a mente alcune regole: in gravidanza il <strong>fatto in casa ha la peggio verso il prodotto industriale</strong>, infatti per essere presenti sul commercio i prodotti subiscono numerosi controlli qualità che li rendono più sicuri (no quindi al latte del contadino, insaccati e formaggi fatti in casa…); <strong>avere cura di lavare sempre le mani, utensili e superfici di lavoro</strong> con molta attenzione; <strong>cuocere ad alte temperature</strong>; <strong>conservare gli alimenti cotti e crudi separatamente</strong>, in confezioni ben chiuse, da aprire solo al momento del consumo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Amuchina</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che dite, meglio acquistare bancali di amuchina prima di mangiare una foglia di lattuga? Anche no. L’amuchina, per quanto sia un valido aiutante nel lavaggio di frutta e verdura crude, non è fondamentale. Ciò che fa la differenza è il tempo e la modalità che dedicate al lavaggio di questi alimenti: un lavaggio accurato e prolungato, frizionando (sfregando) con le vostre mani -pulite- l’alimento, è sufficiente a non farvi contrarre la toxoplasmosi, soprattutto se i prodotti sono di origine industriale e non del vostro orto. Anche perché frutta e verdura cruda contengono un quantitativo di vitamine e acido folico, che spesso vanno perse con la cottura, perciò mangiarle crude, e ben lavate, è una risorsa per la vostra salute e quella del vostro bambino.</p>
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</div>
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Il mio amico a 4 zampe</strong></p>
<p style="text-align: justify;">State tranquille, I vostri pelosi adorati non dovranno essere cacciati di casa. Basta seguire le seguenti precauzioni: fate pulire la lettiera al vostro compagno, soprattutto se il vostro gatto trascorre del tempo all’aperto, o in alternativa utilizzate dei guanti e lavatevi molto bene le mani; pulite la lettiera frequentemente per evitare lo sviluppo degli <em>oocisti </em>(i piccoli del protozoo della Toxoplasmosi); cercate di assicurarvi che il gatto non passi troppo tempo all’aperto e si nutra di topi e uccelli (che potrebbero renderlo infetto); non decidete di prendere un gatto proprio in gravidanza, specialmente un randagio, peggio ancora se cucciolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sì, viaggiare!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La gravidanza è il giusto momento per rimanere recluse in casa, e non andare nemmeno a comprare il pane. Ma poi cosa volete fare, prendere un aereo e rischiare di partorire in volo, anche se siete alla 20° settimana? Premettendo di trovarci di fronte ad una gravidanza fisiologica ed avere l’approvazione dell’ostetrica e/o del ginecologo, i viaggi in aereo di lunga percorrenza sono, e cito sempre le Linee Guida della Gravidanza Fisiologica, <em>associati a un rischio aumentato di trombosi venosa nella popolazione generale, ma non è chiaro se ci sia un ulteriore incremento di questo rischio in gravidanza. </em>Quindi magari evitate di attraversare l’Atlantico a 34 settimane, ma per il resto potete sicuramente prendere l’aereo, con l’accortezza di sgranchirsi sempre le gambe e stare sedute non troppo a lungo. Oltre l’approvazione del professionista, ricordatevi anche di documentarvi sulle politiche di volo delle diverse compagnie aeree: spesso, e giustamente, richiedono certificati medici di “idoneità di volo” e non permettono alle gravide a termine, o oltre una specifica settimana gestazionale, di volare.</p>
	</div>
</div>



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		<p style="text-align: justify;"><strong>Allacciate le cinture!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Mamma la cintura è scomoda, e soprattutto opprime il pancione!” Chi vi dice ciò, non è informato. La cintura di sicurezza in auto va SEMPRE utilizzata, non presenta dei rischi e soprattutto vi salva la vita. Va utilizzata però correttamente: scegliere una cintura a tre punti, porre il nastro addominale (inferiore) al di sotto dell’addome gravido; porre il nastro diagonale al di sopra dell’addome, tra i seni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sesso in gravidanza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alt fermi tutti, diamo il via a 9 mesi di astinenza, non sia mai che il bambino senta qualcosa o peggio ancora, se femmina, nasca già incinta (e non ridete, perché queste cose le abbiamo lette per davvero). Abbiamo dedicato un <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/sesso-in-gravidanza-non-rinunciare-al-piacere/">articolo all’attività sessuale in gravidanza</a>, perciò evito di annoiarvi e vi rimando a quello… O a fare direttamente l’amore con il vostro compagno!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esercizio fisico: e 1, 2, 3!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come per i viaggi, la stragrande maggioranza di familiari raccomanda alle donne gravide di evitare qualsiasi attività fisica, che non sia l’attività della forchetta. Per quanto tutte queste premure siano molto dolci e ci insegnano ad ascoltare e rallentare quando ne abbiamo bisogno, la sedentarietà non è mai una cosa salutare, nemmeno in una gravidanza fisiologica. Questo non significa intraprendere la strada del bodybuilder, ma semplicemente proseguire con un’attività sportiva a basso impatto (camminate, nuoto, danza, yoga ma anche sollevare qualche peso se siete persone molto allenate) seguendo il proprio livello atletico abituale, ma soprattutto consultando i professionisti che si occupano del vostro benessere.</p>
	</div>
</div>



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</div>
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		<p style="text-align: justify;">Numerosissime sono le leggende riguardo il sesso del bambino, e molte hanno radici antichissime. Per quanto poetiche e a volte davvero divertenti, purtroppo non vi sono basi scientifiche che le supportino. Quindi non c’è pancia bassa o a punta che tenga, l’unico modo è aspettare la morfologica e sperare che il vostro bambino non faccia il prezioso, o in alternativa scegliere di attendere fino alla nascita e beneficiare della sorpresa.</p>
	</div>
</div>



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</div>
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		<p style="text-align: justify;"><strong>Farmaci</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando si parla di farmaci in gravidanza, sembra sempre di parlare di mercurio liquido ingeribile. Tuttavia, per quanto sia sbagliato abusare dei farmaci, e lo è in ogni fase della nostra vita, non dobbiamo nemmeno trascurarci e soffrire quando è disponibile un aiuto valido e sicuro. Consultate sempre il proprio medico, che valuterà con la necessità e la sicurezza del farmaco che volete assumere, documentatevi, domandate ai centri antiveleni, utilizzate alternative fitoterapiche se disponibili, ma non demonizzateli. Ricordate che più siete in salute, più lo è il vostro bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">La rubrica di oggi sarebbe interminabile, Maia stessa ha fatto fatica a contenersi! Se vi va, possiamo ulteriormente approfondire sulle nostre pagine questo argomento, anche in base alle vostre richieste, magari su argomenti più variegati come tinte o vasche termali. Come sempre speriamo di esservi state utili e di avervi strappato un sorriso.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1436_allegato.pdf">Linee Guida della Gravidanza Fisiologica ISS</a></li>
</ul>
	</div>
</div>




			</div> 
		</div>
	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-donne/falsi-miti-la-gravidanza-quel-mistero-della-natura/">FALSI MITI: la Gravidanza, Quel Mistero della Natura!</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Alimentazione Complementare: Piccoli Bocconi di&#8230; Sopravvivenza!</title>
		<link>https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/alimentazione-complementare-piccoli-bocconi-di-sopravvivenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[unamaiaperamica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 10:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli per le Mamme & il loro Bambino]]></category>
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		<p style="text-align: justify;">Mamme, papà, nonni che state leggendo, Maia oggi vuole fare un po’ di chiarezza sull’alimentazione complementare o, come erroneamente viene definita, svezzamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, perché la parola svezzamento non è corretta? Per rispondervi citeremo le parole del dottor Piermarini, illustre pediatra esperto nell’alimentazione complementare: “(la parola svezzamento) <em>descrive l’abbandono totale del seno da parte del bambino ormai troppo grande per il quale rappresenterebbe soltanto un vezzo, inteso nell’accezione peggiore del termine, cioè di vizio</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora la tetta che fine fa?</p>
<p style="text-align: justify;">Come è lo stesso pediatra a suggerci, chiariamo una cosa fin da subito: l’introduzione di cibi solidi non prevede in alcun modo l’abbandono del latte materno o, ove non possibile, di latte artificiale. Infatti, l’alimentazione complementare funge da complemento, da arricchimento, di un alimento quale è il latte che, con il passare del tempo, da solo non riuscirebbe a soddisfare l’intero fabbisogno nutrizionale del bambino.</p>
	</div>
</div>



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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1550588597179" >
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		<p style="text-align: justify;">Fatte le dovute premesse, entriamo nel vivo della questione. Quando è opportuno iniziare a introdurre i cibi solidi? Come sappiamo l’OMS suggerisce l’allattamento esclusivo al seno almeno fino al 6° mese di vita, poiché è scientificamente validato che fino a quel momento il latte materno (o nel caso il latte di formula) è l’unico alimento necessario e sufficiente per lo sviluppo del bambino. Questo significa che il giorno in cui vostro figlio raggiunge i sei mesi, dobbiate tassativamente dargli la famosa pappa? Assolutamente no!</p>
<p style="text-align: justify;">L’indicazione dell’OMS serve per sottolineare che non è necessario somministrare alimenti solidi prima del sesto mese di vita, anzi a volte è anche rischioso, ma, come tutte le indicazioni, questa rappresenta lo standard: alcuni bambini sono sufficientemente maturi e pronti intorno al 5 mese e mezzo, la maggior parte invece mostra questa maturità anche intorno al 7 mese. Tuttavia i 6 mesi non sono stati stabiliti a caso: ad esempio, introdurre intorno al quarto mese la famosa <em>frutta</em> può essere dannoso oltre che un’impresa, infatti l’intestino non è ancora sufficientemente maturo; l’introduzione di un pasto si sostituisce spesso ad una poppata che, al 4° mese, possiede caratteristiche nutrizionali quantitative e qualitative nettamente superiori alla frutta con cui di solito si inizia; il bambino probabilmente si dimostra incapace di assumere il cibo da voi offerto, e tra sputacchi e spargimenti, più che una pappa, la povera mela vi sembrerà una maschera di bellezza sulla faccia del vostro bimbo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando muoversi quindi? Tenendo il 6° mese come riferimento, è fondamentale <em>osservare il bambino</em>. Per assumere adeguatamente cibi solidi e semisolidi è necessario che scompaiano alcuni riflessi:  il <strong>riflesso di estrusione</strong>, che, se ancora presente, non permette al bambino di aprire la bocca e questo risponde tirando fuori la lingua e sputando il cucchiaio; il <strong>riflesso di suzione</strong>, che se fino ai 6 mesi permette alla lingua del bambino di muoversi in senso antero-posteriore per estrarre il latte dal seno e dirigerlo nella parte posteriore della lingua (e avviare così direttamente il riflesso di deglutizione), non è d’aiuto nel processo di masticazione e trasporto dei cibi solidi e semisolidi dalla parte anteriore della lingua, dove vengono depositati dal cucchiaio, alla parte posteriore del palato adibita alla deglutizione. Inoltre, è fondamentale per evitare soffocamenti, che il bambino sappia stare <strong>seduto autonomamente</strong>. Per ultimo, ma non per importanza, è d’aiuto considerare l’<strong>interesse</strong> e la <strong>curiosità</strong> che il bambino mostra nel vedervi mangiare; così facendo vuole farvi capire che è psicologicamente pronto ad imitare un vostro abituale comportamento (e forse anche a mangiare).</p>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1550588673109" >
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		<p style="text-align: justify;">Ma che cibi si possono dare? Ebbene i bambini divezzati al momento opportuno (quindi al sesto mese e/o quando sono pronti) possono mangiare TUTTO quello che si trova sulla tavola di famiglie che hanno abitudini alimentari sane. E con tutto si intende davvero TUTTO, alimenti considerati allergizzanti compresi. Infatti, la differenza la fa, come sempre, il bambino a cui viene somministrato un alimento, non l’alimento in sé: ha senso non esporre ad alimenti allergizzanti, come pesce, frutta secca, frumento, albume, latte vaccino, solo bambini che sono già risultati allergici al latte vaccino della formula, oppure se sono ad esempio affetti da dermatite atopica, spia di una possibile ipersensibilità alimentare. Ma anche in questi casi, piccole e controllate dosi di cibi allergizzanti possono portare il bambino allergico a sviluppare una certa tolleranza.</p>
	</div>
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		<p style="text-align: justify;">Sempre per lo stesso discorso, non avrà quindi senso somministrare un alimento alla volta, in trepidante attesa di una reazione allergica. Gli alimenti allergizzanti (quelli descritti sopra) sono noti, perciò sapremo contro chi puntare il dito nel caso, raro, di una reazione allergica. Per di più, inserendo un alimento alla volta la dieta del povero bimbo sarebbe davvero noiosa e scarna, per cui lui stesso mostrerà a gran voce il suo rifiuto. Anche perché ricordiamo che il bambino mostra interesse nel cibo perché vi vede mangiare, non perché sa che cosa sia il cibo. E se di fronte ad un vostro piatto di lasagne, vi presentate con una sbobba di crema di mais e tapioca, il suo interesse e il suo appetito non saranno certo saziati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima cosa da ricordare è che i bambini allattati al seno, a cui si iniziano a offrire altri alimenti dopo il 6 mese di vita, possiedono una maturità e una protezione intestinale tale da eliminare tutto ciò che può essere dannoso per la sopravvivenza, infezioni e allergie comprese.</p>
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</div>
<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1550588779939" >
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		<p style="text-align: justify;">Ma bisogna per forza eliminare una poppata e offrire un pasto completo? Ma certo che…NO! I bambini inizieranno a fare dei piccoli assaggi, assaggi che potranno durare anche un mese o più, e saranno comunque sufficienti a colmare le esigenze nutrizionali; la poppata non deve essere eliminata per paura che tolga appetito al bambino, anzi noterete da soli che se gli vengono proposti piatti gustosi e salutari sarà lui stesso a ridurre la quantità del latte succhiato e a vederlo più come un dessert o una coccola. Fatevi guidare dal bambino anche per quanto riguarda le porzioni, non ci sono dosi necessarie a cui far riferimento: saprà lui indicarvi quando è troppo, o quando è troppo poco (fondamentale è sempre e comunque il vostro buon senso). Se non mostra interesse in un determinato alimento, arrivando fino a digiunare, non forzatelo e non obbligatelo. Più vedrà il cibo come una forzatura, meno ne sarà attratto. E avrà sempre il latte da cui prendere nutrimento, e quando la fame si farà sentire, ve lo farà notare. In ogni caso non escludete a prescindere l’alimento rifiutato, anzi riproponetelo in un&#8217;altra circostanza; magari è solo un momento no, che nulla ha a che vedere con il povero broccolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma gli alimenti vanno frullati? Se i cibi saranno introdotti al momento giusto, piccoli pezzi ben sminuzzati saranno sufficientemente sicuri, anche perché frullare un pasto prevede che in esso vi si accumuli aria, che non aiuta nella digestione. Per offrire il pasto si possono usare i cucchiai ma è buona cosa far sperimentare il bambino anche con le mani (e sappiamo tutti che non c’è niente di più gustoso che affondare denti e mani in una bella costina alla brace); all’inizio potrà sporcare un po’ ovunque e far ingrassare il vostro animale domestico, ma non limitate la sua sperimentazione, piuttosto con il tempo guidatelo verso un corretto modo di stare a tavola.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine è buona cosa non cambiare i ritmi della famiglia in funzione del pasto del bambino, e se volete iniziare a offrirgli qualcosa di più di un semplice assaggio, il nostro consiglio (del tutto modificabile) è iniziare dalla sera: lui è già abituato ad avere lo stomaco pieno anche di notte (pensate a tutte le notti insonni che avete passato per il suo incessante bisogno di latte) quindi non c’è rischio che non digerisca, ma soprattutto a tavola ci saranno più persone (papà, fratelli) da imitare e con cui condividere il momento. Questo ve lo diciamo perché probabilmente sarà più facile dargli da mangiare, se intorno a lui ci sono persone che fanno la stessa cosa.</p>
	</div>
</div>




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		<p style="text-align: justify;">Cari lettori, Maia spera di aver risposto ai vostri dubbi e perplessità in modo esaustivo e di aver fatto un po’ di chiarezza nel magico mondo dell’alimentazione complementare! Ora tocca a voi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits:</p>
<ul>
<li><a href="https://amzn.to/2DUXWU4">Piermarini, L. (2008). <em>Io mi svezzo da solo</em>. Bonomi Edizioni.</a></li>
<li><a href="https://www.unicef.it/doc/8230/unicef-oms-nuova-guida-10-passi-per-allattamento.htm">Linee Guida OMS, 10 passi per l&#8217;allattamento al seno.</a></li>
</ul>
	</div>
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		<title>Impariamo a Mangiare. Lo Svezzamento Giusto con il Metodo Margherita</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 10:34:34 +0000</pubDate>
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		<p style="text-align: justify;">“Impariamo a mangiare. Lo svezzamento giusto con il metodo margherita” nasce dalla cooperazione di Jacopo Pagani, Andrea Vania e Luigi Nastri, rispettivamente un esperto pediatra di base, un pediatra nutrizionista e un cuoco stellato, che interfacciandosi con genitori e bambini, compresi i loro stessi figli, hanno ideato un metodo che vuole gettare le basi di un’alimentazione sana nei primi, e fondamentali, 1000 giorni del bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo libro difatti propone un’ampia e dettagliata visione sulle componenti di un’alimentazione sana e bilanciata, sottolineando l’importanza delle materie prime e della loro adeguata scelta, cottura e conservazione, offrendo così numerosi spunti di riflessione sia per i genitori che per i professionisti riguardo all’alimentazione dei bambini ma anche degli adulti; infine presenta una settimana di ricette per grandi e piccini attraverso l’applicazione del metodo da loro proposto.</p>
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		<p style="text-align: justify;">Ma che cos’è il metodo margherita? La margherita è la rappresentazione grafica di una pappa equilibrata: ad ogni petalo corrispondono i macronutrienti necessari in ogni pasto (proteine, grassi, carboidrati e fibre), il centro del fiore è il ferro, posto nel mezzo data la sua importanza nello sviluppo di un bambino, lo stelo è l’acqua, in quanto base di una sana alimentazione, e le foglie rappresentano i due divieti principali: zucchero e sale. Il fiore serve a ricordare di includere nella pappa tutti i macronutrienti e i minerali, a escludere zucchero e sale, e ad accompagnare il tutto con l’acqua; inoltre vengono indicate per ogni componente le giuste dosi da somministrare.</p>
<p style="text-align: justify;">Non viene trascurata l’importanza dell’allattamento al seno, offrendo anche nozioni e consigli per la mamma che allatta; suggerisce indicazioni su quando iniziare lo svezzamento e su come tutelare il proprio bambino da intolleranze e allergie e, cosa che ho apprezzato molto, fornisce indicazioni in caso di ostruzione da corpo estraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i suddetti motivi crediamo sia un libro sicuramente completo e molto informativo, in grado di allenare l’occhio su quello che può far bene ai bambini e su quello che invece può nuocere. Forse la parte dedicata ai nutrienti può risultare troppo approfondita, ma sono dell’idea che, per poter sviluppare un’autonomia comportamentale e decisionale, buone basi nozionistiche siano necessarie. Tuttavia il metodo, e di conseguenza le ricette proposte, ci è sembrato un po’ troppo rigido e pretenzioso, soprattutto perché come sappiamo, i genitori non hanno tutto il tempo del mondo, anzi. Inoltre, se per assurdo la parte di educazione alimentare sembra voler creare nei lettori una consapevole autonomia, è proprio il concetto di METODO ad essere rigido. Per una famiglia non ci sembra infatti necessario un metodo, qualcosa di preimpostato da dover insegnare, preferiamo infatti credere che l’aiuto di un professionista, o in questo caso di un libro scritto da professionisti, si debba piuttosto declinare in utili e competenti consigli, suggerimenti e indicazioni a sostegno di quello che un genitore reputa giusto per il proprio bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo consiglieremmo? Sì, ma non come libro sull’<a href="https://unamaiaperamica.it/consigli-per-le-mamme-il-loro-bambino/alimentazione-complementare-piccoli-bocconi-di-sopravvivenza/">alimentazione complementare</a> (che molti conoscono come svezzamento): piuttosto come un’opportunità per riflettere su quello che portiamo sulla tavola dei nostri bambini, in termini di qualità e quantità.</p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa però è certa, come diceva Feuerbach “l’uomo è ciò che mangia”, pertanto come nutriremo i nostri piccoli determinerà la loro salute futura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A presto, Maia</em></p>
	</div>
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			</div> 
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	</div> 
</div></div>The post <a href="https://unamaiaperamica.it/libreria/impariamo-a-mangiare-lo-svezzamento-giusto-con-il-metodo-margherita/">Impariamo a Mangiare. Lo Svezzamento Giusto con il Metodo Margherita</a> first appeared on <a href="https://unamaiaperamica.it">Una Maia per amica</a>.]]></content:encoded>
					
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